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giovedì 28 giugno 2018

Attività di aggregazione per condividere passioni ed interessi.. 

Come Aprire un Centro Sociale

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Il termine “centro sociale” si riferisce ad una tipologia di organizzazione in grande voga tra gli anni ’80 e ’90. Generalmente con il termine centro sociale si identifica una struttura gestita da un’organizzazione, da istituzioni pubbliche o private, o in autonomia, senza scopo di lucro e con finalità e servizi di utilità sociale, ricreativa, politica o culturale.

I centri sociali di tipo politico, gli unici ancora operativi ad oggi, vengono anche chiamati centri sociali autogestiti (CSA) oppure, nel caso in cui la struttura sia occupata (abusivamente, e quindi non legalizzata), centri sociali occupati autogestiti (CSOA o CSO).

Ad oggi i centri sociali nati entro la fine degli anni ’90 sono stati per la maggior parte chiusi. Tra quelli che invece sono ancora operativi, la maggior parte sono stati legalizzati da parte di enti pubblici o Comuni al fine di responsabilizzarne la gestione ed evitare situazioni di disordini ed illegalità.

Lo stesso sistema dei centri sociali viene ad oggi applicato anche in ambito imprenditoriale. Per coloro che vogliono aprire un centro ricreativo, sociale e di aggregazione, con finalità culturali o di pubblica utilità, senza tuttavia dover sottostare alle normative stringenti inerenti ad un vero e proprio business con finalità di lucro, la migliore opzione è quella di aprire un circolo sociale privato.

aprire circolo privato

 

Cosa Sono ed a Quali Attività si Prestano?

Aprire un circolo privato potrebbe rivelarsi un’idea redditizia e di successo in quanto rispondono ad un’esigenza universalmente sentita quale quella di socializzare e coltivare le proprie passioni insieme ad altre persone con interessi comuni.

I circoli privati sono attività no-profit, questo significa che lo scopo primario non potrà essere commerciale e di guadagno bensì la valorizzazione di un’attività di natura culturale, sportiva, sociale, solidale. Pur non essendo attività volte al profitto, l’apertura di un circolo privato non esclude la possibilità di interessanti guadagni.

Un circolo privato è un locale a cui solo le persone associate tramite tessera possono accedere e partecipare alle diverse attività oppure consumare i prodotti e servizi offerti all’interno del circolo.

Le attività che si prestano ad essere avviate con un circolo privato sono innumerevoli. Da tematiche sportive sino a quelle politiche, da hobby ed attività ludiche sino ad argomenti di natura sociale o ambientale, ogni tematica che presenti un “pubblico” di appassionati si presta ad essere il fulcro di un circolo privato.

In un circolo privato potranno essere organizzati eventi, manifestazioni, incontri, attività ludiche o laboratori, serate di socializzazione in cui discutere o eseguire concretamente l’attività oggetto del circolo e molto altro. In un circolo privato, inoltre, sarà possibile anche offrire prodotti e servizi secondari quali un servizio di bar, di ristorazione o di vendita di prodotti.

Aspetto fondamentale, anche e soprattutto per poter sfruttare le numerose agevolazioni fiscali offerte ai circoli privati nonché l’esenzione delle tasse verso le diverse attività svolte, sarà permette la partecipazione al circolo, e di conseguenza anche l’eventuale consumazione a bar o ristorante e l’acquisto di prodotti, solamente ai soci muniti di tessera.

In questo modo, i prodotti o servizi venduti all’interno dei circolo ai soci  tesserati saranno esenti da vincoli fiscali, non sarà necessario emettere alcun tipo di scontrino a validità fiscale ed i ricavati non verranno in alcun modo tassati.

Bisogna poi sempre tenere a mente che per aprire un circolo privato di successo, e che possa usufruire delle agevolazioni offerte dallo Stato, si dovrà essere davvero appassionati dell’argomento tema del circolo, gestendo le attività con professionalità e cordialità, competenza e determinazione, allestendo un ambiente curato e funzionale, soddisfacendo i bisogni dei propri soci tesserati e soprattutto rispettando tutte le normative ed i vincoli imposti ai circoli privati.

 

Cosa Serve: Licenze, Requisiti ed Autorizzazioni

Parlando di costi, aprire un circolo privato potrebbe rivelarsi molto dispendioso. Tutto dipenderà dalla tematica del circolo, e conseguentemente dalle attrezzature, dotazioni ed arredi necessari, dalla dimensione e posizionamento del locale adibito a circolo privato nonché dall’allestimento o meno di un bar, di una cucina, ecc.

Per aprire un circolo privato con servizi di bar e piccola ristorazione, poniamo ad esempio su tematiche ludiche e di intrattenimento, musica, videogiochi o film, sarà necessario un investimento iniziale che può oscillare dai 50.000 ai 100.000 euro.

A venire incontro a questo investimento ingente saranno le agevolazioni che i circoli privati possono sfruttare nonché l’ottenimento di finanziamenti offerti ai giovani o alle attività con oggetto tematiche di utilità pubblica, ambientale o di innovazione.

Per aprire un circolo privato sarà poi necessario:

  • determinare gli scopri e specificare l’attività principale
  • redigere Atto Costitutivo e Statuto
  • effettuare la registrazione all’Agenzia delle Entrate
  • affiliarsi ad un ente di promozione sociale a carattere nazionale che permetterà, tra le altre cose, al circolo privato di ospitare un bar interno

Per effettuare la somministrazione di alimenti e bevande all’interno del circolo, solo ai membri tesserati, bisognerà richiedere l’autorizzazione al Comune. Questa verrà rilasciata solo in presenza nei requisiti necessari quali un certificato penale, del presidente del circolo, gli attestati inerenti autorizzazione igienico-sanitaria da parte dell’Asl e la conformità dei locali.

Se si apre un bar o un piccolo ristorante interno al circolo bisognerà poi anche presentare la segnalazione certificata di inizio attività ed ottenere la certificazione HACCP per tutti gli addetti al bar / ristorante.

Se nel circolo privato verranno organizzati spettacoli teatrali o musicali o verranno riprodotti materiali audio e video soggetti a copyright sarà necessario pagare i diritti SIAE e richiedere la licenza per pubblici intrattenimenti.

Infine, nel caso in cui il locale possa ospitare più di 100 persone sarà inoltre necessario richiedere la certificazione antincendio ai Vigili del Fuoco.

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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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