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Come diventare guida turistica

Abilitazione nazionale, esame, partita IVA e guadagni nel 2026

7 minuti

Raccontare una città, un museo o un sito archeologico trasformando la passione per l'arte e la storia in una professione: è il sogno di molti giovani e non solo. Dopo la riforma introdotta dalla legge 190 del 2023, però, diventare guida turistica è un percorso più strutturato rispetto al passato, con un'abilitazione nazionale valida su tutto il territorio. In questa guida vediamo cosa serve, quanto costa e quanto si può guadagnare davvero nel 2026.

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Come diventare guida turistica: gruppo di turisti in visita in una città

Che cosa fa davvero una guida turistica

La guida turistica è il professionista che illustra al visitatore il patrimonio artistico, storico, culturale, architettonico e archeologico di un territorio, attraverso visite individuali o di gruppo. Non si limita a recitare date e nomi: seleziona i contenuti, adatta il racconto al pubblico (famiglie, scuole, turisti stranieri, gruppi aziendali) e gestisce i tempi, la logistica e l'imprevisto. Una buona guida è in parte storica dell'arte, in parte narratrice e in parte organizzatrice.

Il lavoro si svolge in gran parte all'aperto, spesso nei fine settimana e nei periodi di alta stagione, e richiede resistenza fisica, ottima voce e capacità di parlare in pubblico. Chi lo sceglie lo fa quasi sempre per vocazione, ma è bene sapere che la parte imprenditoriale, cioè trovare clienti e farsi conoscere, pesa quanto la parte culturale.

Guida turistica e accompagnatore turistico: le differenze

Le due figure vengono spesso confuse. La guida turistica spiega il patrimonio culturale di un luogo specifico, mentre l'accompagnatore turistico segue il gruppo durante un viaggio, occupandosi di spostamenti, alloggi e assistenza, senza necessariamente fare la parte di divulgazione. Esiste poi il lavoro di accompagnamento in ambiente naturale, legato a parchi, sentieri e itinerari all'aperto. Questa distinzione si riflette anche nei codici Ateco in vigore dal 1° aprile 2025: 79.90.01 per i servizi di guida turistica, 79.90.02 per l'accompagnamento in ambiente naturale e 79.90.03 per gli altri servizi di accompagnamento turistico.

L'abilitazione nazionale: come funziona dopo la riforma

Fino a pochi anni fa l'abilitazione dipendeva dalle singole Regioni e Province, con regole e titoli diversi da un territorio all'altro. Con la legge 190 del 13 dicembre 2023 e il relativo regolamento attuativo del Ministero del Turismo è stato introdotto un esame di abilitazione nazionale: chi lo supera viene iscritto all'Elenco Nazionale delle Guide Turistiche e può esercitare in tutta Italia. L'iscrizione comporta anche obblighi di aggiornamento professionale periodico.

Il Ministero ha già bandito più sessioni. Il secondo bando nazionale è stato pubblicato a maggio 2026, con domande da presentare esclusivamente online tramite il portale InPA con SPID, CIE o CNS. Le scadenze cambiano da una sessione all'altra, quindi è fondamentale consultare sempre il bando ufficiale del Ministero del Turismo prima di candidarsi.

Requisiti per partecipare al concorso

Secondo le informazioni diffuse per l'ultimo bando, per candidarsi servono in genere:

  • un diploma di scuola secondaria superiore oppure una laurea (triennale, magistrale o specialistica);
  • la conoscenza di almeno una lingua straniera diversa dall'inglese e competenze informatiche di base;
  • la cittadinanza italiana o di un Paese UE, oppure un permesso di soggiorno valido;
  • il godimento dei diritti civili e politici e i requisiti di condotta;
  • l'idoneità fisica e psicologica all'esercizio della professione.

La quota di partecipazione è stata fissata in 10 euro, una cifra simbolica rispetto ai costi dei vecchi corsi regionali. Non c'è un tetto al numero di candidati, e proprio per questo la selezione si gioca interamente sulla preparazione.

