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Imprenditoria Femminile 2016

La guida 2016 per le donne che vogliono fare impresa

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Nei momenti di profonda crisi economica la figura della donna è sempre stata essenziale per poter ripartire. Mai come prima, oggi, le imprese guidate e costituite da un team di imprenditrici sono essenziali per la ripresa economica del Paese. Sono sempre di più, infatti, le donne che con coraggio aprono nuovi business, magari con la formula franchising, dando slancio all’economia.

Proprio la formula dell’affiliazione commerciale, comunemente nota come franchising, viene fortemente richiesta per l’apertura di nuove attività, grazie alla sicurezza che trasmette il poter disporre di un marchio ed un Know How consolidato e testato sul mercato, senza la paura di fallire.

imprenditoria femminile agevolazioni

Per avviare il proprio business basterebbe disporre di un piccolo capitale iniziale (qualche migliaia di euro) così da poter richiedere l’affiliazione a diversi marchi. Molti franchising concedono agevolazioni per i finanziamenti necessari, grazie a convenzioni con diverse banche, le quali possono erogare credito tramite contratti di mutuo a tassi relativamente contenuti. Quelli attuali si aggirano attorno al 2%.

In caso non si riuscisse a trovare un accordo con il franchisor per finanziamenti parziali o totali dell’investimento richiesto, allora si potrà chiedere aiuto allo Stato italiano, che dal 1992 ha messo a disposizione diverse opportunità di approvvigionamento di risorse finanziarie per le imprenditrici intraprendenti d’Italia. L’Italia è il secondo Paese europeo per domanda di aiuti e finanziamenti agevolati per avviare un’impresa, ma come spesso capita, chi ne avrebbe bisogno non ne viene informata correttamente e quindi rischia di non aprire mai quel cassetto, con dentro il proprio sogno di poter diventare una imprenditrici e di realizzarsi economicamente.

Per questo oggi scriviamo dei vari fondi messi a disposizione dallo Stato italiano e dall’Unione Europea a sostegno dell’imprenditoria femminile.

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"Azioni positive per l’imprenditoria femminile”

Incominciando ad analizzare le varie possibilità di finanziamento, per poter avviare la propria attività, anche con la formula del franchising. Partiamo da quella che rappresenta l’aiuto principale “all’imprenditoria rosa” a caratura nazionale, ovvero, la Legge 215/1992 denominata "Azioni positive per l’imprenditoria femminile”. Questo finanziamento, erogato dal Ministero dell’Economia e dello Sviluppo, consiste in agevolazioni concesse dallo Stato a determinate imprese.
Concretamente, queste agevolazioni consistono in 3 diversi finanziamenti:

  • Contributo a fondo perduto: Questo tipo di finanziamento prevede che una parte del prestito sia a fondo perduto (senza obbligo di restituzione) e una piccola parte a tasso agevolato dello 0,5% da restituire in un tempo massimo di 10 anni.
  • Credito d’imposta: Con il quale lo Stato rimette i propri crediti erariali all’imprenditore debitore.
  • Prestito a tasso agevolato (0,5%) da restituire in un tempo massimo di 10 anni.

L’erogazione dei contributi avviene, per un primo 30%, dal tredicesimo giorno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della graduatoria, mentre il restante 70% viene erogato a distanza di sei mesi per investimenti previsti entro dodici mesi e a distanza di dodici mesi per lavori previsti successivamente ai dodici mesi.

 

Contributi europei per lo sviluppo dell’imprenditoria femminile

Per le imprenditrici del domani i contributi europei rappresentano un aiuto concreto per poter superare i costi relativi alla fase di start up e poter far decollare il proprio business.
I contributi europei si suddividono nelle seguenti agevolazioni finanziarie:

  • Prestiti a fondo perduto.

  • Mutui a tasso agevolato (attorno all' 1%).

  • Credito d'imposta: Con il quale l’UE azzera la parte concordata di contributi dovuto.

  • Contributi in conto canone: Questo finanziamento va ad azzerare una parte dei canoni di leasing, ad esempio.

  • Contributi in conto interessi: Ovvero un finanziamento a medio lungo termine (10 anni) il quale prevede interessi ad un tasso inferiore rispetto a quello presente sul mercato (ad oggi meno del 2%).

Questi finanziamenti agevolati possono arrivare a coprire fino al 75% dell’investimento iniziale.

 

Invitalia

Nata nel 2013 su volontà del Ministero dell’Economia e dello Sviluppo, il progetto di finanziamento Invitalia ha come obiettivo quello di sostenere, tramite prestiti a tasso agevolato oppure a fondo perduto, l’apertura di nuove attività, prevalentemente nel Sud Italia, da parte di giovani e imprenditrici. Questi finanziamenti possono arrivare a coprire fino al 75% dell’investimento iniziale.

