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giovedì 24 maggio 2018

Un'attività dall'elevato potenziale, redditizia per l'economia e l'ambiente. 

Aprire un’Attività di Smaltimento Rifiuti Elettronici

Leggi anche: Come aprire un'attività di raccolta e smaltimento rifiuti

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Le innovazioni tecnologiche offrono nuove opportunità lavorative. Non solo il web e le nuove tecnologie stanno mutando le modalità di lavoro e le mansioni stesse, creandone anche di nuove, ma offrono anche un’interessante opportunità in un settore sempre più attuale quale quello dello smaltimento dei rifiuti.

Se infatti la raccolta e lo smaltimento di rifiuti tradizionali è un business redditizio e dalle ottime prospettive, in quanto risponde ad una reale e sempre più sentita esigenza del mercato, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti elettronici è un settore dalle potenzialità ancora più elevate.

aprire smaltimento rifiuti tecnologici

 

Il Settore e Perché Conviene

Il settore dello smaltimento dei rifiuti elettronici presenta ad oggi una concorrenza bassa ed un domanda di questi servizi in costante crescita. Televisori, tastiere, schermi, telefoni e smartphone, tablet e e-reader sono solo alcuni dei sistemi tecnologici ad oggi usati quotidianamente e che dopo pochi mesi, al massimo qualche anno, diventano obsoleti e vengono gettati via, rimpiazzati da modelli più performanti e nuovi.

Questo costante rinnovo nel settore tecnologico sta creando un’esigenza sempre più sentita di raccogliere, smaltire e riutilizzare le componenti dei moltissimi rifiuti elettronici prodotti ogni giorno.

Investire in questo settore  aprendo un’attività non solo di raccolta e smaltimento ma anche di recupero delle componenti elettroniche e degli altri materiale (come il metallo ed il vetro) contenute negli apparecchi elettronici diventa non solo un’idea di business altamente redditizia ma anche un’attività che si pone come mission principali la sostenibilità ambientale ed economica e la valorizzazione dell’economia circolare.

Uno degli esempi di maggiore successo, grazie alla creatività ed all’innovazione portati avanti dagli ideatori del progetto, lo costituisce un’azienda italiana che da sola, in poco più di un decennio, è riuscita a recuperare da vecchi schermi di televisori e computer oltre 2.500 tonnellate di vetro ridandogli vita e trasformandole in circa mezzo milione di metri quadrati di piastrelle in ceramica.

 

Quanto Costa

Aprire un’attività di smaltimento di rifiuti elettronici non è semplice e presenta diverse barriere all’ingresso. La prima grande barriera è il budget necessario all’avvio.

Aprire un’attività di questo genere richiede infatti un investimento ingente che si attesta su 500.000 euro minimi.

In base alle dimensioni dell’attività e degli spazi dedicati alla raccolta, allo smaltimento ed all’eventuale recupero e trasformazione delle componenti elettroniche, l’investimento iniziale necessario per far fronte agli oneri burocratici, al rispetto delle normative, alle dotazioni di attrezzature specifiche, hardware e software ed al personale, nonché ai costi inerenti lo spazio stesso, potrebbe arrivare a superare il milione di euro.

Considerando tuttavia l’oggetto dell’attività ed il suo carattere fortemente ecologico, non è inusuale la possibilità di trovare numerose agevolazioni offerte dall’Unione Europea, sempre attenta a promuovere attività che hanno per oggetto sostenibilità, innovazione, ricerca e riciclo, o da Enti e Regioni.

Prima di aprire un’attività di smaltimento di rifiuti elettronici, anche se si possiede il budget necessario all’avvio, è bene informarsi presso gli sportelli preposti del proprio Comune e presso la Camera di Commercio per conoscere tutti i bandi, le agevolazioni e le possibilità di finanziamento offerte dalle varie istituzioni governative o private alle attività con imprenditori giovani o con mission ecologiche.

 

Requisiti, Normative ed Iter Burocratico

Prima di aprire un’attività di raccolta e smaltimento di rifiuti elettronici bisognerà seguire l’iter burocratico usuale per tutte le attività imprenditoriali quale:

  • Apertura Partita Iva
  • Iscrizione al Registro delle Imprese
  • Comunicazione di Inizio Attività
  • Apertura posizioni INPS ed INAIL per il personale

Trattandosi di un’attività delicata, aprire un centro di smaltimento di rifiuti elettronici richiederà ulteriori adempimenti quali:

  • effettuare domanda specifica presso il settore Ambiente e Rifiuti della propria provincia ottenendo il necessario permesso
  • richiedere l’accreditamento presso il centro RAEE

La complessità aggiuntiva dell’iter burocratico e delle normative da rispettare deriva dalla potenziale pericolosità e nocività dei materiali raccolti, smistati e trattati. Se non adeguatamente lavorati, infatti, le componenti facenti parte degli apparecchi elettronici potrebbero essere dannose per persone ed ambiente.

Proprio per questa ragione non solo vengono richiesti particolari permessi ed il rispetto di stringenti normative per il riciclo e lo stoccaggio delle componenti elettroniche ma anche il loro trasporto deve essere trattato quale trasporto di rifiuti speciali e necessita per questo di ulteriori documentazioni e permessi.

 

Cosa Serve

Per avviare un’attività si smaltimento e riciclo di rifiuti elettronici sarà innanzitutto individuare uno spazio idoneo che risponda ai requisiti di spazio ed a quelli imposti dalle normative locali e generali. Saranno poi necessarie attrezzature ed ambienti per la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio, lo smaltimento, il riciclo dei rifiuti elettronici oltre che per il recupero e l’eventuale successiva trasformazione dei materiali e delle componenti.

I macchinari necessari sono molto specifici ma è comunque spesso possibile trovarli sul mercato dell’usato per ridurre gli investimenti iniziali.

Data la dimensione e la tipologia di attività sarà inoltre sicuramente necessario assumere più collaboratori sia per la raccolta che per la lavorazione dei rifiuti tecnologici.

Parte focale dell’attività sarà quella di studiare il mercato ed individuare sia i fornitori di rifiuti tecnologici ed elettronici che i potenziali acquirenti ed utilizzatori dei materiali recuperati. È bene innanzitutto rivolgersi ad Enti e Comune ed alle aziende pubbliche, dopodiché alle aziende private di dimensioni grandi, medie e piccole operative in settori affini o utilizzatrici di apparecchiature tecnologiche o dei materiali recuperati.

Spesso dai rifiuti tecnologici ed elettronici è possibile recuperare componenti e materie prime quali metalli, plastiche e vetro che hanno un elevato valore anche sul mercato dell’usato.

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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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