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Le migliori attività in franchising per il 2027

Settori, numeri e criteri per scegliere la rete giusta

5 minuti

Chi pensa di aprire un'attività nel 2027 si trova davanti a una scelta cruciale: partire da solo oppure appoggiarsi a una rete già collaudata. Il franchising continua a essere una delle strade più scelte da chi vuole ridurre il rischio d'impresa, ma non tutti i settori offrono le stesse prospettive. In questa guida analizziamo i comparti che, sulla base dei dati più recenti, appaiono i più interessanti per chi guarda al prossimo anno.

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Le migliori attività in franchising per il 2027

Il quadro del mercato: i numeri del franchising italiano

Il rapporto presentato da Assofranchising nel 2026, riferito all'anno precedente, fotografa un comparto in buona salute: il giro d'affari ha raggiunto i 39 miliardi di euro (+8% sul 2024), pari a circa l'1,7% del PIL nazionale. I punti vendita sono oltre 62.000, con un lieve calo dell'1% dovuto soprattutto al consolidamento delle reti, mentre gli occupati superano quota 327.000 (+12%), con una media di oltre cinque addetti per punto vendita.

Un dato utile a chi deve scegliere: il 64% delle reti ha meno di 50 punti vendita, mentre le catene medio-grandi, con 200-500 negozi, rappresentano circa il 7% delle insegne ma trainano la crescita. L'investimento iniziale medio indicato dal rapporto si aggira intorno ai 120.000 euro, anche se esistono formule molto più accessibili, e i franchisor stessi segnalano come primo ostacolo allo sviluppo l'accesso al credito.

Grande distribuzione e commercio specializzato

Grande distribuzione, abbigliamento e ristorazione generano insieme circa il 75% del fatturato del franchising italiano. Per l'aspirante imprenditore questo significa mercati maturi, con marchi molto riconoscibili ma anche una concorrenza serrata. Nel 2027 avranno successo soprattutto i formati di prossimità, i minimarket e i negozi specializzati capaci di unire assortimento mirato, servizio e presenza online, mentre il comparto casa è quello che nelle analisi più recenti ha mostrato maggiori difficoltà.

Ristorazione: crescita selettiva, vince chi innova

La ristorazione resta uno dei settori più richiesti, ma le previsioni parlano di una crescita contenuta, nell'ordine di poco più di un punto percentuale per il 2026. Le formule che reggono meglio sono il fast food e lo street food, il take away, la consegna a domicilio e i concept con costi di gestione snelli, come le dark kitchen. Contano sempre di più la riconoscibilità del brand, la qualità della materia prima e la capacità di governare i costi di personale ed energia.

Cura della persona, benessere e salute

I comparti legati alla persona sono tra quelli indicati dal rapporto Assofranchising come i più dinamici: personal care, salute e benessere crescono più della media. Rientrano qui centri estetici, parrucchieri e barberie, fisioterapia, massaggi, parafarmacie e negozi di integratori. Sono attività che beneficiano di una domanda stabile, di una clientela fidelizzata e di una forte attenzione alla qualità della vita, tema che resterà centrale anche nei prossimi anni.

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Animali domestici: un mercato che continua a espandersi

Il pet care è un'altra voce citata tra i segmenti a crescita più rapida. Negozi specializzati, toelettatura, alimentazione di qualità e servizi veterinari di supporto rispondono a un cambiamento culturale: gli animali sono sempre più considerati membri della famiglia e la spesa per il loro benessere è meno sensibile ai cicli economici. Per chi valuta questa strada, è decisivo capire quanto il franchisor sostenga formazione, approvvigionamento e marketing.

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Servizi, auto e manutenzione

Accanto ai settori storici emergono i servizi, che nel 2024 valevano circa 6,7 miliardi di euro di fatturato, e il comparto auto e manutenzione, che il rapporto 2026 colloca tra i più in crescita. Anche la mobilità sostenibile, dalle bici elettriche alla ricarica dei veicoli, è un terreno su cui molte reti stanno investendo. In questi casi, spesso, i costi di avvio sono più contenuti e la formula senza grande negozio permette di partire con un impegno finanziario ridotto.

Come scegliere nel 2027: criteri pratici

Più del settore conta la solidità della rete. Prima di firmare è bene verificare da quanti anni opera il marchio, quanti punti vendita sono attivi e quanti ne sono stati chiusi, quali sono le royalty e i costi di ingresso, quale territorio viene garantito in esclusiva e che tipo di assistenza è prevista. Conviene parlare con alcuni affiliati già operativi, chiedere un piano economico-finanziario realistico e confrontare più proposte.

Un'indicazione che emerge dal rapporto riguarda poi la tecnologia: il 93% degli operatori prevede maggiori investimenti in intelligenza artificiale e digitalizzazione. Per un nuovo affiliato significa poter contare su strumenti di gestione, e-commerce e marketing già integrati dalla casa madre, un vantaggio concreto rispetto a chi parte da zero. Infine, il contesto macroeconomico resta prudente, con stime di crescita contenute per il biennio 2026-2027: meglio dunque evitare l'eccesso di ottimismo e scegliere formule sostenibili anche in scenari meno favorevoli.

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Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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