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Aprire un’Attività di Smaltimento Rifiuti Elettronici

Un'attività dall'elevato potenziale, redditizia per l'economia e l'ambiente

7 minuti

  

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Il settore del riciclo dei rifiuti tecnologici è in forte espansione e rappresenta oggi un'opportunità altamente redditizia. Scopri in questa guida completa come aprire un'attività di smaltimento di rifiuti elettronici di successo e cosa ti serve, partendo da zero.
 

aprire smaltimento rifiuti tecnologici

 

Perché Conviene:
 

Le innovazioni tecnologiche offrono nuove opportunità lavorative. Non solo il web e le nuove tecnologie stanno mutando le modalità di lavoro e le mansioni stesse, creandone anche di nuove, ma offrono anche un’interessante opportunità in un settore sempre più attuale quale quello dello smaltimento dei rifiuti.

Se infatti la raccolta e lo smaltimento di rifiuti tradizionali è un business redditizio e dalle ottime prospettive, in quanto risponde ad una reale e sempre più sentita esigenza del mercato, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti elettronici è un settore dalle potenzialità ancora più elevate.

Oltre alla crescente sensibilità ambientale della popolazione, sempre più aziende e pubbliche amministrazioni adottano politiche di sostenibilità, generando una domanda strutturale e costante di servizi legati al riciclo. Questa evoluzione rende l’avvio di un’attività di smaltimento di rifiuti elettronici una scelta lungimirante, in grado di coniugare profitti e impatto sociale positivo.

Inoltre, i margini di guadagno risultano elevati soprattutto quando si integrano le fasi di recupero e vendita di materiali nobili come oro, rame e terre rare, contenuti nei dispositivi. Si tratta dunque di un settore che consente di diversificare l’offerta e creare valore aggiunto in ottica green.

 

Il Settore e le Tendenze:
 

Il settore dello smaltimento dei rifiuti elettronici presenta ad oggi una concorrenza bassa ed un domanda di questi servizi in costante crescita. Televisori, tastiere, schermi, telefoni e smartphone, tablet e e-reader sono solo alcuni dei sistemi tecnologici ad oggi usati quotidianamente e che dopo pochi mesi, al massimo qualche anno, diventano obsoleti e vengono gettati via, rimpiazzati da modelli più performanti e nuovi.

Questo costante rinnovo nel settore tecnologico sta creando un’esigenza sempre più sentita di raccogliere, smaltire e riutilizzare le componenti dei moltissimi rifiuti elettronici prodotti ogni giorno.

Investire in questo settore aprendo un’attività non solo di raccolta e smaltimento ma anche di recupero delle componenti elettroniche e degli altri materiale (come il metallo ed il vetro) contenute negli apparecchi elettronici diventa non solo un’idea di business altamente redditizia ma anche un’attività che si pone come mission principali la sostenibilità ambientale ed economica e la valorizzazione dell’economia circolare.

Uno degli esempi di maggiore successo, grazie alla creatività ed all’innovazione portati avanti dagli ideatori del progetto, lo costituisce un’azienda italiana che da sola, in poco più di un decennio, è riuscita a recuperare da vecchi schermi di televisori e computer oltre 2.500 tonnellate di vetro ridandogli vita e trasformandole in circa mezzo milione di metri quadrati di piastrelle in ceramica.

Secondo il Global E-waste Monitor 2024, nel mondo sono stati generati oltre 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, ma solo il 22% è stato riciclato correttamente.

L’Europa, pur essendo tra le regioni più virtuose, produce in media 17 kg di e-waste pro capite. In Italia, il tasso di raccolta supera il 40%, ma resta ancora ampio il margine di miglioramento. Il trend mostra un incremento costante sia nella produzione che nella consapevolezza ambientale, con una crescente richiesta di impianti specializzati.

Le innovazioni nella robotica e nell’intelligenza artificiale stanno rivoluzionando le fasi di selezione e trattamento, rendendo il settore sempre più efficiente.

 

Quanto Costa:
 

Aprire un’attività di smaltimento di rifiuti elettronici non è semplice e presenta diverse barriere all’ingresso. La prima grande barriera è il budget necessario all’avvio.

