Requisiti per aprire una parafarmacia
Tutto ciò che serve per avviare un'attività nel settore della salute
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Da una decina d’anni a questa parte il settore del benessere e della salute si è rinnovato ed ampliato grazie alla liberalizzazione riguardante i farmaci da banco, ovvero quelli di classe C. Questo ha aperto le porte ad una nuova tipologia di attività: le parafarmacie.
Cosa sono
Le parafarmacie, in costante aumento, vendono diverse tipologie di prodotti: dimagranti, di dermocosmesi, fitoterapici, integratori, articoli sanitari, articoli veterinari, articoli per l’infanzia, omeopatici, alcune tipologie di medicinali, prodotti alimentari specifici (per chi ha intolleranze, dimagranti, salutari e speciali).
Cosa NON può vendere una parafarmacia
È importante sapere che la parafarmacia ha limiti precisi stabiliti per legge. Non è consentita la vendita di:
- Farmaci con obbligo di ricetta medica: né i farmaci di fascia A (mutuabili dal SSN) né quelli di fascia C (a carico del paziente ma con ricetta). Chi ha una ricetta medica deve rivolgersi esclusivamente a una farmacia.
- Farmaci iniettabili su prescrizione: esclusi espressamente dalla normativa di liberalizzazione del 2006.
- Stupefacenti e psicotropi a uso veterinario (art. 45 DPR 309/1990).
La parafarmacia, a differenza della farmacia convenzionata, non partecipa al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), non dispensa farmaci rimborsabili e non può effettuare prenotazioni CUP o erogare servizi diagnostici (autoanalisi, ECG, ecc.), che restano riservati alle farmacie ai sensi del D.Lgs. 153/2009.
Cosa serve
Aprire una parafarmacia può rivelarsi un’attività imprenditoriale davvero proficua, ma se non si vuole rischiare di incorrere in intoppi è fondamentale tenere presente alcuni elementi chiave.
Prima di tutto, la tipologia di merce venduta e la sua esposizione. Non solo bisogna incontrare la domanda del mercato nella zona di riferimento ma anche esporre i prodotti in modo accattivante e professionale.
- La localizzazione e la location. Per ottenere l’effetto desiderato sono da prediligere location di circa 100 mq che permettano una disposizione ottimale dei prodotti, ampio spazio per il magazzino e la creazione di un ambiente confortevole. Anche la zona in cui si deciderà di aprire la propria parafarmacia è fondamentale: zone centrali, ad alto traffico pedonale o veicolare, in centri commerciali, zone limitrofe ad ospedali e studi medici e vicinanza ad ampi parcheggi.
- Il mercato. Studiare il mercato, la concorrenza, la domanda, il bacino di utenza, l’età media ed altri fattori specifici nella zona in cui si deciderà di aprire una parafarmacia decreterà il successo o il fallimento della vostra attività.
- Il personale. Bisogna valutare attentamente le proprie competenze e scegliere il personale della parafarmacia in maniera attenta ed in modo che ogni figura professionale necessaria sia presente e competente. È buona norma che il proprietario possieda uno spiccato spirito imprenditoriale per affrontare con successo la concorrenza.
- Iter burocratico. L’iter burocratico non è proibitivo ma richiede comunque diversi step fondamentali ed imprescindibili i quali vanno seguiti con cura e precisione in modo da non allungare eccessivamente le tempistiche.
Iter Burocratico e Requisiti
Analizziamo ora nel dettaglio i requisiti ed i passaggi burocratici da affrontare per aprire una parafarmacia.
Locale:
Sia che si opti per un locale di piccole, medie o grandi dimensioni, esso dovrà rispettare le norme su sicurezza ed igiene. Sarà quindi necessario informarsi in merito alle normative locali vigenti e ad eventuali normative aggiuntive nel caso si vendano prodotti alimentari o il locale superi una determinata metratura.
Personale:
- Il titolare, figura che può coincidere con altre e può essere chiunque.
- Il preposto, un responsabile commerciale che può coincidere anche con altre figure all’interno della parafarmacia. Deve inoltre possedere i requisiti necessari alla vendita di prodotti alimentari qualora essi siano offerti nella parafarmacia.
