Aprire una piadineria nell'era delle paninoteche gourmet e la ricetta originale
Bastano farina, acqua, sale e strutto per avere successo!
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Le piadinerie sono state un po' le precursori di quella che oggi è la tendenza a personalizzare all'estremo la propria pietanza, vedi le nuove paninerie, toasterie e baguetterie dove il cliente può diventare gourmet e scegliere la propria particolare farcitura scegliendo tra una gamma molto ampia di ingredienti.

Conviene aprire una piadineria?
La risposta è si, viste le 60 milioni di piadine consumate ogni anno in Italia, praticamente 1 a italiano! I motivi per aprire una piadineria sono:
- Investimento contenuto
L’investimento medio per poterne aprire una oscilla trai i 15.000 - 30.000 €.
Questo grazie ad una metratura di massima di 30 mq, con canna fumaria, in zone trafficate anche periferiche, basta che siano vicine a scuole o uffici, le quali vi garantiranno il pieno di clienti.
Ma anche le attrezzature rappresentano una voce di spesa molto contenuta, grazie alle sole:
- Macchina per impastare.
- Piastra per la cottura della piadina.
- Stendi-piadina.
- Frigorifero per le materie prime più delicate.
Con queste 4 semplici attrezzature potrete offrire un prodotto di ottima qualità.
- Alti margini di profitto già ad inizio attività
La qualità delle materie prima risulta una spesa più contenuta rispetto ad altri rami della ristorazione. Inoltre per gestire una piadineria potranno servire al massimo altre due persone, anche part-time, per coprire le ore di punta.
I bassi costi di gestione verranno facilmente coperti dalle continue vendite che caratterizza il settore dello street food, capaci di generare profitti in poco tempo.
Aggiungendo fantasia, creatività alle vostre piadine, e con un forte spirito imprenditoriale, la vostra piadineria sarà sempre piena e si dimostrerà un business senza eguali.
Ma il primo passo da fare è quello di conoscere la ricetta per la vera piadina romagnola. Per questo vi proponiamo la ricetta per una piadina IGP:
Gli ingredienti per una Piadina IGP
Tassello fondamentale nel riconoscimento IGP è stata l’approvazione del Disciplinare che recepisse tutti gli elementi patrimonio della piadina romagnola: caratteri storici, tradizioni, confini geografici, materie prime del prodotto. Quattro gli ingredienti base della piadina romagnola: farina di grano tenero; acqua (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo); sale (pari o inferiore a 25 grammi); grassi (strutto, e/o olio di oliva e/o olio di oliva extravergine fino a 250 grammi).
Il disciplinare contempla anche materie prime opzionali come gli agenti lievitanti (carbonato acido di sodio, difosfato disodico, amido di mais o frumento, fino a 20 grammi), con il divieto assoluto di aggiungere conservanti, aromi e/o altri additivi. Dopo l’impasto e la porzionatura in pani o palline, il passo successivo è la laminatura attraverso matterello manuale oppure laminatrice meccanica. Infine, la cottura su un piano cottura che varia da 200 a 250°C con un massimo di 4 minuti. Per potersi fregiare dell’IGP la piadina deve essere confezionata nelle sole zone di produzione stabilite. Il disciplinare presenta la piadina al consumo in due tipologie: quella con un diametro minore (15-25 cm) ma più spessa (4-8 mm), e alla riminese con un diametro maggiore (23-30 cm) e più sottile (fino a 3 mm).
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Henry Hylton
Staff Aprireinfranchising.it












