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venerdì 31 maggio 2019

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Come Aprire un Ristorante Cinese

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Oramai nelle abitudini alimentari italiane sono consolidate innumerevoli cucine etniche ed esotiche, in particolar modo quella asiatica. L’amore per i sapori orientali ed asiatici, ancor prima della nascita dei locali specializzati in sushi e cucina giapponese, è nato con i ristoranti cinesi. Ad oggi, con attenzione a qualità e tradizione, ed un occhio di riguardo all’inventiva, aprire un ristorante cinese potrebbe essere un buon business imprenditoriale.

Vediamo insieme come fare ad aprire un ristorante cinese, e qualche indispensabile consiglio per avere successo, oltre a scoprire i costi, l’iter burocratico ed i requisiti necessari.

come aprire ristorante cinese

 

I ristoranti cinesi in Italia e come avere successo

Se un tempo i ristoranti cinesi in Italia erano diffusi a macchia d’olio, a partire dai primi anni del 2000 la cucina nipponica ed il sushi hanno lentamente ed inesorabilmente iniziato ad avere la meglio. Ad oggi, tuttavia, in un mercato ristorativo vario ed ampio, in cui oramai i piatti asiatici, da quelli giapponesi sino a quelli thailandesi e cinesi, non sono più una novità, i ristoranti cinesi, di qualità, stanno iniziando a riprendersi un ruolo rilevante.

I ristoranti cinesi ad oggi di maggior successo, inutile dirlo, sono quelli capaci di puntare su differenti aspetti, soddisfacendo quelle che sono ad oggi le richieste del mercato ed andando incontro ai trend ed alle abitudini di consumo degli italiani. Ad essere premiati sono innanzitutto la qualità degli ingredienti ma anche la tipicità ed il rispetto della tradizione delle ricette. Alcuni ristoranti cinesi hanno poi raggiunto il successo, a seconda del mercato di riferimento, anche grazie all’affiancamento ai tradizionali piatti cinesi di abbinamenti e ricette originali e rivisitate, di qualche elemento di cucina fusion, mixando sapori mediterranei ed asiatici, nonché grazie a proposte stagionali, locali ed originali (come ad esempio ravioli artigianali cinesi ripieni, ruotati e rinnovati periodicamente, e cocktail particolare dal sapore orientale, con liquori tipici, the caldo, ecc).

Per aprire un ristorante cinese di successo in Italia è indispensabile conoscere la cultura cinese, la cucina che si andrà a proporre, nonché disporre di tutte quelle doti di cucina, inventiva ed imprenditorialità necessarie a gestire un ristorante redditizio e di successo.

Ad oggi in Italia è raro vedere italiani aprire ristoranti cinesi. Di fatti sono spesso giovani imprenditori di nazionalità oppure di origini cinesi ad aprire ristoranti di cucina cinese in Italia. Le ragioni sono semplici: da un lato per aprire un ristorante cinese di successo è fondamentale padroneggiare la cucina cinese e conoscerne tecniche e sapori, mentre dall’altro la tipologia di pietanze richiede l’utilizzo di materie prime ed ingredienti di difficile reperimento in Italia, o introvabili, e che quindi richiedono i giusti contatti, nonché spesso la conoscenza della lingua cinese, di fornitura per importare direttamente dall’Asia quanto necessario.

Per tutti gli appassionati di cucina orientale che desiderano aprire un ristorante cinese consigliamo dunque, in assenza di spiccate doti personali, di trovare il giusto socio in affari, che completi le proprie mancanze.

 

Cosa serve ed i costi

 

Per aprire un ristorante cinese, oltre alle doti personali di cui parlato in precedenza, serviranno le consuete accortezze necessarie per ogni tipo di attività ristorativa.

L’iter di avvio sarà composto da una fase preliminare di analisi del territorio, individuazione del target, analisi del bacino di utenza locale nonché della concorrenza, seguito da una fase di pianificazione sulla base dei dati raccolti. Sarà di fatti necessario pianificare con minuziosa cura l’attività, sia dal punto di vita organizzativo che economico, delineando il format ed il concept, le strategie di promozione e comunicazione nonché quelle di prezzo, e redigendo un business plan accurato e prudenziale.

Per l’apertura vera a propria del ristorante cinese sarà poi necessario individuare la location strategica in base alla tipologia di servizio che si vorrà aprire (centri commerciali, centri cittadini, zone di interesse commerciale, con presenza di uffici o densamente abitate, ecc). A seconda della tipologia di ristorante cinese che si vorrà aprire (specializzato in ravioli artigianali, di solo asporto, con servizio ai tavoli ed un ampio menù, ecc) sarà necessaria una metratura variabile dai 50 ai 150 mq.

La messa a norma del locale, l’adeguamento e le ristrutturazioni, nonché l’allestimento con arredi che richiamino un’atmosfera orientale e tipica, saranno di fondamentale importanza sia per superare tutti i controlli che per garantire al cliente un ambiente curato, piacevole ed accattivante.

La scelta dei fornitori sarà poi lo step successivo. Indispensabile sarà avere spedizioni puntuali e rapide, a prezzi competitivi, nonché una qualità assoluta e garantita, oltre a prodotti a norma secondo le leggi italiane ed europee. Una buona idea è quella di creare dei gruppi di acquisto con altri ristoranti cinesi o asiatici della città, in modo da riuscire a spuntare migliori condizioni su prezzi e tempi di consegna.

Per aprire un ristorante cinese, a seconda della dimensione, del posizionamento e della tipologia di allestimento necessario, sarà necessario un investimento minimo compreso tra 80.000 e 120.000 euro.

Difficile che l’investimento minimo scenda sotto alle cifre sopraesposte, soprattutto a causa dell’elevato budget necessario ad allestire e mettere a norma il locale, oltre ai costi vivi periodici (affitto, utenze, personale, marketing, rifornimenti, ecc) ed ai costi necessari alla prima fornitura di materie prime, attrezzature ed arredi.

 

Iter e requisiti burocratici

Per aprire un ristorante cinese sarà necessario adempiere al seguente iter burocratico:

  • apertura Partita Iva
  • iscrizione al Registro delle Imprese (Camera di Commercio)
  • comunicazione di inizio attività al Comune
  • apertura posizioni INPS ed INAIL
  • ottenimento permesso per affiggere l’insegna
  • pagamento diritti SIAE per diffondere musica
  • ottenimento nulla osta sanitario Asl
  • ottenimento attestato SAB (in assenza dei requisiti equivalenti)
  • ottenimento attestato HACCP per tutto il personale
  • richiesta all’Agenzia delle Dogane del permesso per vendita e somministrazione di alcolici

 

Franchising

Se pur ad oggi la maggioranza delle reti franchising di cucina asiatica siano specializzate in sushi e cucina nipponica, stanno facendo la loro comparsa anche i primi franchising di cucina cinese, specializzati in ravioli, spaghetti e zuppe, o con format a 360° sulla cucina cinese ed asiatica.

Aprire un ristorante cinese in franchising potrebbe semplificare di molto l’avvio e la gestione, garantendo l’esperienza e la visibilità di un’azienda consolidata, nonché permettendo di acquisire direttamente dalla casa madre tutte le conoscenze e competenze necessarie.

Tutti i migliori ristoranti in franchising li trovi QUI

Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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