- Un farmacista, ovvero una persona con laurea in farmacia ed iscritto all’ordine (ovvero abilitato). Tale figura può coincidere con altre o essere un comune dipendente, ma la sua presenza dovrà essere garantita per tutto l’orario di apertura.
Iter burocratico, permessi ed iscrizioni:
- SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) presentata allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune di riferimento.
- Comunicazione unica alla Camera di Commercio con iscrizione al Registro delle Imprese; il codice ATECO specifico per le parafarmacie è 47.73.10 (commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati).
- Registrazione e comunicazione al Ministero della Salute.
- Richiesta del codice di tracciabilità dei farmaci presso il Ministero della Salute ed ottenimento del titolo di “responsabile per la comunicazione e per la tracciabilità del farmaco” (questo titolo è fondamentale per poter acquistare i farmaci).
- Comunicazione regionale e comunale.
- Comunicazione all’Agenzia del Farmaco.
- Comunicazione ed iscrizione all’Ordine dei farmacisti.
- Apertura posizioni INPS (Gestione Commercianti) e INAIL per la copertura previdenziale e assicurativa del titolare e dei dipendenti.
- Notifica all'ASL di competenza per l'ispezione e la verifica dei requisiti igienico-sanitari del locale prima dell'apertura.
- Richiesta di autorizzazione per l'insegna al Comune. Attenzione: è vietato utilizzare la croce verde, simbolo riservato esclusivamente alle farmacie.
- Per la vendita online di farmaci OTC e SOP è necessaria un'ulteriore autorizzazione dell'ASL e la registrazione al Ministero della Salute per ricevere il logo identificativo obbligatorio da esporre sul sito e-commerce.
Investimento e costi indicativi (2026)
Aprire una parafarmacia richiede un investimento iniziale indicativo tra 60.000 e 150.000 euro, a seconda delle dimensioni del locale e della gamma di prodotti offerti. Le principali voci di spesa sono:
- Arredamento e scaffalature: 15.000 – 30.000 €
- Impianti (climatizzazione, elettrico, sicurezza): 8.000 – 15.000 €
- Stock iniziale di prodotti: 20.000 – 40.000 €
- Software gestionale e attrezzature informatiche: 3.000 – 6.000 €
- Spese notarili, costituzione società e pratiche burocratiche: 2.000 – 4.000 €
- Deposito cauzionale e ristrutturazione locali: 5.000 – 20.000 €
I costi fissi mensili di gestione oscillano tra 3.000 e 8.000 euro (affitto, stipendio farmacista, utenze, commercialista). I margini sui farmaci OTC si attestano al 20-30%, mentre su integratori, cosmetici e dispositivi medici possono raggiungere il 40-60%.
Opportunità e tendenze 2025-2026
Il mercato parafarmaceutico italiano vale circa 2,5 miliardi di euro ed è in costante crescita, trainato dall'invecchiamento della popolazione e dalla maggiore attenzione alla prevenzione. Chi apre oggi una parafarmacia può cogliere nuove opportunità:
- Vendita online (e-commerce): le parafarmacie possono vendere farmaci OTC e SOP online, previa autorizzazione ASL e registrazione al Ministero della Salute per l'ottenimento del logo identificativo obbligatorio. Un canale digitale ben gestito può ampliare significativamente il bacino di clientela.
- Consulenze specialistiche con professionisti esterni: a differenza delle farmacie tradizionali, la parafarmacia non è soggetta al divieto di contiguità con studi medici. È quindi possibile ospitare consulenze periodiche di medici, nutrizionisti, fisioterapisti o tecnici audiometristi, ampliando l'offerta di servizi al cliente.
- Wellness e nutrizione: la crescente domanda di integratori premium, prodotti per il benessere e la nutrizione sportiva rappresenta un segmento ad alto margine su cui differenziarsi.
- Prodotti sostenibili e naturali: la richiesta di cosmetici bio, rimedi fitoterapici e prodotti a basso impatto ambientale è in forte crescita e offre buone opportunità di posizionamento.
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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it












