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Come aprire un negozio - Guida completa

Guida completa per chi da zero vuole avviare la propria attività.

Aprire un negozio

La scelta di avviare un'attività commerciale in proprio è un passo di grande stimolo lavorativo e responsabilità. Tutti i pregi e gli oneri della gestione graveranno infatti sul titolare o sui titolari nel caso si decida di condurre il negozio in forma associata.

Guarda anche la sezione: Franchising Negozi

Scopri come portare un negozio al successo, leggi anche: Customer Shopping Experience - Aprire un negozio


Abbiamo schematizzato in 5 punti le valutazioni da compiere e spiegato quali sono i costi da affrontare e le attività da portar avanti per poter aprire al pubblico il proprio negozio.
In questa guida ci soffermeremo su tutto, e dico tutto, ciò che necessita per l'apertura di un negozio al dettaglio.

Le fasi principali possono essere riassunte in:

  1. Quantificazione dell'investimento e determinazione del punto di pareggio
  2. Gestione delle pratiche amministrative e fiscali per l'avvio di un impresa. Il negozio si configura come piccola impresa.
  3. Scelta del locale, individuazione della posizione e determinazione della superficie necessaria.
  4. Quantificazione del personale necessario ed eventuali metodi di selezione.
  5. Gestione delle forniture e del magazzino merci.

Al termine della lettura vi sarà uno schema riepilogativo delle spese... per leggere le 5 fasi prosegui sotto.

Per avere spunti su quale attività aprire visita anche la sezione: Idee imprenditoriali

Archivio articoli:

Aprire un negozio di prodotti Tipici Pugliesi - Guida completa, iter e costi

aprire negozio prodotti tipici

Ad oggi i consumatori sono sempre più attenti alla qualità ed alla provenienza dei prodotti, in particolar modo di quelli di origine alimentare. Soprattutto per questa ragione, un’attività che sta riscuotendo un crescente apprezzamento, nonostante l’elevata concorrenza delle grandi catene di supermercati, sono i negozi di prodotti tipici.

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venerdì 16 febbraio 2018

Aprire un Noleggio di Bici Elettriche – Guida Completa, Iter e Costi

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Il settore della mobilità elettrica e sostenibile è in graduale ma inesorabile espansione. Complici le innovazioni tecnologiche in campo di mobilità elettrica, una maggiore coscienza ambientale dei consumatori nonché la comodità ed i prezzi più vantaggiosi rispetto ad una vettura tradizionale, sempre più consumatori preferiscono utilizzare, abitualmente o saltuariamente, mezzi elettrici per i propri spostamenti quotidiani.

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giovedì 15 febbraio 2018

Aprire un negozio Biologico

aprire negozio bio

Se vuoi metterti in proprio in un settore in espansione, redditizio e con una forte etica, potresti optare per il settore del biologico. Se sei un aspirante imprenditore nonché un consumatore attento e critico, responsabile verso i problemi ambientali ed alimentari, aprire un negozio di prodotti biologici potrebbe essere l’attività imprenditoriale adatta a te.

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lunedì 05 febbraio 2018

Aprire un negozio di Caffè e Capsule Caffè – Guida Completa, Iter e Costi

aprire negozio caffe

Per tutti gli aspiranti imprenditori che amano il caffè e vorrebbero gestire un’attività ad esso correlata, aprire un bar o una caffetteria non sono le uniche alternative. Un’attività dalle opportunità imprenditoriali interessanti, in un settore in crescita, è quella di aprire un negozio specializzato nella vendita di caffè, che sia sfuso, macinato o in chicchi, porzionato in capsule o cialde.

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venerdì 02 febbraio 2018

 

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Le 5 fasi per avviare la tua attività commerciale

FASE 1:

Quantificazione dell'investimento e determinazione del punto di pareggio

Una volta accertata la validità dell'idea, sul quale lasciamo ad ognuno le proprie valutazioni in merito, il primo passo da compiere è la quantificazione della spesa iniziale, il cosiddetto investimento per l'avvio dell'impresa.

