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mercoledì 11 settembre 2019

La cucina Thai.. un altro trend culinario che arriva dall'Asia. 

Aprire un Ristorante Thailandese


I trend in fatto di ristorazione sono in costante evoluzione. Sempre più spesso si sente parlare di format ristorativi che adottano pietanze appartenenti a culture estere ed esotiche capaci di conquistare anche il palato degli europei ed italiani. Uno di questi è la cucina thailandese.

Aprire un ristorante thailandese potrebbe essere una scommessa vincente per coloro che desiderano mettersi in proprio nel settore ristorativo con un format di tendenza ma ancora con una concorrenza ridotta.

Il cibo etnico è sempre più amato dagli italiani ed a fianco di ristoranti giapponesi, cinesi, greci e spagnoli sempre più spesso si assiste alla nascita di ristoranti di successo incentrati su culture gastronomiche lontane dalle nostre come quella indiana, brasiliana, coreana o perfino thailandese.

In questa guida completa vedremo insieme come aprire un ristorante thailandese di successo, cose serve, i costi e l’iter burocratico.

Leggi anche: Come aprire un ristorante - Guida completa

QUI trovi tutti i migliori Franchising di Ristorazione

aprire un ristorante thailandese

 

Cos’è la cucina thailandese e come aprire un ristorante thailandese di successo

La cucina thailandese è ad oggi una delle più famose al mondo. Se pur in Italia sia meno diffusa, a causa di sapori differenti da quelli a cui si è abituati nell’alimentazione mediterranea, la cucina thailandese è un altro trend culinario di successo che arriva direttamente dall’Asia e che si sta lentamente ritagliando un posto di rilievo anche nelle abitudini di consumo italiane.

Semplificando, possiamo dire che la cucina thailandese mischia i diversi elementi delle tradizioni culinarie del sud-est asiatico, dando enfasi a piatti leggeri ma con forti componenti aromatiche e speziate.

Come in molte altre cucine asiatiche il dettaglio, nelle preparazioni e nelle composizioni, e la varietà degli ingredienti utilizzati sono elementi di grande significato a cui ogni chef thailandese pone particolare attenzione.

Il cibo thailandese è conosciuto inoltre per una peculiarità, ovvero per il suo bilanciamento dei quattro sapori fondamentali che devono essere presenti in ogni piatto, o nel pasto in generale: aspro, dolce, salato e amaro.

Se pur la cucina thailandese sia conosciuta ai meno esperti anche per pietanze davvero bizzarre e street food da incubo come insetti ed aracnidi fritti e grigliati, la cucina thailandese tradizionale, nonché quella amata da chi già ne conosce i sapori, presenta elementi e sapori diversificati e salutari.

La cucina thailandese presenta differenti influenze da parte di altre cucine asiatiche ed è l’unione delle 4 principali cucine tipiche regionali presenti in Thailandia.

Chiunque decida di aprire un ristorante thailandese, va da sé, dovrà conoscere in maniera approfondita la cucina thai e le sue peculiarità, nonché gli ingredienti spesso poco noti nella cultura italiana come frutta esotica, spezie e preparazioni ed accostamenti particolari e tipici.

 

Cosa serve per aprire un ristorante thailandese partendo da zero e l’iter burocratico

Oltre alla conoscenza della cucina thailandese, acquisibile mediante studi e tirocini pratici, o assumendo personale qualificato ancor meglio se nativo della Thailandia, per aprire un ristorante thailandese sarà necessario principalmente preoccuparsi dei seguenti elementi:

