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Guida per aprire una Partita IVA nel 2026

Scopri come, costi e quando conviene

3 minuti

Aprire una Partita IVA nel 2026 è un passaggio fondamentale per chi vuole lavorare in modo autonomo, avviare un’attività e trasformare una competenza in reddito.
Rispetto al passato, la procedura è più semplice, ma le scelte iniziali incidono fortemente su tasse, contributi e sostenibilità del business.

Questa guida ti accompagna passo dopo passo.

 

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  1. Cos’è la Partita IVA e quando è obbligatoria

La Partita IVA è il codice fiscale che identifica un’attività economica abituale e continuativa.

Devi aprire la Partita IVA se:

  • svolgi un’attività in modo continuativo
  • emetti fatture con abitualità
  • superi prestazioni occasionali sporadiche (5.000 euro annui di incassi)
  • vuoi vendere servizi o prodotti in modo professionale

Non è richiesta solo se l’attività è occasionale, non organizzata e sotto i limiti di legge (ovvero inferiori ai 5.000 euro di incassi), ma nel 2026 l’Agenzia delle Entrate è sempre più attenta alla continuità.

 

  1. Scegliere il tipo di attività (ATECO)

Il codice ATECO descrive ufficialmente la tua attività.

Esempi:

  • consulente marketing digitale
  • sviluppatore software
  • creator / content creator
  • artigiano o commerciante
  • coach, formatore, freelance

Il codice ATECO influisce su:

  • tassazione
  • contributi INPS
  • accesso al regime forfettario
  • obblighi burocratici

È fondamentale sceglierlo correttamente fin dall’inizio.

 

  1. Regime fiscale: forfettario o ordinario

Regime forfettario (il più usato nel 2025)

È il regime più conveniente per chi inizia.

Requisiti principali:

  • fatturato annuo entro 85.000 €
  • niente partecipazioni incompatibili
  • non prevalenza di lavoro dipendente, ovvero se hai un lavoro da dipendente che per impegno e reddito supera quella della partita iva (in alcuni casi)

Vantaggi:

  • imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni se start-up)
  • niente IVA in fattura
  • contabilità semplificata
  • meno burocrazia

Svantaggi:

  • niente detrazione IVA
  • costi deducibili in modo forfettario

 

Regime ordinario

Obbligatorio se superi i limiti o per attività strutturate.

Caratteristiche:

  • IRPEF a scaglioni
  • IVA applicata
  • maggiore complessità contabile
  • più deduzioni possibili

È adatto a imprese con costi elevati o forte crescita.

 

  1. Contributi INPS: cosa paghi davvero

Aprire Partita IVA significa versare contributi previdenziali, che variano in base all’attività.

Principali gestioni:

  • Gestione Separata INPS (professionisti senza albo)
  • Artigiani e Commercianti (con contributi fissi)
  • Casse professionali (avvocati, architetti, ecc.)

Nel 2026:

  • Gestione separata: circa 26–27% sul reddito
  • Artigiani/commercianti: contributi fissi + percentuale

I contributi sono obbligatori anche se fatturi poco (in alcuni casi).

 

  1. Come aprire la Partita IVA (procedura)

Aprire la Partita IVA è gratuito se fatto correttamente.

Puoi farlo:

  1. tramite commercialista (ma qui dovrai pagare la sua parcella)
  2. online sul sito dell’Agenzia delle Entrate https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/istanze/aa9_11-apertura-variazione-chiusura-pf/quando-utilizzare
  3. tramite servizi digitali specializzati (ma qui dovrai pagare il servizio)

Servono:

  • documento d’identità
  • codice fiscale
  • codice ATECO (bisogna solo individuarlo e non acquistarlo)
  • scelta del regime fiscale
  • indirizzo sede dell’attività

La Partita IVA viene assegnata in pochi giorni.

 

  1. Fatturazione elettronica nel 2026

Nel 2026 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per il forfettario.

Devi:

  • emettere fatture elettroniche
  • conservarle digitalmente
  • usare un software o intermediario

Una fattura deve contenere:

  • dati tuoi e del cliente
  • descrizione del servizio/prodotto
  • importo
  • eventuale marca da bollo
  • dicitura regime forfettario (se applicabile)

 

  1. Costi reali di una Partita IVA

Costi annuali indicativi:

Aprire la Partita IVA non è costoso, gestirla male sì.

 

  1. Errori da evitare assolutamente

Nel 2026 gli errori più comuni sono:

  • aprire senza validare il business
  • sottovalutare contributi e tasse
  • non accantonare liquidità
  • dipendere da un solo cliente
  • scegliere il regime sbagliato
  • improvvisare senza consulenza

Una Partita IVA non è solo burocrazia, alla basa ci deve essere un'attività e una struttura economica.

 

Conviene aprire la Partita IVA nel 2026?

Conviene se hai per le mani un business continuativo, non occasionale e devi fatturare con continuità puntando a far crescere la tua attività nel tempo.

Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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