Sarebbe troppo facile risolvere questo punto dicendo che il capitale necessario dipende dal tipo di attività, quindi diamo subito un dato statistico: 25.000€ è la spesa che mediamente va investita nell'apertura delle porte al pubblico. Questo dato tiene conto di una serie di costi che possono essere riassunti in ordine di valore nei macrocampi di spesa:

  • preparazione locale,
  • fornitura merce,
  • pratiche amministrazione,
  • pubblicità.

25.000€ possono essere sufficienti per l'apertura di un negozio di 50 metri quadri, nel centro di un paese di 20.000 abitanti o immediatamente fuori dal centro di una città più popolosa. Il settore può essere quello dell'abbigliamento, della vendita di beni al dettaglio nonché quello dei servizi alla persona. L'arredamento può essere fornito dal franchising se l'apertura del locale è in affiliazione oppure acquistato nei maggiori mobilifici nazionali, come Ikea, Mercatone uno, Mondo convenienza. Si esclude quindi l'arredamento fatto su misura da un artigiano che farebbe lievitare di molto la spesa se si vuole stare nella cifra di cui sopra.
La determinazione del punto di pareggio avviene ipotizzando gli utili futuri, frutto della sottrazione dai ricavi sperati e dei costi che si stima sostenere. Quando questo guadagno uguaglierà l'investimento iniziale si raggiungerà il pareggio tra quanto incassato e le spese sino a quel momento sostenute. Dopo questo istante l'attività genererà reddito per il titolare. Va perciò determinato il tempo necessario affinché ciò avvenga, compiendo stime sul tempo in cui la differenza tra i ricavi e costi futuri potrà coprire la spesa di avvio attività.

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FASE 2:

Gestione delle pratiche amministrative e fiscali per l'avvio di un impresa. Il negozio si configura già come piccola impresa.

Leggi anche: Documenti per aprire un negozio

Si sa che in Italia la burocrazia è costosa in termini di tempo e denaro, le agevolazioni introdotte negli ultimi anni però semplificano le richieste necessarie per lo start up del negozio. Citiamo per punti tutto ciò che occorre:

  1. Apertura di una posizione fiscale. Questo avviene con l'attribuzione della partita iva all'attività e con la scelta dell'assetto proprietario, che può essere individuale o sociale. Il referente per l'inoltro agli uffici di competenza di queste pratiche è sicuramente la figura del commercialista o le associazioni come Confcommercio, Caf, ecc.
    Se l'attività è gestita singolarmente la forma giuridica potrà essere quella della ditta individuale. Se il negozio invece è gestito in partecipazione si opterà per un assetto sociale, sicuramente più costoso dal punto di vista amministrativo ma in grado di tutelare in egual modo tutti le parti. La scelta dovrà essere compiuta in prima battuta sulla costituzione di una società di capitali (srl, srls ...) , con propria autonomia giuridica, piuttosto che una società di persone (Sas, Snc...).
  2. Sempre dal commercialista o dal patronato sarà necessario aprire una propria posizione contributiva, ovvero il canale INPS di accumulo dei contributi che daranno una volta smessa l'attività accesso al trattamento pensionistico.
  3. Sempre in questa fase verrà aperta anche la posizione INAIL contro gli infortuni sul lavoro.
  4. Nella stesso momento saranno pagati i diritti camerali per l'iscrizione al registro imprese della camera di commercio, i bolli sulle concessioni pubblicitarie e tutte le piccole spese residue il cui introito andrà sempre allo stato.

Dal 1 aprile 2010 tutte queste pratiche vengono racchiuse nella "comunicazione unica" che deve essere inviata per via telematica al registro delle imprese.

Almeno 30 giorni prima dell'inizio attività si deve provvedere ad inoltrare la SCIA per dichiarare l'imminente apertura al pubblico del negozio. Ai sensi dell’art. 19 della legge 241/90 la SCIA è necessaria per consentire lo svolgimento dei controlli successivi da parte degli uffici preposti. La pratica deve per questo contenere il necessario per la verifica dei requisiti soggettivi, morali e professionali, nonché oggettivi , ossia quelli attinenti la conformità urbanistica, edilizia, igienico-sanitaria, ambientale.