  • location: sarà necessario effettuare attente analisi di mercato per individuare una location strategica ove vi sia effettiva domanda ed in cui la cucina thailandese possa avere successo, nonché prediligere posizionamenti visibili, centrali, di facile accesso
  • target: fondamentale sarà l’individuazione del proprio target, non solo per scegliere un locale ben posizionato ma anche per adeguare ad esso menù, ambiente, strategie comunicative e di prezzo
  • marketing: farsi conoscere, come per ogni altra attività ristorativa, ha un ruolo fondamentale. Per aprire un ristorante thai sarà importante studiare le migliori strategie comunicative, invogliando ed attirando anche clientela che ancora non conosce la cucina thailandese
  • personale: oltre alle competenze personali, anche il personale assunto dovrà essere formato, professionale, cordiale e competente, per poter offrire alla clientela un servizio di qualità e fidelizzarla nel tempo
  • fornitori: dalle materie prime di importazione sino agli arredi che ricreino un’ambientazione tipica, passando per le attrezzature ed i macchinari di cucina, trovare i giusti fornitori permetterà di creare il giusto format e contenere i costi di avvio e gestione
  • business plan: la pianificazione sarà di fondamentale importanza quando si decide di aprire un ristorante thailandese, così come lo saranno l’analisi di costi, ricavi, mercato, ecc.

Per aprire un ristorante thailandese sarà necessario espletare l’iter burocratico e gli adempimenti comuni a tutte le attività ristorative, ovvero:

  • apertura partita iva
  • iscrizione al registro delle imprese
  • comunicazione di inizio attività
  • apertura delle posizioni inps ed inail
  • comunicazione unica alla camera di commercio
  • permesso per affiggere l’insegna esterna
  • ottenimento del nulla osta sanitario asl
  • messa a norma di cucina, locale, impianti
  • comunicazione all’agenzia delle dogane per vendita e somministrazione di alcolici
  • ottenimento degli attestati SAB ed HACCP

 

I costi e l’investimento per aprire un ristorante thailandese

Aprire un ristorante thailandese richiede un budget di avvio non indifferente. Questo è dovuto non solo al fatto che generalmente le attività ristorative richiedono investimenti cospicui per l’avvio e la gestione ma anche per la peculiarità della cucina offerta.

Di fatti, oltre ai normali costi di allestimento del locale, delle forniture di arredi, attrezzature, macchinari, e così via, vi saranno anche i costi, spesso elevati, legati all’acquisto delle attrezzature specifiche per cotture particolari e tradizionali o tipiche, il reperimento di arredi caratteristici ed originali, nonché l’acquisto di materie prime che spesso richiedono un contatto diretto con importatori.

Per aprire un ristorante thailandese, anche di dimensioni medie, sarà necessario un investimento minimo di circa 100.000 / 130.000 euro, considerando tutti i costi inerenti locale, allestimento, forniture, personale, costi di gestione, amministrativi, burocratici e di marketing.

 

Franchising di ristorazione etnica, perché sceglierli conviene

Per aprire un ristorante etnico di successo non solo sono necessarie competenze e conoscenze specifiche, oltre che nel mondo della ristorazione, riguardanti la tipologia di cucina che si propone ma è anche necessario saper riadattare sapori e pietanze in base ai gusti della popolazione locale, rendendo ogni piatto apprezzabile da un vasto numero di clientela, il più eterogenea possibile.

Queste difficoltà, unite alla necessità di trovare una location strategica, creare un format originale e distintivo, acquisire e fidelizzare clientela e consolidare una reputazione sul mercato, rendono l’apertura di un ristorante thailandese non sempre facile.

Aprire un ristorante thailandese in franchising risulta particolarmente consigliato in quanto questo permette di utilizzare un format già collaudato e di successo, di acquisire competenze e conoscenze tramite la formazione ed il trasferimento del know-how della casa madre, di usufruire di assistenza, supporto ed affiancamento a 360° partendo dall’analisi della location e passando per la progettazione e l’allestimento, gli adempimenti burocratici, lo studio del menù, e così via.

Se pur ad oggi non ci risulti che in Italia vi siano reti franchising nazionali di cucina thailandese, la ristorazione etnica risulta sempre più diffusa e richiesta. Per questa ragione, aprire un ristorante thailandese sarà sicuramente possibile in futuro anche in franchising, magari affiliandosi a qualche noto brand estero.

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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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