Logo AIF

Come aprire un Caf

I Centri di Assistenza Fiscale

4 minuti


I Centri di Assistenza Fiscale, meglio noti come Caf, sono delle società che, dopo aver ottenuto l’autorizzazione del Ministero delle Finanze, si iscrivono ad un albo nazionale ed offrono ai cittadini i più diversi servizi legati, appunto, all’assistenza fiscale. 
Aprire un Caf non è impegno da poco, anche perché la legge lo consente solo a determinate categorie di organizzazioni (non quindi a privati), ma negli ultimi anni si è diffusa la possibilità di collaborare con i soggetti autorizzati ed aprire un ufficio Caf associato.
 

come aprire un caf guida completa

  

Cosa serve per aprire un Caf

I Caf possono essere aperti soltanto dalle seguenti categorie di soggetti / associazioni:

  • associazioni sindacali di categoria fra imprenditori, presenti nel Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, istituite da almeno dieci anni
  • associazioni sindacali di categoria fra imprenditori, istituite da almeno dieci anni, diverse da quelle precedentemente indicate se, con decreto del Ministero delle Finanze, ne è riconosciuta la rilevanza nazionale con riferimento al numero degli associati e all’esistenza di strutture organizzate in almeno 30 province
  • organizzazioni aderenti alle associazioni di cui ai punti precedenti, previa delega della propria associazione nazionale
  • organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e pensionati aventi complessivamente almeno 50.000 aderenti
  • sostituti di imposta aventi almeno 50.000 dipendenti
  • associazioni di lavoratori promotrici di istituti di patronato riconosciuti, aventi almeno 50.000 aderenti

Tuttavia, ogni professionista, commercialista o consulente del lavoro, che non faccia parte delle categorie sopra citate, può associarsi ad un Caf esistente e diventare un soggetto autorizzato o un incaricato.

In questo caso non serve nulla di particolare, fatte salve le competenze in materia fiscale ed un ufficio attrezzato con postazioni pc e accesso alla rete internet.

 

Requisiti e iter per aprire un Caf

Se hai intenzione di aprire un Centro di Assistenza Fiscale (CAF), devi sapere che è necessario seguire un iter specifico, richiedere l’autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate e occuparti di alcuni adempimenti fiscali. A disciplinare i Centri di Assistenza Fiscale, è il capo V del Decreto n. 241 del 1997 e poi sottoposto a modifica dal dlgs 490/498.

Per svolgere l’attività di assistenza fiscale occorre richiedere l'autorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate (a meno che non si decida di associarsi ad un Caf esistente).

Per aprire un ufficio Caf sono necessari, oltre ad una conoscenza approfondita in materia, i seguenti adempimenti burocratici:

  • apertura della Partita Iva e scelta del regime fiscale (ed ottenimento della qualifica di sostituto d’imposta)
  • avvio delle pratiche per la richiesta di associazione ad un Caf (nel caso di associazione)
  • ottenimento autorizzazione ed iscrizione nell’Albo dei Centri di Assistenza Fiscale (nel caso di apertura ex novo)
  • comunicazione di avvio attività al Comune (almeno 30 giorni prima dell'apertura dell'ufficio / attività)
  • stipula delle necessarie assicurazioni contro responsabilità civile
  • la regolarizzazione delle posizioni INPS ed INAIL nel caso siano presenti dei dipendenti
  • messa a norma dell'ufficio e delle postazioni di lavoro, oltre che degli impianti

Leggi l'approfondimento: Caf Requisiti e guadagni

aprire un caf

 

Quanto costa aprire un Caf

Se si parte avendo già uno studio professionale avviato, aprire un ufficio Caf non costa praticamente nulla, dato che l’associazione è in genere gratuita. Potrebbe essere comunque necessario effettuare dei cambiamenti: assumere personale, dotarsi di spazi maggiori o acquistare una dotazione tecnologica di supporto. I costi in questo caso variano dunque dalla situazione di partenza e dalla mole di adeguamenti da fare.

Molto diverso è invece il discorso nel caso in cui l’assunzione del ruolo di incaricato Caf coincida con l’allestimento di un nuovo spazio lavorativo. Partendo da zero si arriva senza fatica a sfiorare i 50.000 € di budget necessari per far fronte a tutte le spese iniziali di avvio e gestione (personale, locale, attrezzature, adempimenti burocratici, marketing, ecc).
 

Per maggiori dettagli leggi anche: Costi per aprire un CAF

 

Il franchising

Come già anticipato, la possibilità per (quasi) chiunque di operare in questo settore è data proprio dalla presenza di realtà già riconosciute dal Ministero delle Finanze alle quali associarsi.

Non si tratta quindi di un rapporto franchising, tanto è vero che nella maggior parte dei casi non c’è alcun fee d’ingresso da pagare, né alcuna royalty, ma i vantaggi e le agevolazioni che si ottengono dall'associazione sono molto simili:

  • Software dedicato all'avanguardia
  • Database e programmi per la gestione dell'attività e per l'erogazione dei servizi
  • Convenzioni ed agevolazioni per allestimento ufficio, attrezzature, ecc.
  • Formazione professionale gratuita o a tariffe vantaggiose
  • Corsi di aggiornamento costanti
  • Assistenza a 360°
  • Affiancamento costante, spesso con linee dedicate 24h anche da remoto / online
  • Supporto per le operazioni di marketing e promozione
  • Supporto per la selezione del personale e la formazione dello stesso
  • Supporto per tutti gli adempimenti burocratici / iscrizioni / comunicazioni
  • Supporto nella gestione ordinaria e straordinaria dell'attività, soprattutto in fase di avvio
  • Riduzione del rischio imprenditoriale
  • Accesso ad esperienze, conoscenze, know-how e modalità gestionali / organizzative consolidate e collaudate
  • Retrocessione a favore del Professionista associato, calcolata sulla base dei servizi utilizzati

Per visionare i marchi che permettono di avviare un studio fiscale in franchising attraverso il quale potersi poi affiliare ad un ente autorizzato visita la categoria servizi alle aziende/consulenza cliccando qui.

 

Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

Cerca