Grazie al decreto Bersani dal 1998 non è più necessaria per le attività commerciali alcuna licenza, ciò significa che chiunque può aprire un proprio negozio, dove vuole, anche in diretta concorrenza con uno limitrofo. Il fatto che non occorra più la licenza da un lato rappresenta un grande risparmio economico ed un enorme agevolazione nell'apertura di un'attività al dettaglio, di contro, dall'altro, favorisce la presenza di esercizi concorrenti.

Per ulteriori dettagli in merito alla categoria merceologica prescelta consigliamo sempre e comunque di consultare il SUAP (sportello unico attività produttive) del vostro comune di residenza. Questo sportello è stato istituito proprio per fornire questo tipo di informazioni agli aspiranti imprenditori.

FASE 3:

Scelta del locale, individuazione della posizione e determinazione delle superficie necessaria

La scelta della location è un aspetto di vitale importanza in quanto va valutato il giusto equilibrio tra visibilità e costo d'acquisto o affitto dell'immobile. Ci sono attività che non necessariamente devono essere localizzate in centro città o in via trafficate, si pensi ad esempio ad un negozio per la riparazione dei cellulari o alla vendita di prodotti specifici per bambini oppure ad un caccia e pesca. A volte il centro città può essere un limite legato alla disponibilità dei parcheggi o alla difficoltà d'utilizzo dell'auto per l'eventuale trasposto dei prodotti acquistati dai clienti.
Nella corretta localizzazione di un'attività occorre valutare elementi attivi quali:

  • la clientela di riferimento
  • la visibilità della vetrina
  • la facilità di trasporto dei prodotti acquistati

ed elementi passivi:

  • il costo d'affitto o acquisto del locale
  • la presenza di esercizi concorrenti
  • l'immagine che quella zona ha o l'opinione che i cittadini hanno di quel quartiere

Sulla scelta dell'immobile anche qui il tutto dipende dal tipo di attività, il dato medio sui mq necessari si aggira attorno ai 50mq.
Lo stabile deve avere obbligatoriamente l'abitabilità ed anche:

  • accatastamento commerciale di classe C/1, C/2:
  • altezza del soffitto superiore ai 2 metri e 70
  • allacciamenti elettrici e idrici

E' necessario per favorire il successo dell'esercizio:

  • una vetrina nella parte frontale del negozio,
  • un'illuminazione interna a basso consumo energetico ed una esterna sull'insegna dell'attività. A questo proposito va specificato che nel corso dell'anno si sarà tenuti al pagamento di una tassa sulle insegne e sulle vetrofanie.
  • l'impianto di riscaldamento e di condizionamento dell'aria calda

Non è necessaria per attività di vendita al dettaglio la presenza di una bagno per la clientela ma solo per il personale, quindi di più ridotte dimensioni e modico aspetto.

Per uno stabile di 50 mq l'affitto del locale potrebbe aggirarsi attorno alle 800€ al mese. Potrebbero venire chieste tre mensilità anticipate e in alcuni casi anche una fidejussione bancaria.

L'arredamento è libero, nel caso si opti per un franchising sarà fornito dalla casa madre in linea con l'immagine della rete. In alternativa gli elementi da acquistare saranno:

  • mobili, scaffalature, espositori, dispenser
  • bancone, sedie ,eventuale altro tavolo
  • registratore di cassa e conseguente programmazione sulla partita iva dell'attività
  • computer
  • allacciamento POS (facoltativo ma consigliato)
  • Lampadari e luci di atmosfera
  • Camerini (nel caso di attività legate all'abbigliamento)
  • Sistema di allarme antitaccheggio
  • Sistema stereo per la diffusione della musica
  • Necessario per la pulizia del locale
  • Tendaggi
  • Attivazione utenze, gas, acqua, luce, internet

come aprire un negozio

 

FASE 4:

Quantificazione del personale necessario ed eventuali metodi di selezione

Per una gestione comoda di un'attività commerciale è generalmente richiesto uno staff minimo di due persone (titolare + dipendente). Si pensi che l'orario di lavoro da coprire supera le 40 ore alla settimana, ipotizzando l'apertura per 8/9 ore alla giorno per 6 giorni su 7. L'organizzazione degli orari di apertura grazie al decreto legge n. 201 del 6.12.2011 sono liberi, si chiede solo che venga comunicato al comune la decisione di mantenere aperto il negozio fuori dall'orario più tradizionale.
Per la selezione del personale è importante l'analisi del curriculum e la presenza se possibile di esperienza pregressa nello stesso settore. Va segnalato che grazie alla legge n. 99 del 2013 l'assunzione con contratto a tempo indeterminato di lavoratori tra i 15 e 29 anni permette di avere uno sgravio fiscale sul versamento dei contributi.

