Imprenditoria femminile e finanza agevolata 2026
Tutti i finanziamenti per le donne che fanno impresa
Nel 2026 fare impresa al femminile in Italia significa muoversi in un sistema di incentivi ricco ma in continua evoluzione. Alcuni strumenti storici hanno esaurito le risorse, altri hanno cambiato forma, altri ancora sono nati da poco con dotazioni importanti. In questa guida facciamo il punto sulla finanza agevolata per l'imprenditoria femminile nel 2026: quali misure sono davvero aperte, quanto finanziano, chi può accedervi e come scegliere lo strumento più adatto al proprio progetto, anche se si vuole avviare un'attività in franchising.
Scopri anche le opportunità della categoria Invitalia e Finanziamenti a Fondo Perduto per i Franchising e valuta come combinare incentivi pubblici e affiliazione a un marchio già avviato.

Il quadro dell'imprenditoria femminile in Italia nel 2026
Secondo l'Osservatorio per l'imprenditorialità femminile di Unioncamere, a fine 2025 in Italia erano registrate circa 1 milione e 303 mila imprese femminili, pari a circa il 22% del tessuto produttivo nazionale. Il numero complessivo è in lieve calo, -0,3% rispetto all'anno precedente, ma dietro questo dato si nasconde un cambiamento qualitativo interessante: le società di capitali guidate da donne crescono del 2,6%. In altre parole, le imprese femminili sono un po' meno numerose ma più strutturate, con più addetti e maggiore solidità.
È un segnale importante anche per chi sta pensando di mettersi in proprio: il mercato premia progetti con un piano d'impresa solido, capitalizzazione adeguata e una visione di crescita. Ed è proprio qui che entra in gioco la finanza agevolata, che può coprire una parte rilevante dell'investimento iniziale e ridurre il ricorso al credito bancario tradizionale.
Cosa si intende per impresa femminile
Prima di analizzare i singoli bandi è utile chiarire la definizione. In generale si considera impresa femminile:
- la ditta individuale il cui titolare è una donna;
- la società di persone o cooperativa in cui la maggioranza numerica dei soci è composta da donne;
- la società di capitali in cui le quote sono detenute in maggioranza da donne e gli organi di amministrazione sono composti per almeno due terzi da donne;
- la lavoratrice autonoma titolare di partita IVA.
Attenzione però: ogni misura può applicare soglie proprie. Alcuni incentivi, come ON, considerano sufficiente una maggioranza di soci e quote in capo a donne oppure a giovani under 35, anche sommando le due categorie. Leggere con cura il bando è sempre il primo passo.
Fondo Impresa Femminile: a che punto siamo
Il Fondo Impresa Femminile, istituito dalla Legge di Bilancio 2021 e gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stato per anni lo strumento simbolo dell'imprenditoria femminile. Ha una dotazione complessiva di circa 298,8 milioni di euro, di cui 265 milioni provenienti dal PNRR.
Le condizioni previste sono molto vantaggiose: per le nuove imprese un contributo a fondo perduto fino all'80% (90% per le donne disoccupate che avviano un'impresa individuale) sui programmi fino a 100.000 euro, con un tetto di 50.000 euro, e del 50% fino a 125.000 euro per progetti fino a 250.000 euro. Per le imprese attive da oltre 12 mesi è previsto un mix di fondo perduto e finanziamento a tasso zero fino a 320.000 euro.
Il problema è che gli sportelli sono chiusi dal 2022: le finestre di presentazione sono durate appena un giorno per l'enorme numero di domande. Le risorse aggiunte negli anni successivi sono servite a finanziare le domande già presentate e rimaste in attesa. A settembre 2026 non risulta alcun avviso di riapertura. Chi vuole avviare oggi un'impresa femminile deve quindi guardare ad altri strumenti, tenendo comunque d'occhio eventuali rifinanziamenti futuri.
ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero
Lo strumento nazionale oggi più accessibile per le donne è ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, sempre gestito da Invitalia. È rivolto a micro e piccole imprese costituite da non più di 60 mesi, con oltre la metà dei soci e delle quote in mano a donne di qualsiasi età o a giovani tra 18 e 35 anni. Possono presentare domanda anche persone fisiche che si impegnano a costituire la società dopo l'ammissione.
Le caratteristiche principali sono:
- copertura fino al 90% delle spese ammissibili;
- programmi di investimento fino a 1,5 milioni di euro per le imprese fino a 36 mesi e fino a 3 milioni per quelle tra 36 e 60 mesi;
- finanziamento a tasso zero rimborsabile in un massimo di 10 anni;
- nessuna garanzia richiesta fino a 250.000 euro di finanziamento;
- sportello aperto senza scadenza, con valutazione in ordine cronologico.
La novità più rilevante del 2026 è che, dal 1° luglio 2026, la quota a fondo perduto non è più concedibile per esaurimento delle risorse: le nuove domande ottengono esclusivamente il finanziamento a tasso zero. Resta comunque un vantaggio notevole rispetto a un prestito bancario ordinario, soprattutto per chi ha un investimento concreto da realizzare e fatica a ottenere credito a condizioni sostenibili.
Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord
Due misure relativamente recenti, finanziate nell'ambito del Piano integrato per l'autoimpiego, sono particolarmente interessanti per le donne che vogliono mettersi in proprio.
Resto al Sud 2.0 è dedicato a chi avvia un'attività nelle regioni del Mezzogiorno e prevede un voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro, elevabile a 50.000 euro per beni innovativi, digitali o sostenibili, oltre a contributi a fondo perduto fino al 75% per programmi di spesa più ampi. La dotazione specifica è di circa 356 milioni di euro.
Autoimpiego Centro-Nord è la misura gemella per le regioni del Centro e del Nord: prevede un voucher fino a 30.000 euro, elevabile a 40.000 euro, e contributi a fondo perduto del 60-65%. La dotazione è di circa 219,6 milioni di euro. Per le imprese femminili sono previsti meccanismi premiali come maggiorazioni di punteggio e percentuali di contributo più favorevoli.
Secondo i dati di agosto 2026, tra le due misure risultano già 1.828 domande ammesse a pagamento, per oltre 116 milioni di euro erogati. Sono quindi strumenti operativi e con risorse ancora disponibili, particolarmente adatti a chi parte da zero con un progetto di dimensioni contenute, magari come ditta individuale.
Fondo di Garanzia PMI: la sezione speciale per le imprese femminili
Non tutti gli aiuti passano da contributi a fondo perduto. Uno degli strumenti più utili, spesso sottovalutato, è la Sezione Speciale per le imprese femminili del Fondo di Garanzia per le PMI, gestita da Mediocredito Centrale con il Dipartimento per le Pari Opportunità.
In pratica lo Stato si fa garante di una parte del finanziamento bancario, rendendo molto più semplice ottenere credito. Per il 2026 restano confermate coperture fino al 50% per esigenze di liquidità e fino all'80% per programmi di investimento, con una garanzia massima di 5 milioni di euro per impresa. Le imprese femminili beneficiano inoltre di priorità nell'istruttoria e dell'esenzione dalla commissione una tantum. La sezione copre anche le operazioni di microcredito, ideali per chi avvia una piccola attività o un lavoro autonomo.
Smart&Start Italia e bandi regionali
Per chi ha un progetto ad alto contenuto tecnologico, Smart&Start Italia finanzia le startup innovative con un mutuo a tasso zero che sale all'80% delle spese quando la compagine è interamente femminile o composta da giovani under 36. Nel Mezzogiorno una parte del finanziamento può essere convertita in fondo perduto.
Accanto alle misure nazionali, molte Regioni e Camere di Commercio pubblicano periodicamente bandi dedicati alle donne, spesso finanziati con fondi europei FESR e FSE+: contributi per l'avvio d'impresa, voucher per consulenze e digitalizzazione, microcredito regionale. I Comitati per l'imprenditoria femminile presso le Camere di Commercio sono un ottimo punto di riferimento per restare aggiornati sulle opportunità locali.
Franchising e incentivi: una combinazione vincente
Molte donne scelgono il franchising come modalità per avviare un'impresa: permette di partire con un marchio già conosciuto, un format collaudato, formazione e assistenza costante da parte della casa madre. Buona notizia: l'affiliazione in franchising è generalmente compatibile con gli incentivi pubblici, purché l'impresa affiliata sia autonoma e le spese rientrino tra quelle ammissibili.
Attrezzature, arredi, allestimento del punto vendita, software e, in alcuni casi, il diritto d'ingresso possono essere finanziati. Occorre però verificare attentamente il regolamento di ciascuna misura: alcune escludono le spese verso il franchisor, altre le ammettono solo come investimenti immateriali. Un format a basso investimento iniziale, inoltre, si sposa bene con voucher come quelli di Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord.
Come scegliere lo strumento giusto e preparare la domanda
La scelta dipende da alcuni fattori chiave:
- Dimensione dell'investimento: per progetti piccoli sono ideali i voucher di Autoimpiego e Resto al Sud 2.0 o il microcredito; per investimenti rilevanti ON e il Fondo di Garanzia.
- Area geografica: nel Mezzogiorno le condizioni sono in genere più favorevoli.
- Forma giuridica: ON è riservato alle società, mentre altri strumenti ammettono anche ditte individuali e professioniste.
- Anzianità dell'impresa: alcune misure finanziano solo nuove attività, altre anche imprese già avviate.
- Tempistiche: gli sportelli a esaurimento risorse premiano chi arriva preparato per primo.
In ogni caso serve un business plan credibile, preventivi dettagliati, una chiara analisi del mercato e la capacità di sostenere la quota di investimento non coperta dall'agevolazione. Prepararsi per tempo, magari con il supporto di un consulente esperto di finanza agevolata, fa spesso la differenza tra una domanda approvata e una respinta. Anche SPID e firma digitale devono essere pronti, perché tutte le domande a Invitalia si presentano esclusivamente online.
Se stai cercando un'attività da avviare con un investimento contenuto, consulta i Franchising a Basso Costo e le migliori proposte del momento tra i Franchising 2026: potresti trovare il format ideale da finanziare con gli incentivi per l'imprenditoria femminile.
Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it










