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Aprire un'attività di raccolta e reimpiego rifiuti.

Come avviare un'attività eco sostenibile puntando sul riciclaggio.

6 minuti

 
Leggi anche: Come aprire un'attività - Giuda Completa.

Visita la sezione dedicata ai Franchising di Rifiuti e Riciclo.
 

Il tema dei rifiuti, della raccolta differenziata e del riciclaggio è sempre più attuale. Per capirne il motivo basti considerare i dati inerenti all’Unione Europea, ogni anno vengono infatti prodotti due miliardi e mezzo di tonnellate di rifiuti il cui smaltimento in maniera ecosostenibile può risultare un’impresa ardua.

Ed è qui che entrano in gioco le società private. Da anni infatti, anche nel nostro territorio, a raccogliere, smaltire e reimpiegare i rifiuti non più solamente i Comuni e le aziende pubbliche ma anche le aziende private che operano attraverso punti di raccolta e riciclo, o attività di smaltimento e recupero vere e proprie.
 

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Aprire un’attività di raccolta e reimpiego di rifiuti
può essere un'idea di business molto redditizia, se si osserva il mercato di riferimento, ma è anche economicamente oneroso ed impegnativo in materia di rispetto delle stringenti normative vigenti.

 

I dati del settore

La tematica relativa ai rifiuti è sempre più attuale. La produzione di rifiuti aumenta infatti anno dopo anno ad un ritmo vertiginoso. Oggi risulta una problematica concreta non solo la produzione di rifiuti comuni e cittadini ma anche quella di rifiuti speciali come lo sono ad esempio quelli elettronici ed elettrici, ovvero i RAEE. Per poter gestire in maniera corretta e sostenibile la produzione dei rifiuti, riducendo conseguentemente la pressione sull’ambiente, si rendendo dunque oggi essenziali servizi efficaci ed efficienti di raccolta, smistamento, riciclaggio, reimpiego dei rifiuti nonché di recupero delle materie prime in essi contenuti quando questa operazione si renda possibile.

Per farsi un’idea della panoramica in cui si inseriscono le attività di raccolta e reimpiego rifiuti basti pensare ai dati del settore. Ad oggi stando alle dichiarazioni dell’Unione Europea nel 2018 sono stati prodotti circa 2.5 miliardi di tonnellate di rifiuti, con una media di circa 5 tonnellate a persona, e con un aumento della produzione del 7% rispetto al 2010. La tendenza di crescita inarrestabile di questi dati rendono oggi prioritaria l’attuazione di piani mirati volti alla riduzione dei rifiuti, al recupero delle risorse, al loro corretto riciclaggio, nonché alla promozione dell’economia circolare.

 

Quale format scegliere

La prima scelta da effettuare riguarda quella di aprire un punto di raccolta di rifiuti, rivendendoli poi ai consorzi specializzati nel loro smaltimento e reimpiego, oppure aprire un'attività di raccolta, smaltimento e riutilizzo dei rifiuti. Ovviamente nel secondo caso i costi lieviteranno notevolmente e l’iter burocratico richiesto è, nei due casi, differente.

La seconda scelta da effettuare è per la tipologia di rifiuti da trattare. Si può infatti decidere di specializzarsi in una sola tipologia di materiale: carta, plastica, vetro e lattine, rifiuti tossici e pericolosi ed ancora rifiuti tecnologici ed elettronici. In base alla materia che si tratta i macchinari necessari saranno diversi assieme anche alle norme da rispettare.

Particolarmente redditizio nel mercato odierno è la raccolta, lo smaltimento ed il riciclo di rifiuti speciali, come quelli elettronici. Nel mercato ultra digitalizzato odierno, e considerando che spesso la vita di un device elettronico è relativamente breve, i rifiuti di tipo elettronico e tecnologico è in costante e preoccupante aumento, così come preoccupante è il grave impatto ambientale che lo smaltimento scorretto di questi rifiuti provoca.

