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giovedì 10 dicembre 2015

IL BUON FRANCHISING: e se il rischio fosse il franchisee? 

Come scegliere e capire qual è il franchising giusto per se

 

 

Aprire un’attività in franchising comporta molte scelte, lavoro, impegno e alle volte anche rinunce.
Un nuovo imprenditore dopo aver valutato attentamente il progetto a cui si sta avvicinando deve fare una sorta di “esame di coscienza” che lo porti a capire se vuole e ritiene di essere in grado di avviare un’impresa propria.

Quasi sempre si è infatti portati a pensare che se ho successo “è merito mio” se qualcosa va storto è colpa di qualcun altro, nel caso specifico … del franchisor.
La storia però ci insegna che un’attività imprenditoriale deve il suo successo a molti fattori esterni ed interni dei quali la componente umana è sempre un elemento tutt’altro che indifferente.
Sarà bene quindi porsi delle domande e soprattutto darsi delle risposte, quanto più saranno oggettive e meditate tanto meno soprese ci riserverà il futuro:

  • Dispongo della somma sufficiente richiesta per avviare l’attività?
    Può sembrare una domanda banale ma non lo è! Quando infatti si pianifica una spesa, molto spesso ci si trova a valutare solamente il cosiddetto start up l’investimento cioè necessario ad allestire, arredare attrezzare il negozio/ufficio.
    Ma dispongo della liquidità necessaria per il cosiddetto avviamento? Bisogna essere ben coscienti che una volta aperta l’attività non posso pensare di iniziare a guadagnare dal giorno dopo, dovrò infatti sostenere una serie di spese (affitto, eventuale collaboratore/dipendente, utenze varie, ecc) non rimandabili che richiedono un pagamento immediato.
    Ecco quindi che una corretta pianificazione dei flussi di cassa attesi può portare una maggiore consapevolezza della situazione a cui vado incontro.

  • Ho i requisiti necessari?
    In funzione del tipo di attività che andrò a svolgere dovranno essere valutate attentamente le autorizzazioni/abilitazioni di cui necessito, potrebbe accadere ad esempio di non avere il titolo di studio idoneo (nella ristorazione/alimentare è una situazione che si verifica spesso) e quindi dover frequentare corsi per ottenere l’abilitazione con la naturale conseguenza di un aggravio di costi e di tempo, o coprire questa mancanza con una figura professionale esterna che naturalmente dovrà percepire un compenso andando quindi a gravare sui costi gestionali.
    Ma dovrò anche saper valutare se ritengo di avere le capacità ed il carattere per svolgere al meglio un certo lavoro, ad esempio sono portato alle relazioni interpersonali?

  • La mia situazione familiare mi consente questo passo?
    In questa domanda abbiamo un duplice aspetto, uno economico ed uno di relazione ed impegno familiare.
    Per quanto riguarda l’aspetto economico è di fondamentale importanza che qualora faccia parte di un nucleo familiare che fa affidamento sulle mie entrate economiche possa supplire a queste magari con mezzi propri.
    Dal punto di vista di relazione ed impegno devo essere consapevole, e lo deve essere anche la mia famiglia, che l’inizio di un‘attività autonoma porterà dei cambiamenti.

In questi primi tre punti abbiamo valutato la parte più strettamente economica e pratica,ma ci sono anche aspetti di tipo interiore e personali che non vanno sottovalutati. Leggi la seconda parte di questo articolo: Capire se stessi per capire quale sia il miglior franchising a cui affiliarsi.

Leggi la seconda parte di questo articolo: Valutare se stessi per trovare il giusto franchising

Vai alla pagina generale: Come scegliere un franchising

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