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mercoledì 05 agosto 2015

Il boom della birra artigianale 

Come aprire un birrificio

I dati diffusi da Federbirra, la federazione che dal 2005 rappresenta i produttori artigianali, parlano di un trend incredibilmente positivo: nel 2014 le vendite sono aumentate del 10% sul mercato nazionale e addirittura del 30% per le esportazioni.
E allora vediamo come si può approfittare di questa tendenza ed entrare in un settore vivace, interessante e foriero di mille soddisfazioni.

come aprire un birrificio artigianale

 

Cosa serve per aprire un birrificio

Aprire un birrificio richiede l’individuazione del locale adatto all’attività e la ricerca non è semplice.
E’ importante, prima di muoversi alla ricerca, consultare l’Asl locale e verificare quali sono i requisiti strutturali minimi imposti dalla normativa.

In linea di principio è bene sapere che serviranno:

  • un deposito per la conservazione delle materie prime
  • un’area dedicata alla produzione
  • un locale di stoccaggio per il prodotto finito
  • uno spazio da adibire a spogliatoio
  • un servizio igienico completo di zona cd “antibagno”
  • gli uffici

Questi ambienti devono essere tra loro separati. Non è necessaria un’opera di muratura, bastano anche delle pareti di cartongesso.
Il soffitto deve trovarsi, rispetto al pavimento, ad una distanza minima di 3,5 m e, ovviamente, lo stabile deve essere dotato degli scarichi e degli impianti a norma.

Un’ultima nota importante: nella scelta del locale è fondamentale considerare la necessaria installazione di una idonea canna fumaria, capace di convogliare all’esterno i vapori originati dalla produzione.
Per quanto concerne l’impianto di produzione, non dovranno mancare:

  • Serbatoio di acqua calda
  • Mulino per il malto in grani (non riduce il malto in farina, si limita a schiacciarne i chicchi. Per una produzione ridotta può essere manuale)
  • Caldaia di “ammostamento”
  • Agitatore per l’ammostamento
  • Caldaia di bollitura
  • Chiller (scambiatore di calore necessario a ridurre la temperatura del mosto dopo la fase di ebollizione)
  • Fermentatore
  • Sistema di riscaldamento (con un bruciatore a gas metano, gpl o elettrico, a resistenza o ad induzione)

Requisiti e iter per aprire un birrificio

Il percorso da seguire può essere così sintetizzato:

  1. innanzitutto, con l’assistenza di un professionista, è necessario creare una società e definirne l’atto costitutivo e lo statuto, sottoscriverlo davanti ad un notaio e depositarlo presso il Registro delle Imprese competente per la registrazione;
  2. si deve ovviamente aprire P.Iva;
  3. è necessario richiedere la licenza all’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane, allegando alla domanda:
    - richiesta scritta in carta da bollo
    - documentazione comprovante l’apertura della P.Iva e l’iscrizione alla Camera di Commercio
    - planimetria del locali
    - relazione tecnica (impianti e ciclo produttivo)
    - documentazione sanitaria
    - copia dell’atto costitutivo della società

Quanto costa aprire un birrificio

Un calcolo preliminare dei costi di avviamento è difficile da fare. Tutto dipende dalle dimensioni, dai volumi di produzione e dalle scelte che si fanno quanto a strumentazione e personale.

I costi degli impianti variano in relazione alle dimensioni, ovvero alla quantità di birra che può essere prodotta con una singola cotta. A titolo esemplificativo, per un impianto da 220 l serviranno 6.500/7.000 €, mentre per una produzione di 460 l si dovrà preventivare una spesa di almeno 10.000 €. Sui blog e siti di settore è comunque possibile scovare interessanti offerte sull’usato.

Considerando, in partenza, un birrificio che gestisca un volume di circa 900 hl, sia in fusti che in bottiglie ed escludendo la presenza di un locale adibito alla mescita delle birre, ci si attesta sui 200.000 €.
Per sostenere tale esborso è possibile chiedere un finanziamento o accedere ai fondi europei che spesso finanziano a fondo perduto le nuove attività.


Il Franchising

Se l’iter burocratico spaventa, le spese sembrano eccessive o se la voglia di fare è tanta, ma mancano le competenze necessarie, ci si può rivolgere al franchising e usufruire di una formula di affiliazione in grado di rispondere a tutte le esigenze primarie del nuovo imprenditore.

Innanzitutto sul piano economico: operare sotto l’ombrello protettore di un brand, significa pagare per l’avvio dell’attività una cifra nettamente inferiore. Ci sono proposte che partono dai 30.000 € e che, passando per soluzioni sempre più complesse e volumi di produzione via via maggiori, raggiungono i 150.000 €.
Le offerte più allettanti prevedono di solito una corresponsione mensile all’azienda madre, calcolata in percentuale sul venduto o altri lievi vincoli commerciali. In ogni caso il vantaggio è evidente: totale affiancamento dalla produzione alla vendita e birrificio pronto alla produzione.

Fondamentale risulta l’appoggio sia in termini di formazione (con corsi specifici e mirati, spesso non limitati all’attività produttiva, ma comprensivi di nozioni di management) che di gestione quotidiana, anche attraverso risorse di marketing e rapporti privilegiati con produttori e altri imprenditori, difficilmente ottenibili autonomamente durante i primi anni dall’apertura.

Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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