Aprire una start up innovativa
Requisiti, procedure, adempimenti e opportunità di finanziamento.
Il termine “startup” è ormai entrato nel linguaggio corrente e richiama alla mente l’idea dell’impresa giovane e vincente, sganciata dalle logiche classiche per proiettarsi in un futuro ricco di soddisfazioni e successi. Tutte le attenzioni del mondo economico sono rivolte a queste imprese e si moltiplicano le occasioni per ottenere finanziamenti e sovvenzioni pubbliche o private.
Ma cosa è davvero una startup innovativa, come si può avviarla e quali sono gli incentivi previsti?

Cosa significa startup
Il termine “startup”, in realtà, indica semplicemente la fase di avvio di una impresa, ovvero quel momento iniziale durante il quale si lavora per dare concretezza all’idea imprenditoriale alla base del progetto, mettendo in atto i processi organizzativi necessari. Rappresenta il momento embrionale di quella che sarà, se tutto procede, la futura impresa.
Inizialmente si identificavano con tale termine le aziende più strettamente legate a quei settori percepiti, dal mondo economico, ma anche dal comune sentire, come più immediatamente forieri di importanti cambiamenti ed evoluzioni, quali internet, le cosiddette nuove tecnologie o l’informazione.
Oggi, in economia, si utilizza più propriamente per individuare quei soggetti economici che sono agli inizi, al primo banco di prova con la realtà del mercato, un po’ come avviene per le matricole nel linguaggio di Borsa.
Requisiti per avviare una startup
Così definita, una startup può in effetti essere qualunque impresa durante il suo primo anno di esistenza.
La legge, però, intervenuta recentemente per favorire un nuovo sviluppo del Paese e quindi per promuovere la nascita di nuove realtà imprenditoriali, ha individuato chiaramente i requisiti di quella che viene indicata come “startup innovativa” e alla quale spettano, se richiesti, incentivi e agevolazioni.
La normativa di riferimento per l’Italia è contenuta essenzialmente nella L. 221/2012, (legge di conversione del Decreto Legge 18 ottobre 2012 n. 179, recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) la quale richiede che:
- la forma sia quella di una società di capitali di diritto italiano o una società di diritto europeo avente sede principale dei propri affari in Italia;
- l’attività di impresa sia iniziata da meno di 48 mesi;
- nel secondo anno di attività, il valore della produzione annua, così come risultante dall’ultimo bilancio approvato, non superi i 5 milioni di Euro;
- non distribuisca o abbia distribuito utili;
- l’oggetto sociale esclusivo o prevalente sia riconducibile all’ innovazione tecnologica o a prodotti e servizi innovativi e ad alto valore tecnologico;
- la società non sia il risultato di una fusione o scissione o cessione di azienda o ramo di azienda;
- sia rispettato almeno uno tra i seguenti requisiti: A) Spese in ricerca e sviluppo uguali o superiori al 15% del valore maggiore individuato tra il valore e il costo della produzione della startup; B) Dottori di ricerca e ricercatori in numero tale da rappresentare almeno 1/3 della forza lavoro (dipendenti, collaboratori a qualsiasi titolo); C)Titolarità di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione biotecnologica o industriale, ad una nuova varietà vegetale o ad un software originario registrato presso il relativo ufficio pubblico di Registro. Tale brevetto o privativa deve essere inerente all’oggetto sociale e all’attività svolta.
Procedure per avviare una startup
Gli adempimenti richiesti per avviare una startup non sono complessi e oggi possono essere effettuati solo per via telematica, mediante invio dei documenti richiesti al Registro delle Imprese. E’ necessario:
- costituire una società di capitali
- inviare al Comune di competenza una dichiarazione di inizio attività
- richiedere l’iscrizione presso il Registro delle Imprese, nella sezione speciale dedicata alle startup.
Mentre per la costituzione della società è necessario rivolgersi ad uno studio notarile, il resto della burocrazia compete al legale rappresentante della società. E’ comunque consigliabile rivolgersi ad un commercialista.
I Finanziamenti per le startup
Per le startup esistono oggi molti modi di accedere a risorse e finanziamenti. Gli aiuti si dividono principalmente in tre tipologie:
- Privati: sono in grande aumento e rappresentano una risorsa indispensabile specie là dove l’intervento statale sia scarso e non riesca a soddisfare tutte le richieste. Sono molti i bandi disponibili e le borse messe a disposizione da grandi aziende internazionali che, nei settori di loro competenza vogliono sostenere quella che è di solito una realtà imprenditoriale giovanile. La maggior parte di queste opportunità viene comunicata in concomitanza con fiere, concorsi dedicati o si rivolge agli studenti provenienti da Università determinate.
- Dal basso: rientrano tra i finanziamenti privati, ma meritano una menzione a sé, le piattaforme di crowdfunding (letteralmente finanziamento collettivo) che, stravolgendo le tradizionali procedure, permettono di accedere ad un microfinanziamento erogato da singoli cittadini sulla base della credibilità dell’idea imprenditoriale
- Pubblici: previsti a partire dalla L.221/2012 e oggi moltiplicatisi. Sono nazionali o comunitari e vengono assegnati dietro presentazione di una richiesta inviata tramite canali ufficiali. In genere si tratta di contributi a fondo perduto, erogati per coprire almeno parte delle spese di avvio. Il principale strumento di finanziamento oggi previsto è l’Incentivo Smart&Start: il bando, cui si può rispondere mediante istanza online, prevede finanziamenti agevolati e sostegno alle spese sostenute.
Numerose sono inoltre le iniziative degli altri Enti Pubblici, che si propongono in questo modo di agevolare la crescita imprenditoriale locale. Tra gli altri, vale la pena di ricordare ad esempio il bando del Comune di Taranto (che eroga finanziamenti a fondo perduto di 3.000€ a impresa fino ad esaurimento dei fondi) e della Regione Emilia Romagna, che si rivolge in particolare a chi, con la startup, saprà creare nuovi posti di lavoro.
Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it











