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Costi per aprire un sushi bar

Salutare e di tendenza, può diventare un business proficuo

Tag: Sushi
7 minuti

 
Leggi anche: Come aprire un sushi bar - Guida completa.

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Il sushi è un piatto salutare, equilibrato e dal gusto delicato, a base di pesce, verdure, riso ed alghe. Anche in Italia, un po’ perché fa tendenza, un po’ per il desiderio di mangiare sano e provare nuovi cibi, gli estimatori e gli amanti della cucina giapponese sono in aumento.

Se desiderate aprire un sushi bar l’investimento iniziale è relativamente ridotto rispetto ad altre attività nel settore della ristorazione, ma i costi vanno comunque preventivati con cura. Da tenere in considerazione è soprattutto il fatto che la cucina giapponese non piace a tutti e che i sushi bar, proprio perché fanno tendenza, stanno spopolando in ogni grande e piccola città.

Per preventivare un realistico costo complessivo necessario ad avviare il vostro sushi bar, dovrete tenere in considerazione i seguenti elementi, generatori di costi, indispensabili al successo della vostra attività.

costi sushi bar


La location:

Il locale può essere anche di piccole dimensioni, si parte infatti da 40mq circa per un sushi bar con un minimo di sedute per la consumazione in loco. Le dimensioni minime possono variare in base al servizio che volete offrire (take away, numero di sedute maggiori per la consumazione).

La sua ubicazione è fondamentale, bisogna scegliere centri abitati che garantiscano un bacino d’utenza minimo di 30.000 abitanti. Sarà necessario prediligere grandi città, con parcheggio sufficiente nei dintorni, in zone universitarie o vicino ad uffici, locali ed attrazioni di interesse. È fondamentale considerare il target di riferimento e quello presente nella zona di apertura del vostro sushi bar. I più orientati verso la cucina giapponese ed i sushi bar sono i giovani mediamente compresi tra 20 e 40 anni.

Il costo di una location di questo tipo, dei relativi costi di affitto, utenze, allacciamenti, adeguamenti e ristrutturazioni, può aggirarsi sui 20.000 euro.
 

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Le attrezzature e l’arredamento:

Per aprire un sushi bar artigianale saranno necessari: un bancone refrigerato per la preparazione del sushi e del sashimi al momento, coltelli ed attrezzature specifiche per la preparazione delle pietanze giapponesi, frigoriferi ed altre attrezzature basi di cucina. Se volete invece aprire un sushi bar in grado di offrire ai clienti sushi e sashimi già pronto a tutte le ore, vi serviranno appositi macchinari per la lavorazione del pesce fresco, che faranno lievitare i costi iniziali di molto.

L’arredamento è un fattore che con un po’ d’attenzione e di gusto personale vi potrà far guadagnare un maggior numero di clienti. Gli arredi possono anche essere minimali, ma è fondamentale la loro predisposizione in maniera accattivante e funzionale, l’utilizzo di colori e materiali naturali e la combinazione fusion tra cultura orientale ed occidentale.

I costi generati da arredamento, attrezzature basi ed eventualmente il necessario per il servizio d’asporto si aggirano sui 30.000 euro.


Il personale ed il menù:

È indispensabile che il personale sia qualificato, ed è utile che anche voi personalmente siate almeno degli appassionati e conoscitori della cultura e della gastronomia giapponese.

Vi sarà sicuramente necessaria una persona che accolga, serva i clienti e si occupi degli ordini take away e delle prenotazioni. Inoltre, se non siete voi stessi un sushi-man, vi sarà indispensabile un bravo chef specializzato nella preparazione del pesce fresco e dei piatti giapponesi.

I costi relativi al personale non sono irrisori, in quanto un cuoco specializzato ed esperto, che garantisca la qualità delle materie prime e dei piatti preparati, vi può costare non poco. Per iniziare è bene preventivare un costo iniziale di 10.000 euro.

