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giovedì 20 luglio 2017

Tutto ciò che la legge richiede a chi si mette in proprio 

Requisiti per aprire un'attività e i costi delle pratiche

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Quando si decide di avviare un’attività in proprio, l’idea imprenditoriale non basta. Una volta delineati gli obbiettivi e la tipologia di attività bisogna pianificare accuratamente ogni aspetto tramite la redazione di un business plan contenente anche una previsione di tutti i costi necessari sia all’avvio che alla gestione della propria attività.

requisiti avvio attività

Una delle voci di costo, anche se non certamente la più ingente, riguarda l’espletamento delle pratiche burocratiche, gli onorari e le consulenze professionali nonché il costo di eventuali corsi, attestati e licenze.

Prima di avviare un’attività è necessario assicurarsi di essere in possesso di tutti i requisiti personali e professionali richiesti dalla legge ed informarsi in merito all’iter burocratico da seguire ed alle normative vigenti nella propria regione per poter dar vita alla propria impresa.

Fortunatamente, avviare un’attività presenta oggi un iter molto più semplificato rispetto al passato e, a meno di attività particolari o di metrature ingenti dei locali, non sarà necessario ottenere alcun permesso o licenza specifica per l’avvio del proprio negozio o della propria attività.

 

Requisiti e iter

Qualunque sia il settore della propria attività e sia che si avvii un negozio fisico o uno online, sia che si avvii un’attività in proprio o in franchising, l’imprenditore dovrà necessariamente:

  • Aprire una partita iva
  • Iscriversi al registro delle imprese presso la camera di commercio
  • Dare comunicazione di inizio attività al comune (almeno 30 giorni prima dell’avvio)
  • Aprire le posizioni inps ed inail

Infine, si dovrà dare comunicazione dell’avvio anche a tutti gli enti. Questo adempimento può essere espletato tramite la Comunicazione Unica alla camera di commercio che provvederà a dare comunicazione anche a tutti gli altri enti.
Se si possiede un negozio fisico, sarà inoltre necessario assicurarsi che esso rispetti le norme vigenti in materia di igiene, sicurezza e che rispetti le norme urbanistiche. In alcuni casi sarà necessario anche l’ottenimento di un nulla osta da parte dell’Asl.

Se la metratura del locale supera certi limiti inoltre potrebbe essere richiesta un’autorizzazione emessa dai vigili del fuoco.

Per alcune tipologie di attività come i negozi alimentari, i bar o i ristoranti, viene anche chiesto all’imprenditore ed agli addetti di essere in possesso di ulteriori requisiti inerenti la manipolazione e la conservazione dei cibi e delle bevande e l’abilitazione alla loro somministrazione.

Suddetti requisiti vengono soddisfati mediante la frequentazione con esito positivo del corso HACCP e del corso SAB (a meno che non si sia in possesso di titolo abilitante equivalente).

Per quel che riguarda i requisiti personali invece, all’imprenditore viene chiesto che egli NON:

  • sia stato dichiarato fallito
  • abbia riportato condanne penali, detentive, per delitti contro la pubblica amministrazione, l’economia, l’industria ed il commercio
  • non abbia riportato due o più condanne nei cinque anni precedenti all’avvio dell’attività
  • non sia sottoposto a sorveglianza speciale, divieto o obbligo di soggiorno
  • non sia stato dichiarato “delinquente abituale o professionale”

Per alcune tipologie di attività, inoltre, vige la competenza regionale per cui è sempre bene informarsi presso gli appositi uffici e farsi consigliare da un commercialista o da professionisti per l’espletamento di tutte le pratiche ed il rispetto dei requisiti.

 

I costi delle pratiche

Le pratiche di avvio di un’attività non hanno costi proibitivi, ma saranno comunque necessari non meno di 500 €, non comprensivi degli eventuali onorari o delle consulenze professionali, né delle licenze o dei corsi abilitanti obbligatori, né dei versamenti dovuti ad esempio all’inps.

Molto del costo complessivo per le pratiche di avvio di un’attività dipende dalla forma societaria che si sceglie. È sempre bene quindi farsi consigliare da un commercialista sulla forma societaria più adatta alle vostre esigenze e più economica.

Facciamo una stima indicativa di quelli che potrebbero essere i costi complessivi per le pratiche burocratiche quando si avvia un’attività.

  • Per le iscrizioni ed i versamenti inps ed inail, per l’apertura della partita iva e per la frequentazione dei corsi obbligatori si può arrivare tranquillamente a spendere anche 1.500 €.
  • Per la tenuta della contabilità e gli altri adempimenti burocratici saranno necessari altri 1.200 €.
  • Per le consulenze professionali e gli onorari (commercialista, notaio, ecc.) e per le altre spese amministrative e burocratiche iniziali sarà necessario investire altri 2.000 €.

Per le pratiche e gli adempimenti per avviare un’attività saranno, così come sopra stimati, necessari circa 4.700 €.

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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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