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L’equity Crowdfunding è un Buon Investimento?

5 minuti

Indice

1. Cos’è l’equity crowdfunding?
2. Uno strumento versatile particolarmente apprezzato
3. Equity crowdfunding: da 5,6 a 286 milioni raccolti in 5 anni
4. Il caso specifico di un portale di equity crowdfunding: WeAreStarting
5. Si può guadagnare con l’equity crowdfunding?


Fino a poco tempo fa, raccogliere fondi per avviare una start up, un’impresa, una società o un progetto non era facile per via delle opzioni di finanziamento limitate. Queste si traducevano, infatti, a prestiti erogati dalle banche, con conseguente debito e tasso di interesse altissimo, prosciugando così i risparmi di potenziali imprenditori. Tuttavia, il 21° secolo ha portato con sé un metodo di finanziamento del tutto innovativo: il crowdfunding.

Cos’è l’equity crowdfunding?

L’equity crowdfunding è uno strumento di investimento collettivo in aziende non quotate, realizzato attraverso piattaforme web. In parole semplici, si tratta di finanziare una società attraverso una raccolta aperta anche a investitori comuni, che diventano così soci. In Borsa, questo si può fare acquistando le azioni grazie a un qualsiasi sistema di trading. Ma per le aziende non in Borsa, questo richiederebbe un notaio e tanti passaggi burocratici. Inoltre è molto difficile venire a conoscere di società che stanno cercando di ampliare il loro capitale, per molti impossibile.

Se poi parliamo di crowdfunding per le start up, le opportunità diventano ancora maggiori. Le start up portano con sé grandi potenzialità, basta vedere i risultati di Amazon, partita nel 1994 con soli 300.000 dollari di investimenti, e arrivata oggi a valere 1.700 miliardi di dollari. Vuol dire che se una persona avesse investito 1.000 dollari nel 1994, oggi avrebbe 5,6 miliardi dollari. Amazon è certamente un caso eccezionale, ma gli obiettivi di chi investe in start up sono proprio gli alti ritorni, pur sapendo che ciò comporta anche grandi rischi.

Uno strumento versatile particolarmente apprezzato

L’interesse per l’equity crowdfunding è sempre crescente e le motivazioni sono molteplici:

  • volontà di diversificare gli investimenti in un momento di particolare volatilità dei mercati.
  • nascita di iniziative rilevanti che hanno saputo accendere l’interesse di un pubblico sempre più attento alle tematiche sociali.
  • crescente consapevolezza da parte degli investitori rispetto ai nuovi strumenti fintech.
  • detrazioni fiscali per le persone fisiche  o giuridiche che investono nel capitale di rischio di start up e PMI innovative.
  • strumento estremamente versatile, che al suo interno racchiude un ventaglio di possibilità incredibilmente variegate. 

 

Equity crowdfunding: da 5,6 a 286 milioni raccolti in 5 anni

Ogni anno l’Osservatorio crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano (PoliMi) pubblica uno studio sullo stato del crowdinvesting in Italia, permettendo di avere un’immagine abbastanza completa sul settore.

Nel primo report pubblicato dall’Osservatorio nel 2016 era 19 i portali autorizzati da Consob e sempre 19 le campagne equity chiuse con successo con € 5,6 milioni raccolti.

Nel 2021, il numero di portali equity crowdfunding autorizzati da Consob è salito a 51 (9 in più rispetto all’anno scorso), con 588 campagne chiuse con successo e €286,7 milioni raccolti (senza includere le campagne per il collocamento di minibond).

Le campagne di raccolta di capitale di rischio sono state finora 831, organizzate da 742 imprese diverse. Il tasso di successo continua a mantenersi elevato: nei primi 6 mesi del 2021 è sopra il 90%; la media generale dell’intero campione dal 2014 è pari a 76,3%. 
A seguito di una campagna però, alcune aziende riescono a crescere in termini di fatturato e marginalità, compiendo nuovi aumenti di capitale in successivi round di finanziamento, mentre altre società restano al “palo”.


Il caso specifico di un portale di equity crowdfunding: WeAreStarting 

Entrando nel dettaglio delle società ospitate su WeAreStarting, portale bergamasco di crowdinvesting, possiamo vedere che sono già ben 8 le società che hanno effettuato almeno una raccolta successiva tramite equity crowdfunding (2° round di raccolta), con 3 emittenti che hanno già effettuato non solo la seconda ma anche la terza campagna di equity crowdfunding.

Nel caso particolare di WeAreStarting, le campagne che hanno realizzato solo un secondo round online sono Cover App (valutazione, al netto delle diluizioni, in crescita del +30%), Fenice (+34%), Pradella Sistemi (+21%), Medicaltech (stabile) e Investinit (+29%), invece quelle che hanno realizzato anche un terzo round sono PrAliNa (+95%), Infinityhub (+3.025%) e Locare (+638%).


Si può guadagnare con l’equity crowdfunding?

Guadagnare con l’equity crowdfunding è possibile e ci sono due possibilità:

a) Aspettare i dividendi annui delle società in cui si è investito (soldi che saranno percepiti sulla base di quanto investito e sulle politiche di ripartizione applicate dalle singole società).
b) Vendere le partecipazioni ad un prezzo che permetta di trarne un guadagno.

Sempre secondo il 6º Report sul crowdinvesting del Polimi, un altro dato particolarmente interessante sull’andamento delle società finanziate, evidenzia che solo 2 società protagoniste di almeno una campagna di equity crowdfunding in Italia abbiano già distribuito dividendi. Una delle due è proprio un’offerente di WeAreStarting: Fenice.

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Al momento non sono disponibili dati completi relativi alle compravendite aventi ad oggetto partecipazioni acquisite tramite equity crowdfunding a livello nazionale. I dati noti sono probabilmente parziali, ma ci risultano compravendite di partecipazioni ad una valutazione superiore rispetto a quella della raccolta per il 24% delle offerenti ospitate su WeAreStarting.


Equity crowdfunding Index 2021 

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L’Equity Crowdfunding Index è l’indice calcolato sempre dal Politecnico di Milano ed indica la rivalutazione degli asset proposti nel tempo, sfruttando la rivalutazione degli stessi durante round di raccolta successivi.

In particolare il risultato di WeAreStarting, calcolato su 36 progetti e aggiornato al mese di ottobre 2021, è pari a 230,61 punti; un numero che sovraperforma di 60,18 punti sulla media italiana. In un anno il NAV(net Asset Value) di WeAreStarting ha avuto una performance di crescita di 79,29 punti. Questo risultato dimostra che le società selezionate su questo portale sono capaci di crescere rapidamente, ottenere risultati significativi e attirare sempre nuovi investitori nei round successivi.

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