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Come aprire una tabaccheria: Costi, requisiti e procedura AAMS

Come aprire una tabaccheria

Gestire una tabaccheria è una fortuna: il settore, nonostante qualche alto e basso, mantiene un andamento costante e la regolamentazione di distanze e numero di esercenti garantisce una concorrenza tutto sommato limitata. A ciò si aggiunge il fatto che la clientela è costante e, con un impegno medio, è possibile guadagnare bene senza dover strafare, specie considerando la possibilità di vendere, oltre ai tradizionali tabacchi, tutta una serie di prodotti e servizi aggiuntivi. Aprire una tabaccheria può dunque rivelarsi un ottimo business. Tuttavia, trattandosi di un'attività per la quale licenza e specifici prodotti sono sotto ad un monopolio di stato, le licenze, l'iter burocratico, i requisiti ed i costi per avviarla possono essere limitanti.

 

SOMMARIO:

  • Cosa serve per aprire una tabaccheria
  • Licenza, requisiti ed iter per aprire una tabaccheria
  • Quanto costa aprire una tabaccheria
  • Quanto guadagna una tabaccheria

 

Cosa serve per aprire una tabaccheria
 

Per aprire una tabaccheria si può procedere in due modi:

  1. subentrare ad un altro esercente acquistando l'attività
  2. partire da zero aprendo la proprio tabaccheria ex novo
     

Nel primo caso si evitano le problematiche inerenti la scelta di un locale adatto (che, come vedremo più sotto, deve rispondere a determinati parametri e requisiti) e si può contare su una clientela già consolidata, oltre che su una licenza già attiva. Di contro è probabile che le spese di ingresso siano molto elevate, in quanto commisurate al volume di affari della tabaccheria ed al valore della licenza che verrà ceduta assieme all'attività.

 
Leggi anche:
Tabaccheria - Come acquistarne una. I pro e contro
 

Nel secondo caso si dovrà seguire l’iter che ora andremo ad analizzare: la strada è un po’ più lunga, ma si può contare su un minor esborso iniziale. L’assenza di un parco clienti già definito non è un problema insormontabile: la distribuzione delle tabaccherie è regolamentata e la nuova apertura potrà contare su un bacino sufficiente. E’ inoltre innegabile che nel caso dei tabacchi, poco importa puntare sul marketing o la fidelizzazione del cliente. Il costo maggiore in questo caso sarà relativo all'ottenimento della licenza.

Altra distinzione sarà fatta in merito alla tipologia di rivendita.

Le rivendite di tabacchi sono classificate dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in quattro diverse tipologie:

  1. Rivendite ordinarie, ossia normali tabaccherie
  2. Rivendite speciali, poste in strutture come porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, aree di servizio, caserme e istituti penali
  3. Patentini, a volte concessi a bar molto frequentati, i cui titolari si riforniscono presso la rivendita più vicina
  4. Distributori automatici, installati dal rivenditore nelle immediate vicinanze della tabaccheria
     

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Licenza, requisiti ed iter per aprire una tabaccheria

 
L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pone una serie di regole stringenti cui, chi vuole aprire una tabaccheria, deve attenersi.

Innanzitutto non è possibile aprire una tabaccheria laddove ve ne siano altre in prossimità, a meno che non si rispettino date distanze ed un determinato rapporto tra numero di abitanti e tabaccherie. La distanza tra una rivendita e l’altra si riferisce al percorso più breve effettuabile a piedi, in conformità con le norme poste dal Codice della strada.

Scendendo nel dettaglio si richiede quanto segue:

  • Nei Comuni fino a 10.000 abitanti, il rapporto tra numero di rivendite di tabacchi e cittadini è fissato a 1.500: ciò vuol dire che in un paese di 2.000 abitanti, ci può essere un solo tabaccaio; se gli abitanti sono 9.000, le tabaccherie potranno essere tre. Una eccezione a tale regola è prevista nel caso in cui la nuova tabaccheria disti più di 600 mt da quella già esistente.
  • Per i Comuni più popolosi, viene fissata una distanza minima rispetto alla rivendita già esistente più vicina:
    - 300 mt per Comuni fino a 30.000 abitanti
    - 250 mt per Comuni con un numero di abitanti compreso tra 30.001 e 100.000
    - 200 mt per Comuni con più di 100.000 abitanti
     

Fermo restando il requisito della distanza, è poi necessario considerare la cosiddetta produttività, calcolata sulla base di parametri che vengono aggiornati ogni due anni dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

Per capire se c’è spazio per una nuova attività, si prende in considerazione il cosiddetto "aggio” (cioè il ricavo netto riservato al rivenditore di tabacchi dal Monopolio di Stato) realizzato dalle tre tabaccherie più vicine, poste a meno di 600 mt rispetto a quella che si intende aprire.