Dal punto di vista amministrativo il dipendente dovrà essere regolarizzato per la mole oraria di lavoro prestato, sia essa part time o full time. Si consideri come costo a carico dell'attività all'incirca 1.900€ al mese, per una persona attorno ai 25 - 40 anni d'età, La somma è scomponibile in 350€ circa per il versamento dei contributi pensionistici, circa 450€ per il versamento dell'irpef in veste di sostituto d'imposta e 1.100€ di stipendio netto erogato al lavoratore (full time).
Per la selezione del personale un colloquio è più che sufficiente; trattandosi di un'attività in cui lavorano solo due persone il dipendente sarà più incentivato, controllato ed indirizzato nel lavoro, piuttosto di un assunzione in una grande azienda per cui si renderebbe necessario uno screening più accurato del personale con test strutturati.

FASE 5:

Gestione delle forniture e del magazzino merci

L'approvvigionamento delle merci è una fase dal quale dipende non solo la gamma di prodotti a disposizione della clientela ma anche la velocità di reinvestimento nel ciclo produttivo degli incassi.
La prima fornitura sarà più costosa di tutte le altre effettuate nell'anno perchè questa andrà a riempire il negozio, sino a prima vuoto.

Per il riacquisto delle merci è necessario valutare quale tra i metodi di gestione del magazzino sia migliore: Lifo o Fifo. Ossia se vendere prima le merci da più tempo in magazzino oppure se vendere prima le ultime merci entrate in giacenza . Comunque sia maggiore è il magazzino più il denaro immobilizzato in prodotti in vendita, quindi maggiore la quota di denaro di cui ci si è privati per avere sempre un assortimento ampio e senza esaurimento di prodotti. Al contrario la gestione dell'attività con un magazzino snello permetterà di impegnare minor liquidità nell'acquisto dei prodotti ma di contro saranno maggiori le spese di trasporto, dovute ad approvvigionamenti più frequenti, e il rischio di non poter far fronte a forti richieste di un determinato prodotto che si concentrino nell'arco di pochi giorni.

Diversa è la gestione del magazzino se il fornitore o il franchisor a cui si è affiliati fornisce il servizio del conto vendita merce. Vi rimandiamo a questo link per ulteriori approfondimenti. Contratto estimatorio/Conto vendita

Stiamo sempre parlando di un'attività commerciale di generi non alimentari o speciali quindi sui metodi di stoccaggio e manipolazione della merce non sono richieste particolari attenzioni.

 

Riepilogo Costi per avvio attività:


Pratiche Amministrative iniziali  -  € 400,00
3 Rate anticipate per Affitto locale  -  € 2.400,00
Fidejussione (eventuale)  -  € 300,00
Ammodernamento locale e ristrutturazione -  € 2.000,00
Insegne, illuminazione, vetrofanie -  € 500,00
Arredamento e connessi  -  € 8.000,00
Stipendio primo mese dipendente  -  € 1.900,00
Prima Fornitura  -  € 8.000,00
Lancio Pubblicitario, evento apertura  -  € 1.500,00

Totale Investimento Iniziale € 25.000,00

 

OPPORTUNITÀ DI FINANZIAMENTO E PRESTITI PER APRIRE UN NEGOZIO


Il seguente articolo Finanziamento per aprire negozio suggerisce alcune possibilità di finanziamento qualora si voglia avviare l'attività ma non si abbia il capitale a disposizione. Le opportunità sono innumerevoli ma quasi tutte richiedono una valutazione del proprio progetto e garanzie sul prestito.

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