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giovedì 21 maggio 2015

Quale attività aprire: idee per il 2015 

Quale attività aprire: idee per il 2015

Da più parti arrivano le spinte alla ripartenza dell’economia: servono nuove imprese che diano lavoro e rilancino il tessuto produttivo.
Non solo, ma con l’attuale carenza di posti di lavoro dipendenti, mettersi in proprio e “inventarsi” imprenditori, sembra l’unica strada da intraprendere.
Vediamo quali sono le idee imprenditoriali per il 2015 dotate di una maggiore possibilità di successo.

Leggi anche: Idee Franchising e Quale attività aprire nel 2016

 

I settori trainanti

Si è portati a pensare, data l’epoca ad alto tasso di innovazione che stiamo vivendo, che le nuove attività, per avere successo, debbano avere ad oggetto le nuove tecnologie ed essere quasi futuristiche, puntando su prodotti del tutto nuovi.
Se l’innovazione è fondamentale, questa affermazione non corrisponde totalmente al vero.
Certo, se si è in possesso di un’idea vincente è il caso di provare a metterla in pratica, ma ciò non significa che siano soltanto gli intelligentissimi studenti di un’università che han dato luogo all’ultima startup premiata a poter aprire la loro attività.
Mantenere il passo con le nuove tecniche e le tendenze più recenti è importante e incide, nella misura in cui riesce a dare un risultato (più) efficace ed efficiente anche per attività cosiddette tradizionali.
La tendenza è confermata anche dal Comitato Leonardo Italian Quality Committee, che rileva come, anche sul mercato estero, sono i prodotti più tipici del made in italy a farla da padrone: moda, settore alimentare, manifatturiero e via dicendo.
A cambiare e a fare la differenza sono le modalità: i piccoli negozi dell’hand made, si dotano di shop online per poter raggiungere fette di mercato prima impensabili;le attività agricole affiancano alla produzione tipica le attività di educazione e ricreative; i piccoli negozi, da un lato si convertono in vere e proprie boutique, specializzandosi e conquistando una nicchia di mercato, mentre dall’altro diventano globali, sfruttando a costo zero la pubblicità dei social.

Il low cost

Qualsiasi idea di business abbiate in mente, verificate se è possibile orientarla al low cost. La situazione economica è notoriamente difficile ed è probabile che nei prossimi anni, anche a fronte di una ripresa, i consumatori siano portati ad evitare spese eccessive.
Ovviamente non deve trattarsi necessariamente di un triste outlet – magazzino colmo di merce scadente e mal accasata. Persino la Microsoft, nel settore della telefonia mobile, ha messo in vendita una linea di prodotti ottimi, ma con un costo irrisorio rispetto ai concorrenti.
Lo scopo è quello di vendere, conquistare gli acquirenti e incassare, veicolando nel frattempo la buona fama del proprio prodotto.

Il temporary shop

La società cambia velocemente e con essa i gusti dei clienti? O ancora, volete vendere un prodotto stagionale? La soluzione è il temporary shop, ovvero un negozio che vede alternarsi al suo interno, a rotazione, diverse attività commerciali. Il classico esempio è dato da quei negozi di articoli e addobbi natalizi che compaiono e scompaiono magicamente nel periodo di dicembre.
Si tratta di una realtà ormai frequente nelle grandi città, ma con ancora ampi margini di diffusione. Rappresenta un’ottima idea non soltanto per l’imprenditore alla ricerca di uno spazio economico e in grado di dargli visibilità, ma anche per chi è proprietario di un locale ben posizionato e decide di farlo fruttare: non deve essere enorme, bastano 25mq.

Le App

Nel settore geek invece, per chi ha le competenze informatiche adatte, la creazione di applicazioni per tablet e smartphone è una delle opzioni più allettanti.
La fase di avvio è particolare: non servono uffici o negozi, ma la fase di progettazione e realizzazione del prodotto può richiedere tempo, specie per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo, caratterizzato da linguaggi di programmazione del tutto particolari. Una volta ingranato però il successo potrebbe essere a portata di mano: basta pubblicare l’applicazione su uno dei market esistenti e contare i download.
La forza del business sta nel prezzo di vendita che in genere è molto basso, nella possibilità di sfruttare, per la diffusione, piattaforme già attrezzate e funzionanti e, ovviamente, nella sconfinata grandezza del campo di applicazione: esistono App letteralmente per qualsiasi cosa e, con l’avvento dei devices indossabili, le possibilità possono solo aumentare.
Il grande limite, oltre a qualche trafila burocratica di troppo, sta nei vincoli imposti ai programmatori dai tre colossi del settore. Sviluppata un’App per il sistema Android, ad esempio, per far sì che essa sia acquistabile anche dagli utenti di altri sistemi operativi, sono necessarie modifiche spesso complicate. Fortunatamente sembrano aprirsi spazi per una semplificazione.

Franchising, i settori più in voga nel 2015

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Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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