Voglio aprire un Ristorante, la guida One Minute veloce e sintetica
In soli 60 secondi saprai cosa ti serve, cosa fare e se puoi aprirlo
Aprire un ristorante in un minuto non è possibile ma per conoscere tutto quello che devi sapere per aprire un ristorante ti bastano 60 secondi. Al termine dei quali saprai se questa è la tua strada, se puoi intraprenderla e quanto spenderai.
1) Analizzare se stessi e il proprio progetto. Farsi guidare dall'emozione non serve. L'emozione deve solo dare la spinta a fare bene. Ricordate che il ristoratore moderno è in primis un imprenditore e poi un cuoco o un capo sala. Le domande da farsi sono: Si è determinati ad affrontare un'attività imprenditoriale e si ha un progetto chiaro di ristorante? Un nuovo ristorante deve andare a colmare dei bisogni e quindi a quale target ci si vuole rivolgere?
2) L'investimento. Creare un business plan è fondamentale prima di cominciare a muoversi: quantificare in primis il denaro che serve per avviare il ristorante (eventuale affitto del locale, arredamenti, cucina ecc); poi calcolare le spese di gestione dividendole tra costi fissi e non. Il totale delle spese di gestione mensili ti fa capire quanto devi incassare e quindi il numero di coperti e di clienti che dovrai gestire. Aprire un ristorante ha costi molto variabili e, a meno che non si opti per rilevare un locale già attivo, può costare dai 100.000 euro in su.
Ottenuti questi dati si dovrà verificare se si possiede il capitale per mettersi in moto (capitale proprio + capitale in prestito - capitale di riserva per sostentamento in fase di gestione e o chiusura anticipata).
3) Il locale e la posizione. Il locale, se in affitto, non deve richiedere un canone troppo elevato. L'importo andrà rapportato ai coperti che si potranno fare e alla posizione. Per la location è difficile dare indicazioni precise, molto dipende dal tipo di ristorante e dal target che si intende raggiungere.
4) Igiene e sicurezza. HACCP, SAB (corso a pagamento), standard richiesti dall'ASL, assicurazione danni verso terzi, ecc. L'igiene è disciplinata dall'ASL del proprio comune ed è obbligatorio rivolgersi ad essa. Per la Sicurezza (626), anticendio e danni verso terzi consigliamo per i primi due punti di seguire i relativi corsi e per il terzo punto di stipulare apposita autorizzazione (incidenti e imprevisti con i clienti sono più frequenti di quello che si possa pensare).
5) Materie prime. La qualità dovrà essere sempre al primo posto. E' quindi importante selezionare e stringere buoni rapporti con i fornitori prima dell'avvio per avere prezzi validi, dilazioni di pagamento e la certezza sulla qualità dei propri acquisti.
6) Formazione ed esperienza. Caldamente consigliata.
7) Marketing. In un'attività come questa tenere un sito web aggiornato e una pagina facebook attiva e ricca di iniziativa può dare regolarità e successo alla propria attività.
8) Burocrazia. Partita IVA, INPS, INAIL, iscrizione nel registro imprese, comunicazione unica; tutti adempimenti necessari ma semplici che bisogna far fare al commercialista. Il consiglio è di sceglierlo bravo non tanto per queste pratiche iniziali che sono semplici, ma per avere buoni consigli e una buona gestione fiscale durante la gestione dell'attività.
9) Franchising. Visiona le proposte di affiliazione in franchising. Grandi e piccole catene offrono format già collaudati e replicabili con investimenti contenuti. Scegliere un concept già sperimentato senza studiarlo da zero fa risparmiare tempo e mette al riparo da errori e inesperienza. Per visionare i marchi di ristornati in franchising attivi in Italia clicca qui.
Buona fortuna.
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Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it