I progetti più importanti di Invitalia sono:

  • Nuove Imprese a Tasso Zero: Concede finanziamenti fino a 1.5 milioni per coperture spese, dalla durata di 8 anni, coprendo il 75% dell’investimento totale. Da Gennaio 2016 sono 50 milioni stanziati per questo progetto.

  • Smart&Smart Italia: Con una capitale disponibile di 200 milioni di euro per start up innovative. Questo aiuto ha aiutato 641 start up con 178 milioni di agevolazioni rilasciate e ben 2.787 posti di lavoro creati.


Gli aiuti di Invitalia, quindi, hanno come obiettivo quello di favorire l’autoimpiego e la micro imprenditoria, i quali, grazie al franchising trovano una sicurezza di business di successo.

 

Chi può chiedere questi finanziamenti?

Le imprese idonee a ricevere tali finanziamenti, derivanti dalla Legge 215/1992 e dai Contributi Europei, sono le PMI (non più di: 50 dipendenti, 5 milioni di attivo a bilancio e non più di 7 milioni di fatturato totale), con a capo una maggioranza di quote rosa per almeno 5 anni, ovvero, nel caso di:

  • Società cooperative o di persone, la presenza femminile deve essere pari almeno al 60%.
  • Società di capitali, almeno il 75% delle azioni devono essere controllate da donne.
  • Imprese individuali, il titolare della ditta deve essere una donna.

In fine per essere idonei bisognerà operare in uno dei seguenti settori: industria, artigianato, agricoltura, commercio, servizi o turismo e non essere controllata per più del 25% da una impresa che non rispetta questi standard.

Invece per i finanziamenti concessi da Invitalia bisognerà:

  • Avere la maggiore età.
  • Essere non occupati alla data di presentazione della domanda.
  • Residente nel territorio nazionale.

Per approfondire leggi: Aprire un'impresa a tasso zero con Invitalia

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Cosa vanno a coprire realmente tali contributi?

Questi finanziamenti agevolati in linea di massima possono essere usati per coprire le seguenti spese di:

  • Acquisto immobilizzazioni materiali ( macchinari, impianti, automezzi, ecc …), ad esclusione dei terreni e fabbricati.
  • Acquisto immobilizzazioni immateriali (brevetti, software, ecc …).
  • Business Plan.
  • Opere murarie.
  • Beni usati (solo per acquisto di attività preesistenti).
  • Attività preesistenti.

Mentre non sono ammesse le coperture di spese per:

  • Acquisto di beni ad uso manuale comune.
  • Manutenzione programmate.
  • Acquisto di beni adibiti all’uso personale.
  • Scorte di magazzino.
  • Beni usati, che non derivano da una attività preesistente.

 

Come presentare domanda per questi finanziamenti?

Per poter godere di tali finanziamenti bisognerà iscriversi ai bandi online che verranno tenuti a livello nazionale oppure locale. Perciò basterà andare sul sito del Ministero dell’Economia e dello Sviluppo italiano oppure sul sito istituzionale di Invitalia.

Per poter accedere ai bandi si sarà soggetti a valutazioni, dalle quali ne dipenderà anche la posizione in graduatoria. La valutazione comprende in linea di massima il business plan della start up, in quale area andrà a collocarsi l’impresa, se ci saranno progetti di sviluppo collegati nello stesso settore e le risorse finanziarie necessarie.

Una volta iscritti al bando, bisognerà inviare tutta la documentazione che attesti l’apertura di una impresa. Ovvero, informazioni sull’investimento, documenti che provino il possesso o affitto di locali adibiti a svolgere l’attività e l’iscrizione nel registro delle imprese presso la camera di commercio locale, sono indispensabili.

Una volta inoltrata la domanda presso il sito internet del Ministero dell’Economia e dello Sviluppo, non bisognerà far altro che aspettare la pubblicazione della graduatoria sulla Gazzetta Ufficiale entro tre mesi dalla chiusura dei bandi, questo per la Legge 215/1992 e per i contribuiti europei.

Per Invitalia invece, bisognerà aspettare un riscontro direttamente da loro.


 

Ora che hai raccolto tutte le informazioni utili per ottenere un finanziamento, visita il nostro portale, grazie al pannello di ricerca in alto a sinistra cercare, e trovare, il franchising adatto a te sarà facile come un click!

Henry Hylton
Staff Aprireinfranchising.it

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