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Come aprire un negozio di prodotti biologici ed equosolidali

Molte soddisfazioni, non solo economiche.

4 minuti

In un momento di generale difficoltà economica, le abitudini dei consumatori registrano cambiamenti che a prima vista possono sembrare incomprensibili, ma che denotano, a fronte di una minore disponibilità di risorse, una crescente attenzione alla qualità e all’etica sottesa alla produzione. Ecco perché, in questi ultimi anni stanno fiorendo tutti quei negozi che vendono prodotti biologici e equosolidali.

I primi, caratterizzati dall’assenza di pesticidi e originati dal rispetto del naturale ciclo produttivo; i secondi in grado di garantire un equo compenso ai produttori, spesso provenienti da aree del mondo svantaggiate, i cui lavoratori sono sfruttati e sottopagati.
Insomma, gli italiani si riscoprono più buoni, generosi e attenti, non solo alla propria salute, ma alle esigenze della natura e dei propri simili.

 

Cosa serve per aprire un negozio di prodotti biologici ed equosolidali

Un negozio di prodotti biologici ed equosolidali è, tecnicamente, simile ad ogni altra attività di vendita: servirà quindi un locale, arredato con una scaffalatura, dei banconi, eventualmente un banco frigo.
A fare la differenza è il prodotto, che per la sua natura non sarà presente in enormi quantità e quindi permette di contenere le dimensioni e di svincolarsi, almeno in parte da quello che è l’arredamento tipico di un normale supermarket. Via libera quindi all’inventiva personale.
Molto più specifica diventa invece la ricerca dei fornitori: che non potranno essere scelti solo sulla base della convenienza, ma dovranno assicurare la rispondenza dei prodotti a canoni etici, biologici e solidali, mediante apposita certificazione.

Il luogo in cui si decide di aprire deve essere facilmente raggiungibile, ovviamente meglio se dotato di parcheggi nelle vicinanze, ma non rileva in modo molto incisivo il posizionamento all’interno di grandi città o vicino a luoghi di passaggio. Chi decide di rivolgersi a questo mercato lo fa sulla spinta di una forte convinzione e sarà disposto a venirvi a cercare.
Fondamentale diventa quindi la fidelizzazione dei clienti, motore del passaparola: promozioni, ambiente cordiale e simpatico, disponibilità verso le esigenze dei singoli e soprattutto qualità dei prodotti dovranno essere la parola d’ordine.

 

Requisiti e iter per aprire un negozio di prodotti biologici ed equosolidali

Per aprire un negozio di prodotti biologici e equosolidali è necessario:

  • essere maggiorenni
  • aver assolto l’obbligo scolastico
  • (eventualmente) avere una precedente esperienza professionale nel settore alimentare di almeno due anni sugli ultimi cinque o aver seguito un apposito corso professionalizzante presso le Camere di Commercio o l’ASCOM, al termine del quale è bisogna sostenere un esame abilitante.
  • aprire P.IVA
  • procedere all’iscrizione presso il Registro delle Imprese
  • (eventualmente) richiedere all’Ufficio Igiene del Comune competente la licenza necessaria alla vendita di prodotti alimentari ed attendere il parere positivo dell’ASL, rilasciato dopo la verifica del rispetto delle norme igienico-sanitarie
  • presentare al Comune competente una denuncia di inizio attività (se il locale prescelto è di dimensioni superiori ai 250 mq si renderà necessario aprire altresì una pratica presso l’Ufficio Urbanistico del Comune e sottoporsi alle verifiche tecniche relative)
  • chiedere al Comune l’autorizzazione all’esposizione dell’insegna

 

Quanto costa aprire un negozio di prodotti biologici ed equosolidali

Per un piccolo negozio destinato ad una clientela di nicchia, possono servire dai 30.000 ai 50.000 €, a seconda delle dimensioni, dell’arredamento e del tipo di allestimento.
Tra le spese ineliminabili vi sono: utenze, dotazione tecnologica di base (computer e relativo software gestionale, allaccio internet, telefono, registratore di cassa) e rifornimento di prodotti. Bisogna infatti considerare che il costo del biologico e dell’equo solidale è di norma superiore rispetto alla grande distribuzione.
Non graveranno sul budget, almeno di non optare per un locale di dimensioni importanti, le spese per il personale. Le caratteristiche dell’attività in parola sono tali per cui esse si prestano, almeno inizialmente, ad una conduzione individuale o familiare.


Franchising

Il mondo bio e equosolidale non sfugge alle regole d’impresa che valgono per tutti gli esercizi commerciali: difficoltà, costi, rischio di chiusure repentine sono sempre in agguato, specie in un settore così specifico.

Per non partire impreparati e avere tutto il supporto necessario, si può scegliere tra le molte opportunità di franchising, affiliandosi ad un gruppo già strutturato.
L’investimento iniziale richiesto varia molto, dai 12.000 ai 40.000 €, considerando che è possibile aprire non solo un negozio di alimentari, ma concentrarsi sull’oggettistica, sempre perseguendo i fini etici propostisi.

In alcuni casi è possibile modulare l’investimento e scegliere di aprire un ConceptStore, una rivendita o limitarsi ad un Corner in collaborazione con altri commercianti,
In ogni caso vengono garantiti, oltre all’assistenza burocratica e manageriale, un supporto continuativo che accompagnerà il nuovo imprenditore dalla scelta del locale fino alla sua concreta gestione, potendo contare anche su promozioni e campagne pubblicitarie gestite dalla casa madre e su una filiera di fornitori certificati, alla quale accedere in via semplificata grazie agli accordi del gruppo.

Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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