Costi per Aprire un Sushi Bar
Salutare e di tendenza: quanto costa aprire un ristorante di sushi
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Aprire un sushi bar può rivelarsi un'idea di business redditizia e di tendenza, in un settore che da anni oramai mantiene un trend positivo. In questo articolo scopriamo in particolare quanto costa aprire un sushi bar ed il dettaglio del budget ed investimento minimo necessari.

Perché aprire un sushi bar:
Il sushi è un piatto salutare, equilibrato e dal gusto delicato. La tradizione vuole che il sushi sia a base di pesce, verdure, riso ed alghe, ma oggi vi sono innumerevoli rivisitazioni per andare incontro ai gusti occidentali e ad ogni esigenza alimentare o gusto personale: sushi a base di carne, alternative vegane e vegetariane, senza glutine, sushi con abbinamenti gourmet ed ancora con ingredienti locali e biologici.
Anche in Italia, un po’ perché fa tendenza, un po’ per il desiderio di mangiare sano e provare nuovi cibi, gli estimatori e gli amanti della cucina giapponese sono in aumento costante, con un ampliamento notevole del target di riferimento. Ad oggi il sushi è consumato da persone di ogni età, non solo dai giovanissimi attenti alle nuove tendenze culinarie.
Se desiderate aprire un sushi bar l’investimento iniziale è relativamente ridotto rispetto ad altre attività nel settore della ristorazione, ma i costi vanno comunque preventivati con cura ed attenzione per definire la sostenibilità e fattibilità del business. Da tenere in considerazione, poi, è soprattutto il fatto che la cucina giapponese non piace a tutti e che i sushi bar, proprio perché fanno tendenza, stanno spopolando in ogni grande e piccola città, rendendo quello dei sushi bar un settore altamente concorrenziale in cui è necessario sapersi distinguere per avere successo.
Per preventivare un realistico costo complessivo necessario ad avviare il vostro sushi bar, dovrete tenere in considerazione tanti elementi generatori di costi, indispensabili al successo della vostra attività. Vediamo in questo articolo quali sono le principali voci di costo per aprire un sushi bar e la stima, a titolo puramente esemplificativo, di un investimento minimo iniziale.
La location ed i relativi costi:
Il locale può essere anche di piccole dimensioni, si parte infatti da 40 mq circa per un sushi bar con un minimo di sedute per la consumazione in loco. Le dimensioni minime possono variare in base al servizio che volete offrire (solo take away e delivery, numero di sedute maggiori per la consumazione sul posto, locale tradizionale giapponese con bancone, e così via).
La sua ubicazione è fondamentale, bisogna scegliere location strategiche, ad esempio in centri abitati che garantiscano un bacino d’utenza minimo di 30.000 abitanti, centri commerciali, aree commerciali, turistiche o ad elevato afflusso e passaggio.
Sarà meglio e consigliabile prediligere grandi città, con parcheggio sufficiente nei dintorni, in zone universitarie o vicino ad uffici, locali ed attrazioni di interesse. È fondamentale considerare il target di riferimento e quello presente nella zona di apertura del vostro sushi bar. I più orientati verso la cucina giapponese ed i sushi bar sono i giovani mediamente compresi tra 20 e 40 anni.
Il costo e dunque il budget da considerare per una location di questo tipo, considerando tutti i principali costi relativo ad esempio ad affitto, utenze, allacciamenti, adeguamenti e ristrutturazioni, può aggirarsi sui 20.000 euro circa.
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Quanto costano attrezzature ed arredamento:
Per aprire un sushi bar artigianale saranno necessari: un bancone refrigerato per la preparazione del sushi e del sashimi al momento, coltelli ed attrezzature specifiche per la preparazione delle pietanze giapponesi, frigoriferi ed altre attrezzature basi di cucina. Se volete invece aprire un sushi bar in grado di offrire ai clienti sushi e sashimi già pronto a tutte le ore, vi serviranno appositi macchinari per la lavorazione del pesce fresco, che faranno lievitare i costi iniziali di molto.
L’arredamento è un fattore che con un po’ d’attenzione e di gusto personale vi potrà far guadagnare un maggior numero di clienti. Gli arredi possono anche essere minimali, ma è fondamentale la loro predisposizione in maniera accattivante e funzionale, l’utilizzo di colori e materiali naturali e la combinazione fusion tra cultura orientale ed occidentale.
I costi generati da arredamento, attrezzature basi ed eventualmente il necessario per il servizio d’asporto si aggirano sui 30.000 euro.
Quanto investire in personale e menù:
È indispensabile che il personale sia qualificato, ed è utile che anche voi personalmente siate almeno degli appassionati e conoscitori della cultura e della gastronomia giapponese.
Vi sarà sicuramente necessaria una persona che accolga, serva i clienti e si occupi degli ordini take away e delle prenotazioni. Inoltre, se non siete voi stessi un sushi-man, vi sarà indispensabile un bravo chef specializzato nella preparazione del pesce fresco e dei piatti giapponesi.
I costi relativi al personale non sono irrisori, in quanto un cuoco specializzato ed esperto, che garantisca la qualità delle materie prime e dei piatti preparati, vi può costare non poco. Per iniziare è bene preventivare un costo iniziale di circa 10.000 euro.
