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mercoledì 04 settembre 2019

Tra spezie e profumi.. Come specializzarsi in una delle cucine più ricche del Mondo 

Aprire un Ristorante Indiano

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La cucina indiana è una delle più grandi, e variegate, del Mondo. Anche in Italia, se pur con qualche diffidenza verso i sapori originali più forti, la cucina indiana è apprezzata e diffusa in tute le principali, medie e grandi, città.

A differenza delle cucine fusion, cinese, giapponese, che presentano sapori fortemente occidentalizzati e più fini e leggeri, dunque inclini all’apprezzamento dei palati italiani, quella indiana è una cucina ricca e forte, con moltissime spezie e condimenti e sapori davvero intensi, tanto che perfino gli amatori della cucina indiana faticano ad apprezzarne a pieno il sapore in quanto esso risulta “anestetizzante” ed “ustionante” per i palati italiani, più delicati.

Per gli appassionati di cucina etnica, aprire un ristorante indiano potrebbe essere una scelta di successo, a patto tuttavia di saper offrire il giusto mix di prodotti e sapori, adattandoli ad un target di clientela prevalentemente europea ed italiana.

Vediamo insieme in questa guida completa come aprire un ristorante indiano, cosa serve per avere successo, l’iter burocratico necessario, i costi nonché le opportunità offerte dal franchising per i neofiti del settore.

aprire un ristorante indiano

 

Cosa serve e come avere successo

Per aprire un ristorante indiano di successo bisogna innanzitutto conoscere la vera cucina indiana. L’ideale sarebbe visitare in prima persona l’India, studiando localmente le ricette e le tradizioni culinarie, o assumere personale indiano che sappia consigliare e mantenere viva la tradizione ed originalità dei piatti, anche quando essi vengano rivisitati e riadattati. La cucina indiana infatti, al pari di quella italiana, ha un forte carattere regionale ed è molto varia, non per nulla quella indiana è una della cucine più grandi del mondo (nonché la più speziata).

A farla da padrone nella cucina indiana sono piatti a base di verdure, riso, carne, legumi, pane tipico e dolci a base di frutta secca, il tutto condito con un’infinita varietà di spezie tradizionali e profumatissime. Le preparazioni, poi, prevedono cotture particolari, lunghe marinature, e non sono tra le più semplici da replicare.

La cucina indiana ha il vantaggio di prestarsi bene all’apertura di un ristorante vegetariano, trend ancora di grande successo, in quanto in India vi sono regioni in cui non si consuma carne e dunque le proposte di ricette vegetali sono ampissime.

La parte cruciale della cucina indiana rimangono tuttavia le spezie. Queste sono dunque anche la chiave necessaria per rendere un ristorante indiano davvero di successo. Ad apprezzare i sapori forti ed originali della cucina indiana non sono molti, forse solamente i nativi del luogo e chi ci ha vissuto abitualmente per un lungo periodo. Dunque, così come per ogni altra cucina esportata all’estero, anche per la cucina indiana è necessario riadattare e reinterpretare i sapori, bilanciando le spezie e la loro quantità (che sarà indubbiamente da ridurre) così da creare piatti equilibrati e dal sapore più delicato, e più adatto agli italiani ed europei.

Inoltre, anche volendo mantenere il più possibile l’originalità dei sapori, va detto che sono molte le spezie e gli ingredienti che sono di difficile reperimento, anche tramite esportatori. Anche per questa ragione, dunque, perfino i cuochi nativi dell’India riadattano spesso la propria proposta culinaria ai palati occidentali.

Per aprire un ristorante indiano di successo, infine, così come per l’apertura di un qualunque altro ristorante etnico e non, sarà necessario effettuare attente analisi di mercato, della concorrenza, del bacino di utenza locale, individuando il proprio target, creando un format accattivante ed originale, bilanciando la proposta del menù secondo i gusti locali, scegliendo una location strategica e visibile e creando delle strategie di prezzi, di comunicazione e di marketing efficaci.

 

I costi e l’investimento

Aprire un ristorante indiano richiederà per la natura dell’attività un budget piuttosto elevato. Ad essere particolarmente elevati sono i costi necessari per allestire un locale di almeno 50/80 mq con arredi e layout tipici che richiamino ambientazioni indiane ed orientali, nonché i costi per rifornire la cucina con attrezzature (anche tipiche come il forno per cucinare il pollo tandoori) e macchinari professionali, oltre a tutti i costi legati al personale, all’adeguamento ed alla ristrutturazione del locale, al marketing ed agli adempimenti burocratici.

Per aprire un ristorante indiano di piccole / medie dimensioni si conta di dover affrontare un investimento iniziale di almeno 80.000 euro. Questo investimento è facilmente, com’è intuibile, soggetto a rialzi a seconda della metratura del locale, degli interventi strutturali necessari, del numero di personale addetto nonché dalle modalità di rifornimento di macchinari, arredi, attrezzature e materie prime di importazione.

 

Iter e requisiti burocratici

Per aprire un ristorante indiano sarà necessario seguire il consueto iter burocratico riservato alle attività ristorative che consiste in:

  • apertura Partita Iva
  • iscrizione al Registro delle Imprese
  • comunicazione certificata di Inizio Attività al Comune
  • ottenimento del permesso per esporre l’insegna esterna
  • regolazione ed apertura delle posizioni INPS ed INAIL
  • pagamento dei diritti SIAE per la diffusione di musica
  • comunicazione all’Agenzia delle Dogane in caso di somministrazione di alcolici
  • ottenimento dell’attestato SAB (in assenza di requisiti di idoneità equivalenti)
  • regolazione del piano HACCP per tutto il personale addetto
  • idoneità sanitaria del locale (con nulla osta Asl)
  • messa a norma di impianti e locali in materia di sicurezza, igiene, agibilità, ecc.
  • accertamento della corretta destinazione del locale
  • Comunicazione Unica alla Camera di Commercio in forma telematica con posta certificata (che permette di adempiere a più iscrizioni e comunicazioni sopra citate in un unico passaggio)

 

Il franchising

Se pur i franchising di ristorazione indiana non siano ad oggi presenti, negli ultimi anni si è assistito ad un incremento dei franchising che puntano su una ristorazione etnica. Dalla ormai nota cucina fusion, giapponese e cinese, ad oggi sono sempre di più i franchising che puntano su tipologie di ristorazione meno diffuse ma sempre più apprezzate come quella libanese, greca, thailandese, coreana, indiana, messicana, africana e brasiliana.

Per chi desiderasse aprire un ristorante indiano in franchising,con il supporto di un’azienda esperta e che ha saputo creare un format dal sicuro successo, consigliamo di tenersi aggiornati in quanto ogni anno, ed anche ogni mese, nascono nuovi franchising ristorativi etnici e la cucina indiana potrebbe essere la prossima nel mirino.

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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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