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giovedì 12 marzo 2015

Trasformare la propria passione in un'originale attività imprenditoriale 

Come aprire un home restaurant

L’idea di trasformare il proprio soggiorno in un ristorante nasce probabilmente un po’ per rispondere alle esigenze delle persone in tempo di crisi, un po’ sulla scia di quella tendenza a vivere “social” che ha portato in auge negli ultimi anni i B&b, un tempo riservati ai giovani spiantati ed oggi amati dai turisti di tutte le estrazioni.

La verità è che l’home restaurant è un modo per assaporare tutta la genuinità della cucina locale e godere delle attenzioni di un padrone di casa, è una piacevole alternativa alla classica cena fuori e promette non solo di deliziare il palato, ma di lasciare un piacevole ricordo.

Insomma, aprire un home restaurant è l’idea del momento: approfittarne è semplice ed è un’ottima opportunità per chi vuole sfruttare le sue abilità culinarie per una piccola attività.

aprire un home restaurant a casa propria

 

Cosa serve per aprire un home restaurant

Cosa serve per iniziare questa avventura? Praticamente nulla. Proprio così, la logica dietro l’home restaurant è quella della condivisione, quindi il locale nel quale si svolgeranno le cene, altro non è che la vostra casa.

Certo questo impone, a rigor di logica, un ambiente di dimensioni sufficienti, ma molto dipende dal tipo di ospiti ai quali puntate: se lo spazio a disposizione è limitato potete puntare su una clientela d’élite, come già avviene in alcuni eleganti loft milanesi e concentrarvi sulla ricercatezza dei piatti; se preferite un approccio più casual, potrete puntare su pasti più conviviali, con pietanze meno elaborate, ma accogliere un numero più nutrito di ospiti. In entrambi i casi con le giuste accortezze la lista d’attesa si riempirà in breve.

La conoscenza degli alimenti e della loro preparazione corretta è chiaramente essenziale, ma nessuno impone la presenza di un vero chef. La cosa importante è puntare su ricette già testate, sui vostri cavalli di battaglia, specie all’inizio.


Requisiti e iter per aprire un home restaurant

L’unico requisito richiesto è quel minimo di passione ed abilità culinaria che vi permetterà di affascinare e soddisfare i vostri commensali. Poi, va da se, è necessario essere portati per il rapporto con le persone: tenete sempre presente che aprire un home restaurant significa far entrare in casa propria perfetti sconosciuti con i quali dovrete anche cenare ed intraprendere piacevoli conversazioni.

Dal punto di vista burocratico non c’è nulla di più semplice che aprire un home restaurant: non servono licenze, dichiarazioni, autorizzazioni.
L’attività è infatti inquadrata nell’ambito delle prestazioni occasionali. Nel caso in cui i vostri guadagni superino i 5.000 € lordi all’anno, dovrete aprire P.IVA.

 

Quanto costa aprire un home restaurant

Se già avete una casa spaziosa e siete dei cuochi provetti, probabilmente avete già tutto ciò che vi serve, ovvero una cucina attrezzata e gli strumenti del mestiere. Qualche piccola spesa può essere necessaria per rendere l’ambiente più piacevole (stoviglie, accessori, soprammobili, tavoli e sedie), ma anche volendo esagerare ve la potete cavare, per un luogo alla mano, con una spesa di circa 200 €.

Occhio alla lista della spesa. Sull’acquisto delle materie prime è preferibile non risparmiare eccessivamente, pena la cattiva riuscita della serata, ma cercar di stupire con ricette dagli ingredienti introvabili può farvi sforare rapidamente il budget.

Se a preoccuparvi sono i vini, difficili da scegliere e costosi da acquistare, sappiate che anche negli home restaurant più ricercati si sta facendo strada il bringyourown (Byo), ovvero la tendenza a non comprenderli nel menù: saranno i commensali a portare le bevande.

 

La community

Un’attività come quella dell’home restaurant si regge sul passaparola, per cui la promozione mediante social, blog e siti dedicati è fondamentale. A tale proposito, il portale Airbnb, già usato in ben 192 Paesi per affittare o subaffittare la propria casa a chi è in viaggio, aprirà a breve una sezione dedicata agli home restaurant, ma sono già molti i canali da sfruttare almeno sulla dimensione locale.

Ceneromane, ad esempio, è una piattaforma che già da anni gestisce non solo la pubblicità degli home restaurant romani ma, grazie alla collaborazione con un grande Istituto di Credito, si occupa direttamente delle transazioni economiche.

In Abruzzo c’è invece New Gusto, che punta a diffondere le cene casalinghe tra i turisti, per garantire un’esperienza culturale a tutto tondo.
Su scala nazionale ha molto successo Peoplecooks che, con un target di riferimento individuato in fuorisede, studenti o comunque persone con una limitata disponibilità, raccoglie tutte le proposte più economiche, con pasti che non superano mai i 6€ a persona.

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Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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