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Mettersi in proprio come artigiano

I lavori manuali di una volta sono tutt'altro che superati

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Ad oggi in Italia il settore dell’artigianato è ancora molto redditizio ed ha saputo reinventare sé stesso andando incontro alle esigenze del mercato.

Le mansioni più ricercate dalle imprese italiane sono proprio quelle eseguite dalla figura dell’artigiano in diversi settori. Se si è alla ricerca di un lavoro sicuro si può quindi decidere di puntare sull’artigianato e magari perché no diventare un piccolo imprenditore artigiano lavorando in proprio.

mettersi in proprio come artigiano

Sul nostro territorio risultano infatti sempre richiesti artigiani che svolgano la mansione di panettieri, cuochi, pasticceri ma anche di parrucchieri, sarti, installatori di infissi e serramenti, falegnami, marmisti e molti altri. Specializzarsi in uno degli oltre 60 mestieri riconosciuti come artigiani nel nostro paese significa offrire un servizio di cui c’è richiesta e poter sviluppare un business in proprio davvero interessante e gratificante.

Mettersi in proprio come artigiano significa inoltre poter usufruire delle molte agevolazioni previste in Italia proprio per il settore dell’artigianato per favorire la nascita e la valorizzazione delle imprese artigiane sul territorio oltre a diversi finanziamenti agevolati.


I requisiti

Innanzitutto bisogna sapere che le imprese artigiane sono regolate dalla legge 443/82 Art. 2 che definisce l’imprenditore artigiano colui che esercita personalmente e professionalmente ed in qualità di titolare l’attività artigiana assumendosene piena responsabilità con oneri e rischi previsti.

Viene inoltre riconosciuto artigiano solamente colui che svolge il mestiere come prevalente rispetto ad altre attività lavorative e che partecipa attivamente ed attraverso un lavoro manuale al processo produttivo, manuale o artistico, del bene o servizio.

Per essere riconosciuto come imprenditore artigiano è inoltre importante informarsi in merito ai limiti imposti per legge ed alle normative regionali per il settore artigiano. Ad esempio, un imprenditore artigiano non potrà superare un dato numero limitato di dipendenti e dovrà avere ruolo attivo nello svolgimento dell’attività potendo anche essere aiutato nell’esercizio da membri della sua famiglia.

Per mettersi in proprio come artigiano sarà necessario essere in possesso di tutti i requisiti morali e professionali richiesti dalla legge e dalle normative specifiche del settore in cui si opera.

Un imprenditore artigiano dovrà ad esempio essere in possesso di una specifica qualifica professionale per operare in alcuni settori quali parrucchieri, estetisti, elettricisti, idraulici, ecc.
Per mettersi in proprio come artigiano ci si dovrà infine assicurare di avere un locale con destinazione adeguata da adibire a laboratorio e magari anche alla vendita, oltre che macchinari ed attrezzature adeguate all’attività da svolgere.


L’iter

Per mettersi in proprio come artigiano si dovranno rispettare gli adempimenti burocratici specifici del settore in cui si opera (ad esempio un estetista avrà adempimenti aggiuntivi diversi da quelli di un pasticcere).

Oltre a quelli specifici del settore, ogni imprenditore artigiano dovrà:

  • Aprire una partita iva
  • Iscriversi al Registro delle Imprese presso l’Albo delle Imprese Artigiane
  • Adempiere all’iscrizione INAIL
  • Adempiere all’apertura della posizione INPS
  • Effettuare dichiarazione di inizio dell’attività


I costi

Mettersi in proprio come artigiano può avere costi anche ridotti se si sceglie di aprire un piccolo laboratorio con angolo vendita ridotto.

A seconda del settore in cui si opera tuttavia sarà necessario far fronte ad un investimento iniziale diverso. Ad incidere molto sui costi sono infatti non solo il locale ed i relativi costi di ristrutturazione, allestimento e mantenimento ma anche tutte le attrezzature specifiche necessarie allo svolgimento dell’attività, la mano d’opera ed i software gestionali nonché la materia prima.

Per mettersi in proprio come artigiano serviranno mediamente almeno 15.000 euro di investimento iniziale.


I settori franchising artigianali

Un’alternativa valida la offre anche il franchising. Avviare un’attività artigianale affiliandosi ad una rete franchising è infatti spesso più economico e presenta non solo un rischio imprenditoriale molto ridotto ma anche una gestione estremamente semplificata, formazione tecnica e commerciale nonché supporto ed assistenza per ogni aspetto inerente l’avvio e la gestione dell’attività.

Tra i settori franchising che offrono la possibilità di mettersi in proprio come artigiano troviamo:

Sartorie – Anche per diventare sarti ci sono valide reti in franchising che offrono formazione completa e format chiavi in mano di facile gestione.

Investimento a partire da € 40.000

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Il Pulcino Lavanderie

Investimento a partire da € 44.500

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Pasta fresca – Anche per chi ama fare la pasta fresca ci sono già i primi format franchising per aprire un piccolo pastificio artigianale.

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Gelaterie e Yogurterie – Sono nate negli ultimi anni molte reti franchising di successo che permettono di aprire in modo semplice e con investimenti ridotti una gelateria o una yogurteria artigianale. I prodotti ed i semilavorati vengono forniti dalla casa madre, semplificando non poco la gestione al nuovo imprenditore.
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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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