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venerdì 04 novembre 2016

Un business che fa leva sul concetto di riutilizzo. 

Come aprire un mercatino dell'usato.

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In Italia i mercatini dell’usato hanno visto la propria popolarità aumentare a dismisura negli ultimi anni. A differenza di altri paesi del mondo, in cui il concetto di riutilizzo e riciclo dei beni è diffuso su larga scala ed è ben visto, in Italia si è sempre assistito ad una certa reticenza da parte dei consumatori verso l’acquisto di beni usati.

La rinascita e diffusione dei mercatini dell’usato anche nel nostro territorio si deve a diversi fattori.
Innanzitutto a favorirne l’ascesa è stata la crisi economica, la stessa che ha invece penalizzato quasi ogni altro settore. Una maggiore attenzione al risparmio ha portato da una parte i consumatori a rivolgere i propri acquisti verso questi negozi, in grado di offrire prezzi molto vantaggiosi anche per beni di alta qualità, dall’altra ha invogliato molti a vendere gli oggetti inutilizzati nei mercatini dell’usato per cercare di guadagnarci qualcosa.

Un altro fattore, che ha contribuito ad una maggiore affluenza nei mercatini dell’usato è la crescente presa di coscienza ambientale, il diffondersi del concetto di riciclo e riutilizzo e, non da meno, la moda del vintage.

In questo momento economico ed in un mercato che presenta queste premesse, aprire un negozio o mercatino dell’usato può risultare un’attività proficua.

come aprire mercatino usato

Le tipologie di mercatini dell'usato e l'iter burocratico

Vediamo allora come aprire un mercatino dell’usato. Innanzitutto si deve fare un’iniziale distinzione.

Esistono mercatini dell’usato che prendono la merce in conto vendita. La merce non viene quindi acquistata dall’imprenditore e genera un costo solo se e dopo essere stata venduta, questo elimina i rischi legati all’invenduto. Questo tipo di attività viene riconosciuta come Agenzia d’Affari, ovvero l’imprenditore agisce come semplice intermediario nella compravendita tra soggetti privati. I vostri fornitori saranno quindi soggetti privati che vi affidano i loro beni con lo scopo di venderli ad altri privati per poi spartire il ricavato secondo gli accordi presi in precedenza.

In questo caso, ad esempio, l’iter burocratico sarà molto semplificato. Per aprire un mercatino dell’usato in conto vendita sarà infatti necessario solamente:

  • richiedere una Partita Iva all’Agenzia delle Entrate,
  • presentare una comunicazione alla Camera di Commercio come Agenzia d’Affari,
  • dare comunicazione di inizio attività al comune.

La seconda opzione è quella di aprire un mercatino dell’usato in cui effettuare una vera e propria compravendita in cui i vostri fornitori non siano solo privati ma anche altri come grossisti e grandi centri commerciali specializzati dove acquisterete i beni da rivendere.
In questo secondo caso l’iter burocratico comporta qualche passaggio in più rimanendo tuttavia molto semplice.

  • Apertura Partita Iva
  • Iscrizione al Registro delle Imprese
  • Regolazione delle posizioni Inps ed Inail
  • Comunicazione di inizio attività

Comune ad entrambe le opzione è la necessità di trovare un locale commerciale adatto (grandi dimensioni per l’esposizione della merce, zona trafficata e di facile accesso, con grande parcheggio frontale) e che rispetti gli standard su sicurezza ed igiene. Un locale adatto a questo tipo di attività va da un minimo di 200mq a più di 1.000mq. In base alla metratura dei locali anche l’investimento varierà sensibilmente.

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L'assortimento

In un mercatino dell’usato sono moltissime le varietà di merce che si possono vendere:

  • Abbigliamento uomo,donna e bambimo.
  • Accessori.
  • Oggetti per hobby.
  • Giocattoli.
  • Libri.
  • Oggetti per la casa.
  • Bigiotteria e gioielli.
  • Arredamento.

Più categorie di merci si decide di offrire maggiore dovrà essere lo spazio espositivo.
Vi servirà inoltre attrezzarvi con gli hardware ed i software necessari a gestire clienti e fornitori, a tenere la contabilità e necessari per etichettare e prezzare tutti i prodotti nonché per i pagamenti attraverso carte di credito.

L'investimento

Considerando le spese legate a locale, utenze, burocrazie, prime forniture (con il conto vendita la spesa è da considerarsi quasi nulla) ed attrezzature, l’investimento minimo che si dovrà affrontare si aggira sui 20.00025.000 euro. Questo investimento è da considerarsi per la metratura minima di 200mq e la scelta di rifornirsi con merce in conto vendita. L’investimento per metrature maggiori e per comprare le prime forniture sarà più cospicuo.

Gran parte della spesa riguarda inoltre la pubblicità, step fondamentale ed irrinunciabile per far conoscere la vostra attività e trovare non solo i clienti ma anche i fornitori. Una campagna di marketing, quindi, studiata nei dettagli e che faccia largo uso di strumenti come il web ed i social media.

Il franchising

Negli ultimi anni anche le reti in franchising di mercatini dell'usato hanno vissuto una rapida espansione.

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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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