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lunedì 25 giugno 2018

Scopri passo dopo passo ciò che serve, come funziona e se conviene.. 

Come aprire una Cooperativa o un’Associazione Culturale

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In tempi di crisi, o semplicemente in momenti in cui le tassazioni verso le imprese sono stringenti, le cooperative e le associazioni culturali sembrano essere delle valide alternative per mettersi in proprio, trasformando spesso la propria passione in un “businessredditizio.

Vediamo quindi insieme cosa sono le cooperative e cosa le associazioni culturali, come aprirle, cosa serve, gli step burocratici nonché la reale convenienza offerta da queste due forme societarie. Infine, vedremo come sia le cooperative che le associazioni  culturali possono avere applicazioni in ambiti e settori economici molto differenti tra loro.

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Le Cooperative

Costituire una cooperativa è un modo di diventare imprenditori di sé stessi. Aprire una cooperativa significa tuttavia mettere in primo piano la volontà di stringere collaborazioni, di fare comunità, di realizzare un progetto duraturo senza scopi di lucro.

Una cooperativa è infatti costituita da un gruppo di persone unite per ottimizzare i costi e soddisfare un bisogno comune, dei soci o della collettività. Insieme i soci determinano i costi, la ripartizione degli utili nonché le forme e modalità di organizzazione d’impresa.

Le cooperative, pur non avendo scopo di lucro, possono comunque avere degli utili. Diversamente da altre società, tuttavia, nelle cooperative l’utile non deve essere lo scopo primario.

Per aprire una cooperativa il primo passo è quello di riunire almeno 3 soci che condividano gli scopi e gli obbiettivi della cooperativa. Successivamente bisognerà pianificare l’avvio della cooperativa come se fosse un’ordinaria attività. Bisognerà infatti redigere un business plan, da soli o tramite associazione di cooperative, redigere lo statuto della cooperativa e richiedere ad un notaio specializzato di verificare la congruità dello Statuto secondo le normative e la legislazione vigente.

Come anticipato, per avviare una cooperativa il numero minimo dei soci è 3. Tuttavia non esistono limiti per il numero di soci massimo.

Una cooperativa deve avere come scopo e valore principale la valorizzazione della propria comunità, il soddisfacimento di bisogni per la comunità, lo sviluppo economico del territorio e la creazione di lavoro.

In una cooperativa vige il principio di uguaglianza tra i soci, senza discriminazioni di alcun genere.

Dal punto di vista burocratico, per aprire una cooperativa è necessario redigere l’Atto Costitutivo, oltre allo Statuto per atto pubblico. Bisognerà poi provvedere all’inscrizione al Registro delle Imprese nella sezione preposta, richiedere l’attribuzione del codice fiscale ed aprire la partita Iva. L’avvio della cooperativa va inoltre comunicato all’Agenzia della Entrare ed alla Camera di Commercio, oltre ad effettuare l’iscrizione all’apposito Albo delle Cooperative.

Le spese per aprire una cooperativa, al di là dello sviluppo dell’attività vera e propria, adempiendo all’iter necessario si aggirano sui 3.000 euro minimi. Esistono tuttavia delle agevolazioni a sostegno delle start-up che possono abbattere molti costi iniziali.

Aprire una cooperativa risulta particolarmente vantaggioso per i giovani che vogliono trasformare una passione in un lavoro redditizio, unendo le proprie forze a quelle di altre persone che condividono gli stessi obbiettivi e con cui collaborare alla pari, senza criteri gerarchici.

Le cooperative hanno diversi vantaggi fiscali. Ad esempio, la parte di utili che viene reinvestita nell’impresa, per garantirne la continuità e solidità, è esente da tasse.

Esistono diverse tipologie di cooperative. Da quelle di comunità, con obbiettivi a favore della comunità locale, alle cooperative tra professionisti. Ad ogni modo, le cooperative possono essere aperte nei più svariati settori, dal settore della grande distribuzione a quello bancario, passando per l’agricoltura ed i servizi.

Un dato interessante riguarda inoltre le persone che lavorano in cooperativa, il 90% infatti risulta avere un contratto a tempo indeterminato.

 

Le Associazioni Culturali

A costituire un’associazione culturale sono generalmente persone che condividono una passione per cultura, letteratura, arte, sport, cinema o perfino politica o economia. Le associazioni culturali sono infatti operative negli ambiti e campi più disparati, condividendo solitamente finalità di solidarietà, sociali o assistenziali.

Le persone che costituiscono un’associazione culturale condividono di fatti un obbiettivo e sono tutelate e riconosciute dalla legge italiana nello svolgimento delle specifiche attività ed azioni oggetto dell’associazione stessa.

Le associazioni culturali si distinguono fortemente da altre società e dalle cooperative in quanto hanno uno scopo mutualistico, non hanno scopo di lucro e svolgono attività a favore ed in utilità sociale verso gli associati o altre persone.

Per costituire un’associazione culturale non è richiesta l’apertura della Partita Iva e si può accedere a molteplici agevolazioni e semplificazioni quali un regime di contabilità semplificato, forme agevolate per la dichiarazione dei redditi e così via.

Costituire un’associazione culturale permette di operare in diversi ambiti, senza il bisogno di investire grandi risorse e con la possibilità di organizzare varie iniziative, rapportarsi con altre associazioni, enti pubblici e privati e di partecipare ad eventi o manifestazioni.

Ogni persona che aderisce all’associazione deve contribuire in maniera volontaria o meno al raggiungimento degli obbiettivi comuni e prefissati attraverso l’impegno del proprio tempo o con contributi economici.

Per costituire un’associazione culturale è necessario predisporre un atto costitutivo ed uno statuto. Sono necessari almeno due o tre soci e bisogna indicare la sede e la denominazione, elencando scopri e cariche dei vari soci. Nel costituire un’associazione si può inoltre optare per la stesura di un atto privato da registrare all’Agenzia delle Entrate senza la necessità di ricorrere ad un notaio.

Il costo  complessivo delle pratiche si aggira sui 300 euro.

Successivamente, bisognerà inviare il modello EAS all’Agenzia delle Entrate entro 60 giorni.

Aspetti fondamentali quando si costituisce un’associazione  culturale sono gestire l’attività come un vero e proprio business, anche se non vi è fine di lucro, ed assicurarsi che ogni membro possieda determinazione, motivazione, e condivida gli obbiettivi comuni.

Aprire un’associazione culturale può essere molto conveniente per moltissime tipologie di attività differenti.

Se l’associazione rispetta i requisiti imposti, i ricavati ottenuti tramite attività secondarie dell’associazione culturale  non  vengono in alcun modo tassati. Se pur i ricavati non possano essere considerati utili, né quindi essere distribuiti tra i soci, resta comunque la possibilità di remunerare il lavoro dei soci e degli amministratori mediante compensi economici.

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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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