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Come aprire un patronato

Centri di assistenza previdenziale

6 minuti


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Se sei un dottore commercialista o un professionista esperto in ambito previdenziale e sanitario ancora incerto sul proprio futuro lavorativo, allora l’apertura di un patronato potrebbe essere la risposta giusta per costruire una carriera lavorativa in proprio.

come aprire un patronato

 

Il patronato rappresenta un istituto nazionale, sparso per tutta la Penisola, con sportelli ed uffici specializzati nell’assistenza e tutela di determinate categorie di persone fisiche (lavoratori, pensionati, diversamente abili e famiglie a basso reddito in primis), in ambito previdenziale, sanitario e socio assistenziale. A differenza, i Caf affrontato principalmente la parte relativa agli ambiti fiscali di aziende e privati. Questa piccola ma significativa differenza di sfere di competenza porta spesso e volentieri all’unione nelle stesso ufficio dei patronati e dei Caf.

 

Di cosa si occupa un patronato e la differenza con i caf

Il patronato è un ente di assistenza sociale senza fini di lucro costituito e gestito da una confederazione o da un’associazione nazionale di lavoratori. Il loro compito è quello di assistere, informare e tutelare i cittadini, in particolare i lavoratori (dipendenti o autonomi) ed i pensionati. Chiunque abbia bisogno di un supporto per portare a termine una pratica come ad esempio una richiesta di disoccupazione, di una pensione di inabilità o di invalidità, si rivolgerà ad un patronato.

Anche se spesso le due realtà vengono associate, patronato e Caf sono attività molto diverse. Il primo ha un ventaglio di servizi più ampio, dalla previdenza alla sanità, dall’inserimento sociale degli immigrati agli ammortizzatori sociali. Il Caf, invece, si occupa esclusivamente dell’assistenza per la dichiarazione dei redditi e della dichiarazione Isee.

La legge che regolamenta l’attività del patronato prevede che questo istituto sia un punto di riferimento per avere informazioni, assistenza e tutela su diverse materie ed in ambiti molto eterogenei. Tra gli ambiti trattati per cui si offre assistenza, informazione e supporto per le pratiche realtive, presso un patronato troviamo:

  • prestazioni assistenziali
  • pensioni da lavoro dipendente o autonomo
  • pensioni in regime internazionale
  • previdenza complementare
  • pensioni di inabilità o di invalidità
  • maternità o paternità
  • malattia
  • ammortizzatori sociali
  • infortuni, malattie professionali o causa di servizio
  • disabilità
  • handicap e accompagnamento
  • permessi di soggiorno
  • assistenza fiscale
  • colf e badanti
  • assegni familiari
  • riscatto di contributi previdenziali
  • verifica posizione assicurativa

 

Procedura da seguire per aprire un patronato ed i costi di avvio

Condizione indispensabile per aprire un patronato è quella di essere un’associazione nazionale di lavoratori in attività da almeno tre anni oppure una confederazione o un’associazione a fini assistenziali. Il patronato può essere aperto anche da un sindacato.

Quando si decide di aprire un patronato, non c’è spazio per l’improvvisazione: occorre dimostrare di avere tutti i mezzi tecnici ed economici utili alla gestione dell’attività di assistenza ai cittadini.

La legge 152/2001 denominata “Nuova disciplina per gli istituti di patronato e di assistenza sociale” regolamenta l’apertura di nuovi patronati in Italia. La legge prevede che l’abilitazione a svolgere ed esercitare questa attività venga rilasciata esclusivamente dal Ministero del Lavoro, il quale la rilascia solo a sindacati, sostituti d’imposta o associazioni che promuovono i patronati con non meno di 50.000 iscritti.

Per quanto riguarda i costi da sostenere, se già si dispone di un ufficio ben avviato, allora questi saranno relativi solo ad un aggiornamento delle attrezzature e del personale dell’ufficio, se necessario, ed ai premi assicurativi riguardanti la responsabilità civile. Il totale dei costi da affrontare in questo caso ammonta dunque a qualche migliaia di euro, escluso l’aggiornamento dell’ufficio che porterebbe la cifra sulla decina di migliaia di euro.

Ma nel qual caso dovesse mancare un ufficio già operante, allora l'investimento necessario per aprire un patronato salirebbe plausibilmente sino a circa 30.000 – 40.000 euro, comprendendo l'adeguamento e l'allestimento del locale da adibire ad ufficio, l'acquisto delle attrezzature necessarie, l'arredamento minimale dell'ufficio, l'acquisto di software ed hardware di gestione, il materiale promozionale e le campagne di comunicazione / marketing, la creazione di una presenza sul web, nonché l'assunzione e la formazione di personale competente.

 

Quanto e come si guadagna aprendo un patronato

Di norma, i servizi offerti dal patronato sono gratuiti, perché rimborsati dallo Stato.

Il patronato riceve un finanziamento da un fondo specifico che viene accantonato presso gli enti e che viene alimentato da una percentuale dei contributi versati ogni anno dai lavoratori dipendenti. Il Ministero del Lavoro verifica l’attività svolta da ogni patronato e, in base a questo, trasferisce il finanziamento in modo proporzionale attraverso i punti pratica.

I punti pratica vengono riconosciuti direttamente al patronato nazionale che, a sua volta, deve distribuirli tra le sedi territoriali.

Alcuni patronati mettono a disposizione degli utenti anche dei servizi a pagamento. Tra i servizi che più spesso vengono offerti a fronte di un pagamento degli utenti finali, traviamo:

  • richiesta dell’estratto contributivo
  • inoltro delle dimissioni online
  • domande inerenti bonus bebè, bonus asilo e bonus mamma
  • domanda di assegni familiari
  • rilascio certificazione unica Inps
  • invio richiesta di permessi Legge 104
  • richiesta ratei di tredicesima di un parente defunto

 

Aprire un patronato in franchising, è possibile?

Aprire un patronato in franchising risulterebbe una scelta meno onerosa, grazie ai vantaggi previsti da questa tipologia di contratto commerciale.

Attualmente, se pur non si tratti propriamente di un contratto di affiliazione commerciale, vi è la possibilità di aprire uno sportello centro di raccolta pratiche, il quale faccia capo ad un ente pre costituito e già operante nel territorio, magari di rilevanza nazionale, semplificando non di poco l'avvio e la gestione dell'attività.

Questa operazione ricorda il franchising (ma non lo è), in quanto l’ente al quale ci si “affilierà” offrirà il software dedicato, formazione, affiancamento e supporto, il tutto senza chiedere alcun corrispettivo. E se si disporrà di un ufficio già ben avviato, i costi saranno quasi pari a zero.

Se si sceglierà di percorrere questa strada, consigliamo di visitare la lista ufficiale, facilmente reperibile su internet, nella quale sono raccolti tutti i patronati iscritti al Ministero del Lavoro sparsi per il territorio nazionale.

Inoltre, per tutti coloro che desiderano entrare nel settore dei servizi fiscali, previdenziali o assistenziali, attraverso l'affiliazione ad una rete in franchising, con un vero e proprio contratto di affiliazione commerciale, consigliamo di visionare le categorie Franchising Servizi ai Privati e Servizi alle Aziende/Consulenza contenenti i migliori marchi per aprire un ufficio di assistenza fiscale, commerciale, legale, ecc, rivolta a privati o aziende.

 

Henry Hylton
Staff Aprireinfranchising.it

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