Lavoro Franchising
Il documento strategico per eccellenza: il business plan
28 marzo 2011
La strategia e la programmazione partono da prima dell'apertura dell'impresa. Una mini guida al business plan
Un documento che accomuna tutte le attività imprenditoriali, sia in franchising sia indipendenti è, o almeno dovrebbe essere, il Business Plan.
La stesura di questo documento, previsionale, si presenta di importanza strategica per la sopravvivenza e la capacità futura di generare valore dell'impresa. Prima di studiare tutte le parti del business plan è bene chiarire cosa esso sia e su cosa si basa. Il business plan (tradotto in italiano in "piano di business", ma in letteratura si usa in maniera sporadica anche "studio di fattibilità economica" o "piano strategico d'impresa") può essere descritto come lo strumento più idoneo per rappresentare in maniera organica ed efficiente la business idea.
La business idea, a sua volta, è la base del documento. Si può meglio definire come la missione aziendale dell'impresa, in altre parole, è lo scopo per cui l'attività imprenditoriale viene creata, a quali esigenze risponde.
Tale documento, viene spesso definito come un documento che cambia in base all'uso, in base ai destinatari o allo scopo.
L'uso del business plan può essere di due tipi: interno od esterno alla società. Nella prima fattispecie, il piano di business assumerà un ruolo strategico ma allo stesso tempo una forma informale, che prescinde dallo schema originale, per mettere in evidenza come la strategia attualmente in atto raggiunge gli obiettivi e se collimano con quelli predisposti. In genere, viene usato dai manager dell'impresa per dimostrare il loro operato. Nel franchising, può capitare che viene redatto dall'affiliato un documento da presentare al franchisor per mettere in evidenza il proprio operato o per suggerire nuove strategie. Il business plan nel franchising assume, in sostanza, una funzione di controllo di diversi fattori. Dalla disamina di tale documento può emergere che i costi sono superiori a quanto prospettato e si può andare alla ricerca della causa; ancora, che i ricavi sono minori, che la locazione non è ottimale ecc...
Si è visto, quindi, che il business plan nel mondo del franchising può essere utilizzato sia nel momento in cui si decide di aprire sia nel corso della vita dell'attività per monitorare i progressi.
Se lo stesso è indirizzato a soggetti esterni, si dovrà prestare particolare attenzione a cosa vuole comunicare; in quanto, il piano di business è considerato alla stregua di un documento di comunicazione con gli stakeholder.
In base ai destinatari, infatti, si darà maggior rilievo all'aspetto che potrebbe in misura maggiore interessare i destinatari. Se ad esempio, si redige un business plan, per portare a conoscenza della compagine sociale la possibilità di effettuare un investimento nuovo, si dovrà dare maggior peso descrizione dei competitors, alla swot analysis ed al piano operativo.
Analogo discorso può essere fatto per quanto riguarda lo scopo, se si cerca un finanziamento, e si redige un business plan, dovremo dedicare maggiore attenzione alla descrizione della business idea, al piano economico-finanziario, alla catena del valore ed al break-even.
Fermo restando, quanto appena scritto, in tutti i casi le parti non menzionate devono essere sviluppate, per individuare possibili "errori".
Le parti da sviluppare nell'ambito del documento sono:
•La sintesi;
•La descrizione della business idea;
•La descrizione della compagine sociale e delle capacità professionali dei soci;
•Il piano dei prodotti e dei servizi offerti;
•L'analisi del mercato e della concorrenza;
•Il piano di marketing;
•Il piano operativo e l'organizzazione del lavoro;
•Le previsioni economiche-finanziarie;
•Il break-even.
Non esiste uno schema definito per il business plan, spesso si presenta sensibilmente toccato dallo scopo e da chi lo redige.
Parlare di business plan nel franchising non è una cosa fuori dal comune. Al pari di ogni altra attività imprenditoriale, il franchising (anche se riduce il rischio d'impresa) deve essere affrontato ugualmente con un business plan per analizzare le capacità degli affiliati, la location e il mercato. Nel settore del franchising il business plan si presenta, per un potenziale affiliato, meno gravoso, in quanto il franchisor, disponendo già di un punto vendita pilota (da qui si capisce l'importanza per il franchisor di avere un punto pilota) è in grado di fornire le principali indicazioni per realizzare il business plan.
Difatti, è bene, quando si sta per valutare l'apertura di un'attività in franchising, farsi consegnare i dati del progetto pilota e in base ad essi realizzare delle proiezioni. Quanto detto poc'anzi non deve far intendere che il business plan possa essere "copiato ed adattato" fra diverse realtà imprenditoriali. Nulla di più errato! Ogni business plan, descrive ed analizza una realtà imprenditoriale andando a valutare tutte le dinamiche di quella realtà. Si pensi: alle dinamiche territoriali, alla concorrenza o alla gestione delle risorse umane. Si tratta quindi di variabili che sono strettamente correlate a quella combinazione di risorse, persone e del luogo in un determinato periodo. Proprio da questa unicità si capisce che un business plan trovato su internet o "sfornato" da presunti kit professionali non sono la soluzione giusta.
Naturalmente, in questo articolo, per ovvie ragioni, non è stato possibile esaminare attentamente tutti gli step che portano alla realizzazione di tale documento. Il presente articolo vuole essere una mini e introduttiva guida alla lettura dello stesso business plan per aiutare i potenziali franchisee o imprenditori a compiere questo passo che spesso viene considerato come un freno all'attività di impresa.
Dott. Walter Vesperi
Manager e consulente aziendale




