Guida per aprire una Partita IVA nel 2026
Scopri come, costi e quando conviene
Aprire una Partita IVA nel 2026 è un passaggio fondamentale per chi vuole lavorare in modo autonomo, avviare un’attività e trasformare una competenza in reddito.
Rispetto al passato, la procedura è più semplice, ma le scelte iniziali incidono fortemente su tasse, contributi e sostenibilità del business.
Questa guida ti accompagna passo dopo passo.

-
Cos’è la Partita IVA e quando è obbligatoria
La Partita IVA è il codice fiscale che identifica un’attività economica abituale e continuativa.
Devi aprire la Partita IVA se:
- svolgi un’attività in modo continuativo
- emetti fatture con abitualità
- superi prestazioni occasionali sporadiche (5.000 euro annui di incassi)
- vuoi vendere servizi o prodotti in modo professionale
Non è richiesta solo se l’attività è occasionale, non organizzata e sotto i limiti di legge (ovvero inferiori ai 5.000 euro di incassi), ma nel 2026 l’Agenzia delle Entrate è sempre più attenta alla continuità.
-
Scegliere il tipo di attività (ATECO)
Il codice ATECO descrive ufficialmente la tua attività.
Esempi:
- consulente marketing digitale
- sviluppatore software
- creator / content creator
- artigiano o commerciante
- coach, formatore, freelance
Il codice ATECO influisce su:
- tassazione
- contributi INPS
- accesso al regime forfettario
- obblighi burocratici
È fondamentale sceglierlo correttamente fin dall’inizio.
-
Regime fiscale: forfettario o ordinario
Regime forfettario (il più usato nel 2025)
È il regime più conveniente per chi inizia.
Requisiti principali:
- fatturato annuo entro 85.000 €
- niente partecipazioni incompatibili
- non prevalenza di lavoro dipendente, ovvero se hai un lavoro da dipendente che per impegno e reddito supera quella della partita iva (in alcuni casi)
Vantaggi:
- imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni se start-up)
- niente IVA in fattura
- contabilità semplificata
- meno burocrazia
Svantaggi:
- niente detrazione IVA
- costi deducibili in modo forfettario
Regime ordinario
Obbligatorio se superi i limiti o per attività strutturate.
Caratteristiche:
- IRPEF a scaglioni
- IVA applicata
- maggiore complessità contabile
- più deduzioni possibili
È adatto a imprese con costi elevati o forte crescita.
-
Contributi INPS: cosa paghi davvero
Aprire Partita IVA significa versare contributi previdenziali, che variano in base all’attività.
Principali gestioni:
- Gestione Separata INPS (professionisti senza albo)
- Artigiani e Commercianti (con contributi fissi)
- Casse professionali (avvocati, architetti, ecc.)
Nel 2026:
- Gestione separata: circa 26–27% sul reddito
- Artigiani/commercianti: contributi fissi + percentuale
I contributi sono obbligatori anche se fatturi poco (in alcuni casi).
-
Come aprire la Partita IVA (procedura)
Aprire la Partita IVA è gratuito se fatto correttamente.
Puoi farlo:
- tramite commercialista (ma qui dovrai pagare la sua parcella)
- online sul sito dell’Agenzia delle Entrate https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/istanze/aa9_11-apertura-variazione-chiusura-pf/quando-utilizzare
- tramite servizi digitali specializzati (ma qui dovrai pagare il servizio)
Servono:
- documento d’identità
- codice fiscale
- codice ATECO (bisogna solo individuarlo e non acquistarlo)
- scelta del regime fiscale
- indirizzo sede dell’attività
La Partita IVA viene assegnata in pochi giorni.
-
Fatturazione elettronica nel 2026
Nel 2026 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per il forfettario.
Devi:
- emettere fatture elettroniche
- conservarle digitalmente
- usare un software o intermediario
Una fattura deve contenere:
- dati tuoi e del cliente
- descrizione del servizio/prodotto
- importo
- eventuale marca da bollo
- dicitura regime forfettario (se applicabile)
-
Costi reali di una Partita IVA
Costi annuali indicativi:
- commercialista: 300–1.200 €
- contributi INPS: variabili
- tasse: in base al reddito
- software fatturazione, per farle gratis usa l'app dell'agenzia delle Entrate https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/aree-tematiche/fatturazione-elettronica/fatturazione-elettronica-site-area/servizi-consultazione-e-conservaz-fatture-elettroniche
Aprire la Partita IVA non è costoso, gestirla male sì.
-
Errori da evitare assolutamente
Nel 2026 gli errori più comuni sono:
- aprire senza validare il business
- sottovalutare contributi e tasse
- non accantonare liquidità
- dipendere da un solo cliente
- scegliere il regime sbagliato
- improvvisare senza consulenza
Una Partita IVA non è solo burocrazia, alla basa ci deve essere un'attività e una struttura economica.
Conviene aprire la Partita IVA nel 2026?
Conviene se hai per le mani un business continuativo, non occasionale e devi fatturare con continuità puntando a far crescere la tua attività nel tempo.
Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it