Un altro format di successo nel settore, proveniente dal mondo del franchising, sono gli ecocompattatori e le postazioni adibite alla raccolta dei rifiuti (per lo più tradizionali come plastica, lattine o carta, ma anche speciali) che offrono all'utente buoni spesa e sconti presso le attività commerciali convenzionate (come negozi o supermercati della zona) in cambio dei rifiuti consegnati. Successivamente i rifiuti raccolti vengono trasportati presso centri di smaltimento, riciclo e recupero, convenzionati o propri dell'azienda madre, che offrono un compenso in denaro per i materiali recuperati.

 
 Prendi spunto dalle migliori aziende del settore: Franchising Rifiuti e Riciclo

 

Come si apre un'attività di riciclo rifiuti

Vediamo cosa è necessario fare per aprire un'attività di smaltimento rifiuti in proprio.

  • Trovare una struttura adeguata, di ampie dimensioni, ben areata. La sua posizione ideale, per via dell’attività, è a distanza da città, zone urbane e centri abitati, in base ai piani regolatori territoriali.
  • Creazione della società in base alle vostre esigenze.
  • Registrare la società presso il Comune e apertura di una Partita Iva.
  • Iscrizione all’Albo dei Gestori Ambientali di competenza.
  • Iscrizione al SISTRI, il sistema per il tracciamento dei rifiuti.
  • Allestimento del capannone o della struttura prescelta secondo tutte le norme vigenti su sicurezza, igiene, agibilità e specifiche del settore. La vostra struttura dovrà essere infatti un ambiente salubre e sicuro sia per i dipendenti che per l’ambiente circostante.
  • Le pavimentazioni del locale dovranno essere di tipo industriale, altamente resistenti anche al peso di grossi macchinari.
  • All’interno del locale, se la sede legale coincide con quella operativa, sarà necessario adibire un’area a uffici nei quali tenere tutte le documentazioni di attività e dipendenti e la contabilità.
  • Acquisto di tutte le attrezzature specifiche necessarie e dei mezzi di trasporto.
     

A fianco della struttura che avrete così organizzato per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sarà poi buona norma, anche a livello remunerativo, organizzare un centro di riciclaggio e recupero delle materie prime.

Questo accorgimento non solo vi garantirà un numero maggiore di entrate, provenienti dalla vendita delle materie recuperate, ma anche la possibilità di ottenere finanziamenti ed agevolazioni europee per l’acquisto dei macchinari.

Se si opta invece per l'apertura di un'attività che si occupa solamente di raccolta dei rifiuti, l'iter burocratico sarà molto più snello in quanto verranno a mancare tutte le procedure relative alla location ed ai macchinari per lo smaltimento e l'eventuale recupero e ricilo delle materie.

 

L'investimento ed il franchising

Per aprire un’attività di raccolta e reimpiego rifiuti l’investimento può essere molto elevato, arrivando anche a centinaia di migliaia di euro, a seconda dei materiali trattati, dei macchinari e dei costi per adeguare la location.

Se invece volete aprire un semplice punto di raccolta, ovvero una stazione ecologica, i costi relativi saranno inferiori. Esistono già diverse reti in franchising specializzate in raccolta, smaltimento e riciclaggio di rifiuti di vario genere che propongono, tra le altre cose, prezzi davvero concorrenziali.

L’investimento richiesto per affiliarsi ai marchi di riciclaggio rifiuti parte infatti da 10.000 euro, aumentando in base al brand, ai servizi offerti ai clienti ed alle specifiche agevolazioni per i franchisee.

 
Ecco alcuni dei migliori marchi attualmente attivi nel settore
 

EcoReversa

Investimento a partire da € 24.000

EcoReversa è un franchising innovativo che offre soluzioni all'avanguardia per la raccolta ed il riciclo dei rifiuti plastici. Un servizio vantaggioso per pianeta, cittadini, aziende ed enti pubblici.

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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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