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giovedì 21 aprile 2016

Il boom dei prodotti naturali. 

Come aprire un’erboristeria

Negli ultimi dieci anni il boom dei prodotti naturali e delle cure alternative è stato sotto gli occhi di tutti. Vuoi per l’aumento di costi delle medicine tradizionali, vuoi per una maggiore attenzione e sensibilità a tutto ciò che è considerato naturale e genuino, tutti i settori più o meno legati a queste nuove tendenze ne hanno tratto benefici. Tra questi, sicuramente, bisogna annoverare l’erboristica.
Oggi non più appannaggio di una clientela di nicchia, le erboristerie sono diventate dei veri e propri negozi: oltre alle erbe e ai preparati tradizionali, essi vendono oggi profumi, prodotti per il corpo e idee regali.
Il buon andamento del mercato e i limitati costi di avvio, rendono l’erboristeria una buona idea per chi vuole mettersi in proprio.


Visita anche la sezione Franchising Erboristerie 


Requisiti e iter per aprire un’erboristeria

I requisiti variano a seconda del tipo di merce che si intende vendere, quindi è necessario distinguere in:

  1. attività di produzione, trasformazione e commercializzazione di piante officinali sfuse e loro derivati;
  2. e commercio al dettaglio di soli prodotti confezionati (esclusa la miscelazione e la preparazione di erbe, tisane o fitoderivati);

Nel primo caso è necessario almeno un titolo di quelli riportati sotto o equipollenti:

  • laurea triennale in Tecniche Erboristiche;
  • laurea in Farmacia;
  • laurea in Chimica;
  • diploma di specializzazione in Scienza e Tecnica delle piante officinali o in Farmacognosia.

 

Nel secondo caso invece si rientra in una più semplice attività commerciale al dettaglio per avviare la quale è necessario frequentare e ottenere l'attestato SAB (ex rec) o equipollente). Per maggiori informazioni, essendo normative che possono variare da comune a comune consigliamo di rivolgersi al SUAP della vostra zona.

In ogni caso, pur nel silenzio della normativa, la peculiarità dell’attività richiede il possesso di alcune conoscenze specifiche, che saranno necessarie per consigliare adeguatamente i clienti e che possono essere acquisite con corsi di formazione o con una preparazione individuale.

Dal punto di vista burocratico, aprire una erboristeria richiede i normali adempimenti:

  • apertura Partita Iva
  • iscrizione nel Registro delle Imprese
  • comunicazione dell’inizio attività al Comune competente e richiesta dell’autorizzazione per l’esposizione dell’insegna

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Cosa serve per aprire un’erboristeria

Aprire una erboristeria non richiede la disponibilità di locali particolarmente spaziosi. Molto più rilevante è l’ubicazione, considerando la grande diffusione di attività concorrenti. E’ preferibile puntare su zone di passaggio o vicine ad aree verdi, centri salute, centri yoga e farmacie: si potrà così intercettare una clientela già ben disposta verso la tipologia di prodotto commercializzato, pur non scontrandosi con diretti concorrenti.
Arredamento e allestimento dipendono ovviamente dal gusto personale, sebbene nel settore vi sia una predilezione per gli ambienti altamente retrò o new age.

Avete già pensato di proporre tisane e infusi ai vostri clienti? Si, bene. E' illegale. Non è possibile servire bevande nelle erboristerie a meno che non si faccia richiesta di licenza di somministrazione (bar), ma in quel caso sarebbe necessario affrontare un discorso più ampio e specifico.


Quanto costa aprire un’erboristeria

I costi connessi all’apertura di un’erboristeria non sono esorbitanti. Considerando che le dimensioni del locale possono essere contenute e che arredamento e allestimento possono essere essenziali senza per questo risultare sgradevoli, basterà fare attenzione al rifornimento iniziale per contenere le spese.
Per un avvio modesto, ma con tutte le carte in regola, serviranno circa 15.000 - 40.000 €


Il Franchising

Le proposte di franchising per aprire una erboristeria sono molte ed offrono una varietà di combinazioni: dal corner all’interno di una attività già avviata al vero e proprio negozio.

I costi vanno dai 10.000 ai 30.000 €, a seconda delle condizioni di contratto, delle dimensioni e della notorietà del brand.
Il più immediato vantaggio che si ottiene scegliendo la formula del franchising è senza dubbio quello di poter operare sotto il marchio e le insegne di un nome noto e conosciuto (spesso con una esclusiva su aree più o meno ampie) e ottenere assistenza e condizioni privilegiate anche in fase di allestimento dei locali.
Alcune proposte offrono poi condizioni particolarmente appetibili: non in tutti i casi sono richieste royalty o fee d’ingresso, con una ulteriore riduzione dei costi.
Il franchisor affianca l’affiliato sotto molti profili, prevedendo:

  • formazione preliminare (teorica e pratica, spesso con un periodo di trial in un negozio della catena già operativo);
  • aggiornamento costante sulle ultime novità del settore;
  • assistenza pre e post apertura in campo fiscale e gestionale;
  • facilitazioni nell’approvvigionamento dei prodotti (in alcuni casi è offerta la comoda opzione del conto vendita, che permette di non anticipare denaro e pagare solo sul venduto).

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Aggiornato al 21/04/2016

 

Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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