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La Federazione Italiana Franchising ed il codice deonotologico F.I.F.

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Con l'intento di fornire una maggiore tutela al mercato franchising, nel 2000 è stata costituita la Federazione Italiana del Franchising (F.I.F.), con sede a Roma, con lo scopo principale di sviluppare tutte le iniziative volte a far meglio conoscere il sistema franchising, fornendo anche assistenza e supporto nei confronti dei sistemi e delle catene minori.
L'iscrizione alla federazione permette al franchising di seguire corsi di aggiornamento, ottenere consigli ed informazioni per meglio seguire le linee guida stabilite dall'ente. Un marchio associato F.i.f. è garanzia per gli affilianti di rispetto di determinati valori di qualità e di aderenza ad un ben preciso codice deontologico.

Infatti alla stregua dell' Associazione Italiana Franchising (Assofranchising), la Federazione Italiana Franchising ha elaborato un codice da applicarsi nei confronti dei propri iscritti, il quale fornisce una nozione di franchising che, almeno nel contenuto, non si discosta molto da quella integrata nel codice dell'Assofranchising. Entrambe le definizioni, pongono l'indipendenza giuridica ed economica di entrambi i soggetti.

Allo scopo di tutelare il franchisee, considerata la parte più debole del rapporto, il codice ha predisposto che il contratto fosse redatto nella lingua dell'affiliato, appunto per cercare di evitare ogni singolo pregiudizio derivante dall'eventuale non comprensione delle clausole contrattuali.

Tra gli oneri presenti all'interno del codice bisogna segnalare quello gravante sul franchisor di mettere in atto quanto necessario per assicurare alla controparte il regolare rifornimento di merci, affinché l'assortimento risulti competitivo.
Altro elemento fondamentale del contratto, stabilito all'interno del codice deontologico della F.i.f., è la disciplina del marchio che impone al franchisor di garantire la validità dei suoi diritti sui segni distintivi assicurandone il pacifico godimento alla controparte.
Dal canto suo, il franchisee è tenuto ad osservare il dovere di fedeltà ed ad impegnarsi a rispettare l'immagine della marca e della rete alla quale è affiliato.
In chiusura, il codice F.i.f. detta alcune disposizioni anche in merito alla cessazione del rapporto, sostenendo che il franchisee debba rinunciare, a causa di atti a lui imputabili, ai segni distintivi del franchisor.

 

Gabriele Fontana
Aprireinfranchising.it

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