A ricoprire una consistente importanza è anche il menù: piatti freschissimi ed originali, per distinguersi da altri concorrenti simili. Per questo è fondamentale non solo avere fantasia ma anche disporre delle migliori materie prime, di qualità e freschezza sempre molto elevate. Le prime forniture vi potranno costare anche 15.000 euro.


Il marketing e gli adempimenti burocratici:

Nei costi bisogna ovviamente preventivare quelli burocratici (consulenze, registrazioni, permessi, corsi e formazione) ed i costi per un’efficace campagna marketing (on e off line).

Per gli adempimenti burocratici è bene considerare un budget di circa 5.000 euro.

Per quanto riguarda la pubblicità un budget approssimativo minimo potrebbe essere di circa 10.000 euro.

Bisogna tenere presente che una buona campagna di marketing può fare davvero la differenza per la vostra attività, quindi è sempre bene investire qualcosa in più. Ideali per promuovere la vostra attività a breve e lungo termine sono: pubblicità radiofoniche e televisive, su giornali, volantini ed altre forme cartacee, eventi ed inaugurazioni, cene ed aperitivi a tema, degustazioni, pubblicità su tutti i maggiori social media, e, cosa fondamentale, un buon sito internet funzionale, accattivante ed intuitivo.
 

L’investimento iniziale complessivo, così come qui preventivato, è di € 90.000
 

Bisogna sempre tenere in considerazione che l'investimento iniziale, il budget necessario e tutti i costi nel dettaglio possono sensibilmente variare, in rialzo o al ribasso, in base alla tipologia di format scelto per aprire un sushi bar, al tipo di servizio offerto (servizio ai tavoli, solo asporto / take away, o ancora solo delivery), alla tipologia di menù ed alla sua ampiezza, alla location, alla metratura del locale, alla localizzazione dell'attività, al numero di personale specializzato che sarà necessario assumere, ai canali di reperimento delle attrezzature e degli arredi, ai canali scelti per la promozione ed il marketing, e così via.
 


I ricavi:

Abbassare i costi è possibile scegliendo di partire in piccolo, ma l’investimento minimo per aprire un sushi bar partirà comunque realisticamente da una cifra non inferiore a 40.000 euro.

Una volta che l’attività sarà avviata, se ben gestita, potrà garantire mediamente guadagni di 200.000 euro all’anno (per locali di piccole – medie dimensioni). Tolti i vari costi di gestione, l’utile si aggira sul 30% del fatturato permettendo così un rientro dall’investimento nel giro di uno o due anni (se l’attività riscuoterà il dovuto successo).

I potenziali ricavi del sushi bar potranno essere ampliati ed incrementati includendo prodotti con un ricarico maggiore (come bevande, alcolici tipici dell'Asia, vini particolari, dolci tipici, ecc) o con servizi dal valore aggiunto in grado di implementare il target potenziale di clienti (take away, delivery, menù per lavoratori, box pronti per l'asporto pensati per le pause pranzo / cena veloci, menù per bambini, aree pet friendly, e così via).

 
Qualche idea di successo:

I sushi bar sono oramai realtà diffusissime nel territorio nazionale ed il consumo di pesce crudo, sushi, sashimi, uramaki, e pietanze tipiche del Giappone e del resto dell'Asia è oramai una consuetudine consolidata. Quando si decide di aprire un sushi bar, dunque, per avere successo nell'odierno mercato sarà dunque necessario distinguersi dalla massa, offrendo sempre elevata qualità ad un giusto prezzo, ma anche seguendo gli ultimi trend del settore e rispondendo efficacemente alle esigenze del proprio target di clientela, ampliandolo allo stesso tempo il più possibile.

Tra le idee di maggior successo nel settore dei sushi bar troviamo i format pensati per i soli servizi di delivery e take away (dark e ghost kitchen), i sushi bar che includono nel proprio menù le oramai amatissime e di tendenza poké bowls, nonché i sushi bar che offrono box già pronti e menù pensati per i ritmi frenetici e le brevi pause pranzo di studenti e lavoratori (ideali per aprire un piccolo sushi bar o un corner di sola vendita in centri commerciali, stazioni e luoghi ad elevato afflusso di persone).

 
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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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