Le prove d'esame: scritto, orale e prova pratica

L'esame si articola in tre prove. La prima è uno scritto a quiz a risposta multipla su storia dell'arte, geografia, archeologia, diritto del turismo e legislazione dei beni culturali. La seconda è un colloquio orale, nel quale viene verificata anche la conoscenza di una lingua straniera, con un livello di riferimento B2. La terza è una prova tecnico-pratica che consiste nella simulazione di una visita guidata. Per essere promossi serve ottenere almeno 25 punti su 40 in ciascuna prova.

Attenzione: il tasso di successo è basso. Nella selezione precedente solo l'1,8% dei candidati ha superato tutte le prove, un dato che dimostra quanto serva uno studio serio e costante. Molti scelgono di prepararsi con manuali specifici, simulazioni di quiz e corsi dedicati, ma è importante diffidare di chi promette scorciatoie: non esiste alcun percorso garantito.

Partita IVA e regime forfettario

Una volta abilitati, la maggior parte delle guide lavora come libero professionista con partita IVA, collaborando con agenzie, cooperative, musei e operatori turistici, oppure vendendo direttamente le proprie visite. Il regime forfettario è spesso la scelta più conveniente per chi inizia: prevede un'imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni di attività, se si rispettano i requisiti di legge, e del 15% dal sesto anno, con un limite di ricavi di 85.000 euro. Il coefficiente di redditività applicato dipende dal codice Ateco scelto, quindi conviene verificarlo con un commercialista.

L'apertura della partita IVA è gratuita se si procede in autonomia con il modello AA9/12, mentre ci sono costi se ci si affida a un intermediario. Quando l'attività diventa continuativa vanno aperte anche le posizioni previdenziali e assicurative corrispondenti. È consigliabile valutare una polizza di responsabilità civile professionale, utile quando si accompagnano gruppi in contesti affollati.

Quanto guadagna una guida turistica

I compensi sono molto variabili. Secondo le stime più diffuse, la media nazionale si aggira intorno ai 130 euro lordi al giorno, con un range che va da circa 70 a 350 euro in base a durata del servizio, prestigio dei luoghi ed esperienza. Il guadagno mensile lordo si colloca spesso tra i 1.000 e i 1.400 euro, mentre per i dipendenti inquadrati con il contratto collettivo del turismo il minimo mensile lordo indicativo parte da circa 1.640-1.710 euro.

Il fattore che pesa di più è la stagionalità: nelle città d'arte i mesi di punta riempiono l'agenda, mentre in inverno il lavoro può calare sensibilmente. Aumentano le entrate i tour privati, le visite in lingue straniere rare, le mance e le collaborazioni con scuole e aziende. Nel tempo, con la reputazione, i compensi tendono a crescere in modo netto.

Come trovare i primi clienti

Chi parte da zero può muoversi su più fronti contemporaneamente. Le piattaforme di esperienze online permettono di mettere in vendita visite guidate senza un investimento iniziale, mentre le agenzie incoming e i tour operator cercano continuamente guide per i gruppi. Anche musei, fondazioni e Comuni offrono collaborazioni stabili, così come gli istituti scolastici per le gite didattiche.

Fondamentale è curare la propria presenza digitale: un sito semplice, un profilo sui social con video brevi delle visite e le recensioni dei clienti soddisfatti fanno la differenza. Molte guide di successo scelgono una specializzazione, ad esempio arte contemporanea, enogastronomia, visite per bambini, itinerari ebraici o archeologia sotterranea, per distinguersi dalla concorrenza.

Competenze che fanno la differenza

Oltre alla preparazione culturale, servono competenze trasversali. La conoscenza fluente delle lingue straniere è il primo vantaggio competitivo, soprattutto inglese, francese, tedesco, spagnolo e, sempre più, cinese e russo o arabo per specifici mercati. Contano poi lo storytelling, la capacità di leggere il gruppo e adattare il ritmo, la gestione dei tempi e un buon livello di aggiornamento sulle novità storiche e archeologiche del territorio.

Non va trascurata la dimensione imprenditoriale: stabilire un prezzo, preventivare una visita, gestire la fatturazione e fare marketing sono attività quotidiane. Per questo molte guide, dopo qualche anno, ampliano l'offerta con eventi culturali, esperienze enogastronomiche o collaborazioni con strutture ricettive.

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Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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