Lavoro Franchising

Con il microcredito si sostiene il franchising

22 luglio 2011

In periodi di crisi come quello attuale, con una forte riduzione del credito alle imprese ed ai giovani che vogliono intraprendere un'attività imprenditoriale, sembra impossibile "mettersi in gioco".

In Italia, immaginare finanziamenti specifici per il franchising è come sognare ad occhi aperti. In effetti, le banche trovano difficile interloquire con il mondo del franchising, sia dal lato del franchisor sia dal lato del franchisee.
Un imprenditore, che voglia sviluppare la propria rete, si trova ad affrontare sia problemi legati alla reale mancanza di una rappresentanza del mondo del franchising nei tavoli istituzionali sia la mancanza della "cultura" del franchising all'interno del mondo finanziario e non da ultimo problemi legati alla valutazione del suo progetto in base a Basilea 2 (rating).
Per quanto la formula del franchising, rappresenti, sempre di più, il modo più comune per avviare un'attività, essa non gode di buona visibilità nel mondo della finanza.
Come, sostenuto da Me, nell'articolo del mese scorso (Il franchising è davvero una rete di imprese? Ora arriva il contratto di rete) il contratto di rete, e le sue relative agevolazioni possono rappresentare la prima vera occasione di regolamentare e rendere più trasparente il settore del franchising, anche agli occhi delle banche.

Per il futuro franchisee, le strade sono due:

  • finanziamenti/agevolazioni private
  • finanziamenti/agevolazioni pubbliche

La prima categoria, racchiude tutti i finanziamenti/agevolazioni che il franchisor stipula in forma privata con uno o più istituti bancari al fine di offrire condizioni più vantaggiose ai suoi affiliati.

Nella seconda categoria, ricadono, invece, tutti i finanziamenti/agevolazioni pubblici (nazionali o regionali) alle quali il franchisee può presentare domanda per avviare la propria attività.
Sono rari i finanziamenti specifici per il franchising. L'esempio più noto, l'unico nel suo genere, è Invitalia. Tale finanziamento prevede, per gli investimenti un contributo a fondo perduto e un mutuo a tasso agevolato; sono oggetto di finanziamento anche le spese di gestione.
Il limite della misura di Invitalia è che tale misura riguarda solo i franchisor convenzionati. All'interno del Nostro sito è prevista una sezione dedicata ai finanziamenti Invialia e dalla quale è possibile ricevere ulteriori e più approfondite notizie.

Nella pratica, della finanza agevolata, sta prendendo sempre di più piede, realizzare ed accettare domande di microcredito per l'avvio di attività in franchising.
Il microcredito è l'erogazione di capitali di modesta entità, in genere si tratta di cifre a partire da 5.000,00 € a 75.000,00 €. I bandi di erogazioni di prestiti di microcredito, generalmente hanno valenza regionale. Si tratta, nella maggior parte dei casi, nella stipula di un mutuo a tasso zero, con la garanzia dell'ente Regione.
Attualmente, tale tipo di agevolazione è presente in Calabria, Sardegna e Lazio (l'elenco delle Regioni non è da considerarsi esaustivo).
Nel mondo del franchising, inoltre, esistono dei finanziamenti detti "impropri", ovvero, metodi con i quali il franchisor sostengono (senza nessun trasferimento di risorse monetarie) l'operato dei propri franchisee. Può essere un esempio la merce c/vendita. Con tale meccanismo, il franchisor fornisce la merce, pronta per la rivendita, a costo zero; se volessimo fare una similitudine sarebbe come un finanziamento a tasso nullo.
Per ulteriori informazioni e/o chiarimenti: waltervesperi@libero.it

Dott. Walter Vesperi
Manager e consulente aziendale

» Vedi tutti i post di Franchising Lavoro

Cerca Franchising

Categorie