Perché si possa aprire la nuova tabaccheria, la quarta parte della somma di questi ricavi deve essere almeno pari a:

  • 19.965 € per Comuni fino a 30.000 abitanti
  • 31.990 € per Comuni con un numero di abitanti compreso tra 30.001 e 100.000
  • 39.825 € per Comuni con più di 100.000 abitanti

Va da sé che il requisito della produttività non si applica quando, nel rispetto delle distanze sopra viste, la nuova tabaccheria sorgerà a più di 600 mt da quelle già esistenti.
 

Per il titolare non sono richiesti requisiti particolari, né è necessario possedere competenze specifiche. Una volta ottenuta l’assegnazione di una rivendita di tabacchi però dovrà seguire un corso di formazione specifico ai sensi del D.L. 78/2010.
 

Una volta individuato il luogo adatto, si può affrontare l’iter burocratico che si compone come segue:

  • Il richiedente deve presentare all’Ufficio dell’Agenzia territorialmente competente, un apposito modulo, che può essere scaricato sul sito dell'Agenzia Dogane e Monopoli cliccando qui.
  • Il modulo va compilato in carta semplice e può essere consegnato in ogni momento: non ci sono scadenze specifiche.
  • Ogni 6 mesi, l’Ufficio dell’Agenzia, raccoglie tutte le richieste relative al territorio di sua competenza e vara un piano provvisorio delle nuove aperture che viene pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
  • Nei 20 giorni successivi alla pubblicazione, chiunque può prenderne visione e formulare osservazioni in merito.
  • L’Ufficio Territoriale formula poi un piano definitivo, reso ufficiale dalla successiva pubblicazione sul medesimo sito internet, sulla base del quale provvede ad assegnare ogni zona idonea ad una nuova rivendita.
     

Nei Comuni più piccoli (con popolazione inferiore a 30.000 abitanti), si procede ad assegnazione della licenza per concorso riservato, nell’ordine a:

  • profughi già assegnatari di licenza equivalente nei territori d’origine
  • invalidi e vedove di guerra ed equiparati
  • altri profughi riconosciuti, militari decorati, mutilati o invalidi per causa di lavoro almeno al 40%, vedove di morti sul lavoro
     

In caso di parità di titoli, la preferenza va a chi ha proposto il locale ritenuto più adatto.

Nei Comuni più grandi (più di 30.000 abitanti) e nei Capoluoghi di Provincia, per la licenza si procede mediante asta pubblica cui può partecipare chiunque abbia a disposizione un locale adatto nella zona individuata. Se la gara non ha esito positivo, l’Agenzia può procedere con trattativa privata, assegnando la rivendita al miglior offerente.

 
Una volta ottenuti un locale idoneo e la relativa licenza per operare sarà necessario adempiere, oltre a tutti i requisiti esposti sopra, a tutti gli altri step burocratici quali scelta del regime fiscale e contabile, apertura della Partita Iva, iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, comunicazione di inizio attività al Comune, regolazione delle posizioni INPS ed INAIL, ottenimento di eventuali altre licenze e permessi in base ai servizi e prodotti aggiuntivi offerti, e così via.

 

Quanto costa aprire una tabaccheria

 
Allestire una tabaccheria richiede un investimento che parte da un minimo di 50.000 euro. E’ sicuramente un’attività che, se ben gestita, può portare a guadagni interessanti e garantire tranquillità al gestore, ma l’investimento iniziale non è accessibile a tutti se si considerano oltre alle spese per l’affitto del locale, la sua predisposizione e le utenze.

Se si optasse per l'acquisto di una licenza, questa può arrivare facilmente a costare da un minimo di 100.000 / 150.000 € in su.

La spesa aumenta, di molto, se si opta per il subentro: a seconda del volume di affari servono dai 200.000 ai 300.000 € di budget per acquisire una tabaccheria già avviata.

 
Leggi l'articolo di dettaglio:
Costi per aprire una tabaccheria.

 

Quanto guadagna una tabaccheria
 

Come anticipato, i guadagni di una tabaccheria possono essere interessanti, tuttavia per riuscire a raggiungere utili soddisfacenti sarà necessario includere prodotti e servizi aggiuntivi. Sui prodotti monopolio di stato quali i tabacchi, vi è un guadagno in percentuale prestabilita per il gestore della tabaccheria in quanto molto del ricavato andrà proprio allo stato. Tuttavia, le marginalità di guadagno sono nettamente superiori su tutti i prodotti e servizi non soggetti a monopolio che si possono includere nella tabaccheria. Tra questi vi sono i servizi energetici, di telefonia, l'attivazione di utenze, pagamenti e ricariche, spedizioni e ritiro di pacchi, vendita di accessori e gadget vari, vendita di alimenti confezionati, servizio e prodotti di bar e caffetteria, e così via.

Un altro strategico stratagemma per incrementare la redditività ed i guadagni netti di una tabaccheria è l'inserimento di un corner di prodotti o servizi, concesso ad esempio da un network in franchising, all'interno della tabaccheria. Questo richiede generalmente pochissimo spazio da dedicarvi e presenta ottime marginalità di guadagno. Spesso poi non sono previsti costi di allestimento e fornitura, o questi sono davvero esigui.

 
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