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Mi apro un Franchising

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L'idea di aprire un negozio vi stuzzica da un po', ma non sapete da che parte cominciare: in quale settore è meglio investire? Come fare per gestire ogni cosa, dalla location agli arredi, dal commercialista alla merce? Quella del franchising può essere un compromesso tra la voglia di diventare imprenditori e il timore non saper fare tutto da soli. E in franchising si possono aprire punti vendita in ogni settore, dall'abbigliamento all'agenzia viaggi, dall'informatica alla ristorazione, non c'è che l'imbarazzo della scelta.


Sono oltre 54mila i negozi in franchising, per un totale di 883 marchi, secondo il Rapporto Assofranchising Italia del 2010 (punti vendita aumentati dell'1,3% rispetto al 2009). I negozi sono concentrati soprattutto nel Nord-Ovest (38,25%), nel Centro (21,18%), nel Nord-Est (21,05%) e infine nel Mezzogiorno e isole (19,52%), per oltre 186.400 occupati (in crescita del 3,3% dal 2009).
Il franchising è un accordo di collaborazione tra un'azienda (franchisor, o affiliante) con una formula commerciale consolidata, e uno o più imprenditori (franchisee, o affiliato) che aderiscono a questa formula con un contratto che può durare tra i 3 e i 6 anni, rinnovabile. L'affiliato trae vantaggio da questa formula perché acquisisce il know-how dal franchisor, cioè tutte le istruzioni, compresa la formazione dei neo imprenditori, per lanciare il punto vendita in fase di start up e anche una guida successiva, e viene dotato di arredo e macchinari per svolgere l'attività. In cambio, l'affiliato deve rispettare le indicazioni della casa madre a partire dall'esposizione del marchio, e pagare alla casa madre un fee d'entrata (cioè un importo da versare all'inizio per usare il marchio della casa madre, che è già noto e ha già credibilità), e le royalties (dal 3 al 10% sul fatturato). «I fee d'ingresso», spiegano da Assofranchising, l'Associazione Italiana del Franchising, «variano a seconda del brand: dai 5000 ai 50.000 euro; le royalties a seconda del tipo di prodotto», ma le insegne nuove possono anche decidere di azzerare tutti i fee e addirittura le royalties.


Ma come si fa, in pratica, ad aprire un franchising? Innanzitutto bisogna decidere il settore merceologico in cui agire, individuando i marchi operanti e considerando che quelli più noti sul mercato e meno giovani hanno fee e royalties più alte. Il passaggio più importante comunque è quello della scelta della location, che deve essere strategica in quanto a visibilità e concorrenza, senza contare ovviamente i costi di affitto e le eventuali opere di restauro. Quindi bisogna contattare l'azienda per capire quanti franchisee di quel brand hanno chiuso o cambiato gestione (il franchisor ha per contratto l'obbligo di dichiararlo) e, una volta deciso di aprire un negozio affiliato, bisogna stilare con l'azienda un business plan, che è la base su cui operare. Il tutto, ovviamente, presuppone l'apertura della partita Iva e l'aver preso contatti con commercialista e avvocato e segue le pratiche burocratiche e il contratto di affiliazione.

L'investimento iniziale è variabile: si va dalle poche centinaia di euro per un'agenzia immobiliare, ai circa 5000 euro per un franchising legato allo spettacolo, all'editoria o ai viaggi, salendo oltre i 120.000 euro per i noti marchi di abbigliamento e ristorazione. Tra royalties e costi, alla fine il guadagno reale corrisponde a una quota che va dal 20 al 30% del fatturato.
«Uno dei settori che ora vanno per la maggiore», racconta Gabriele Fontana, responsabile commerciale di Aprireinfranchising.it, «è quello dei servizi postali, ma anche le yogurterie stanno attecchendo molto. Non è fondamentale essere esperti o aver seguito attività commerciali in precedenza, ma di sicuro è importante una certa propensione imprenditoriale». Secondo un questionario sottoposto nel 2011 a 4230 nuovi franchisee da Aprireinfranchising.it, gli investimenti più frequenti (oltre 3000 risposte) sono quelli che arrivano fino a 20.000 euro, mentre appena in 98 investono oltre 100.000 euro. Gli affiliati hanno nel 36% dei casi 31-40 anni, e da 21 a 30 nel 31% dei casi. Per lo più hanno un diploma superiore, risiedono al Nord e aprono un franchising per cambiare lavoro (39%), perché disoccupati (32%) o per investimento (26%).

 

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FONTE:

Walk on Job
www.walkonjob.it

 

Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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