Aprire un’attività di questo genere richiede infatti un investimento ingente che si attesta su 500.000 euro minimi.

In base alle dimensioni dell’attività e degli spazi dedicati alla raccolta, allo smaltimento ed all’eventuale recupero e trasformazione delle componenti elettroniche, l’investimento iniziale necessario per far fronte agli oneri burocratici, al rispetto delle normative, alle dotazioni di attrezzature specifiche, hardware e software ed al personale, nonché ai costi inerenti lo spazio stesso, potrebbe arrivare a superare il milione di euro.

Considerando tuttavia l’oggetto dell’attività ed il suo carattere fortemente ecologico, non è inusuale la possibilità di trovare numerose agevolazioni offerte dall’Unione Europea, sempre attenta a promuovere attività che hanno per oggetto sostenibilità, innovazione, ricerca e riciclo, o da Enti e Regioni.

Prima di aprire un’attività di smaltimento di rifiuti elettronici, anche se si possiede il budget necessario all’avvio, è bene informarsi presso gli sportelli preposti del proprio Comune e presso la Camera di Commercio per conoscere tutti i bandi, le agevolazioni e le possibilità di finanziamento offerte dalle varie istituzioni governative o private alle attività con imprenditori giovani o con mission ecologiche.
 

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Requisiti, Normative ed Iter Burocratico:
 

Prima di aprire un’attività di raccolta e smaltimento di rifiuti elettronici bisognerà seguire l’iter burocratico usuale per tutte le attività imprenditoriali quale:

  • Apertura Partita Iva
  • Iscrizione al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio
  • Comunicazione di Inizio Attività
  • Apertura posizioni INPS ed INAIL per il personale
     

Trattandosi di un’attività delicata, aprire un centro di smaltimento di rifiuti elettronici richiederà ulteriori adempimenti quali:

  • effettuare domanda specifica presso il settore Ambiente e Rifiuti della propria provincia ottenendo il necessario permesso
  • richiedere l’accreditamento presso il centro RAEE
     

La complessità aggiuntiva dell’iter burocratico e delle normative da rispettare deriva dalla potenziale pericolosità e nocività dei materiali raccolti, smistati e trattati. Se non adeguatamente lavorati, infatti, le componenti facenti parte degli apparecchi elettronici potrebbero essere dannose per persone ed ambiente.

Proprio per questa ragione non solo vengono richiesti particolari permessi ed il rispetto di stringenti normative per il riciclo e lo stoccaggio delle componenti elettroniche ma anche il loro trasporto deve essere trattato quale trasporto di rifiuti speciali e necessita per questo di ulteriori documentazioni e permessi.

Si consiglia la consulenza di un commercialista per tutti gli adempimenti, in modo da non commettere errori e rispettare tutti i requisiti e le normative richieste caso per caso.

 

Cosa Serve:
 

Per avviare un’attività si smaltimento e riciclo di rifiuti elettronici sarà innanzitutto individuare uno spazio idoneo che risponda ai requisiti di spazio ed a quelli imposti dalle normative locali e generali. Saranno poi necessarie attrezzature ed ambienti per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, lo smaltimento, il riciclo dei rifiuti elettronici oltre che per il recupero e l’eventuale successiva trasformazione dei materiali e delle componenti.

I macchinari necessari sono molto specifici ma è comunque spesso possibile trovarli sul mercato dell’usato per ridurre gli investimenti iniziali.

Data la dimensione e la tipologia di attività sarà inoltre sicuramente necessario assumere più collaboratori sia per la raccolta che per la lavorazione dei rifiuti tecnologici.

Parte focale dell’attività sarà quella di studiare il mercato ed individuare sia i fornitori di rifiuti tecnologici ed elettroniciche i potenziali acquirenti ed utilizzatori dei materiali recuperati. È bene innanzitutto rivolgersi ad Enti e Comune ed alle aziende pubbliche, dopodiché alle aziende private di dimensioni grandi, medie e piccole operative in settori affini o utilizzatrici di apparecchiature tecnologiche o dei materiali recuperati.

Spesso dai rifiuti tecnologici ed elettronici è possibile recuperare componenti e materie prime quali metalli, plastiche e vetro che hanno un elevato valore anche sul mercato dell’usato.

   

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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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