A ricoprire una consistente importanza è anche il menù: piatti freschissimi ed originali, per distinguersi da altri concorrenti simili. Per questo è fondamentale non solo avere fantasia ma anche disporre delle migliori materie prime, di qualità e freschezza sempre molto elevate. Le prime forniture tra prodotti, materie prime, accessori e consumabili per la cucina, stoviglie, e tutto il necessario a sviluppare il menù, vi potranno costare anche 15.000 euro.
I costi per marketing ed ampimenti burocratici:
Nei costi bisogna ovviamente preventivare quelli burocratici (consulenze, registrazioni, permessi, corsi e formazione) ed i costi per un’efficace campagna marketing (on e off line).
Per gli adempimenti burocratici è bene considerare un budget minimo di circa 5.000 euro.
Per quanto riguarda la pubblicità un budget approssimativo minimo potrebbe essere di circa 10.000 euro, anche se ad oggi questo budget è consigliabile sia anche maggiore.
Bisogna tenere presente che una buona campagna di marketing può fare davvero la differenza per la vostra attività, quindi è sempre bene investire qualcosa in più. Ideali per promuovere la vostra attività a breve e lungo termine sono: pubblicità radiofoniche e televisive, su giornali, volantini ed altre forme cartacee, eventi ed inaugurazioni, cene ed aperitivi a tema, degustazioni, pubblicità su tutti i maggiori social media, e, cosa fondamentale, un buon sito internet funzionale, accattivante ed intuitivo.
Ad oggi inoltre sfruttare le nuove tecnologie ed il web è fondamentale per promuoversi, farsi conoscere, acquisire nuovi clienti, fare iniziative di fidelizzazione e promozioni riservate, ed in generale digitalizzare il business. A questo scopo è strategico un buon utilizzo dei social media e lo sviluppo di APP e sito web personalizzati, ancora meglio se con sistema di delivery, prenotazione e take away proprio, o in alternativa con convenzioni e partnership strategiche con le piattaforme di delivery operative sul territorio locale.
Investimento complessivo da sostenere:
L’investimento iniziale complessivo, così come preventivato dall'esempio sopra, è di circa 80.000 € - 90.000 €
Bisogna sempre tenere in considerazione che l'investimento iniziale, il budget necessario e tutti i costi nel dettaglio possono sensibilmente variare, in rialzo o al ribasso, in base alla tipologia di format scelto per aprire un sushi bar, al tipo di servizio offerto (servizio ai tavoli, solo asporto / take away, o ancora solo delivery), alla tipologia di menù ed alla sua ampiezza, alla location, alla metratura del locale, alla localizzazione dell'attività, al numero di personale specializzato che sarà necessario assumere, ai canali di reperimento delle attrezzature e degli arredi, ai canali scelti per la promozione ed il marketing, e così via.
Per stimare esattamente quanto costa aprire un sushi bar e l'investimento da sostenere, andranno effettuate attente analisi iniziali e preliminari, seguite da minuziose pianificazioni tramite un business plan e l'utilizzo di prospetti economici e finanziari dettagliati, che tengano in considerazione ogni variabile e peculiarità del business preso in esame.
Ricavi e guadagni di un sushi bar:
Abbassare i costi è possibile scegliendo di partire in piccolo, ma l’investimento minimo per aprire un sushi bar partirà comunque realisticamente da una cifra non inferiore a 40.000 euro.
Una volta che l’attività sarà avviata, se ben gestita, potrà garantire mediamente guadagni di 200.000 euro all’anno (per locali di piccole – medie dimensioni). Tolti i vari costi di gestione, l’utile si aggira sul 30% del fatturato permettendo così un rientro dall’investimento nel giro di uno o due anni (se l’attività riscuoterà il dovuto successo).
I potenziali ricavi del sushi bar potranno essere ampliati ed incrementati includendo prodotti con un ricarico maggiore (come bevande, alcolici tipici dell'Asia, vini particolari, dolci tipici, ecc) o con servizi dal valore aggiunto in grado di implementare il target potenziale di clienti (take away, delivery, menù per lavoratori, box pronti per l'asporto pensati per le pause pranzo / cena veloci, menù per bambini, aree pet friendly, e così via).
Idee di successo per aprire un sushi bar:
I sushi bar sono oramai realtà diffusissime nel territorio nazionale ed il consumo di pesce crudo, sushi, sashimi, uramaki, e pietanze tipiche del Giappone e del resto dell'Asia è oramai una consuetudine consolidata. Quando si decide di aprire un sushi bar, dunque, per avere successo nell'odierno mercato sarà dunque necessario distinguersi dalla massa, offrendo sempre elevata qualità ad un giusto prezzo, ma anche seguendo gli ultimi trend del settore e rispondendo efficacemente alle esigenze del proprio target di clientela, ampliandolo allo stesso tempo il più possibile.
Tra le idee di maggior successo nel settore dei sushi bar troviamo i format pensati per i soli servizi di delivery e take away (dark e ghost kitchen), i sushi bar che includono nel proprio menù le oramai amatissime e di tendenza poké bowls, nonché i sushi bar che offrono box già pronti e menù pensati per i ritmi frenetici e le brevi pause pranzo di studenti e lavoratori (ideali per aprire un piccolo sushi bar o un corner di sola vendita in centri commerciali, stazioni e luoghi ad elevato afflusso di persone).
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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it












