Come aprire un locale
Innovazione e qualità per diventare meta della movida.
La cosiddetta “movida” del week end non è solo un modo per divertirsi dopo una settimana fitta di impegni, ma è anche una grande occasione di business. Il giro d’affari che si registra attorno a bar, lounge bar, club e locali notturni di vario genere è davvero esorbitante e si caratterizza per un continuo movimento del mercato. Il successo di un locale, infatti, è spesso legato a fattori difficilmente prevedibili: il passaparola, le mode, l’originalità dell’arredamento.
Ogni anno aprono i battenti centinaia di nuovi locali, ma il mercato non è mai saturo e c’è posto per chiunque abbia inventiva e voglia di mettersi alla prova.
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Cosa serve per aprire un locale
Per aprire un locale serve innanzitutto una location scelta con cura. Può trattarsi anche di uno spazio molto piccolo: se arredato con cura e gestito in modo intelligente, i clienti faranno la fila pur di potervi avere accesso.
La posizione, ovviamente, è importantissima: salvo che vogliate rivolgervi ad un pubblico di nicchia o lavorar sodo sulla promozione, l’unico modo per avere clienti fin dall’inizio è aprire all’interno di una zona “calda” di una grande città. Per questo genere di esercizio è meglio evitare i piccoli centri abitati, specie se distanti meno di 50 km da un capoluogo: durante i fine settimana ci si sposta e molti raggiungeranno comunque la città più vicina. Il rischio è quello di trovarsi a dare asilo a minorenni con il coprifuoco e turisti capitati per caso.
Una cura particolare va infine dedicata alla scelta del personale. Serviranno, oltre ad un barista esperto e capace, persone per il servizio ai tavoli o al bancone. Sia il loro aspetto che il loro atteggiamento dovrà essere confacente all’atmosfera del locale.
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Requisiti e iter per aprire un locale
Aprire un locale non è difficile, poiché negli ultimi anni le procedure si sono molto semplificate e nella maggior parte dei casi è sufficiente presentare una autocertificazione o una dichiarazione. Lo stesso dicasi per i requisiti del titolare che, con l’abolizione del vecchio libretto sanitario, dovrà soltanto:
- dichiarare di essere in possesso di un titolo di studio idoneo, o del certificato rilasciato dopo il superamento positivo di un corso SAB;
- accettare il sistema di autocontrollo HACCP e procedere alla relativa procedura, dopo aver seguito un corso accreditato e curare la formazione dei dipendenti in merito alle modalità di conservazione di alimenti e bevande.
Se si opta per il subentro nella gestione di un locale già esistente, è bene verificare l’esistenza di tutti i requisiti urbanistici ed edilizi richiesti dalla legislazione locale ed eventualmente concordare un sopralluogo con l’ASL per assicurarsi il rispetto delle norme vigenti in materia di salute ed igiene, al fine di evitare sorprese future.
Se tutto è a posto non resta che dedicarsi alle questioni più pratiche e, oltre a regolare la propria posizione imprenditoriale (P.IVA, INPS, Registro delle Imprese):
- presentare al Comune una dichiarazione di inizio attività
- chiedere l’autorizzazione all’esposizione delle insegne sul suolo pubblico
- aprire presso l’Agenzia delle Entrate la pratica necessaria in caso di vendita di superalcolici
- pagare i diritti SIAE per poter diffondere musica all’interno del locale durante le ore di apertura
Quanto costa aprire un locale
Aprire un locale può costare dai 30.000 ai 300.000 €, a seconda delle dimensioni, delle scelte di stile e del numero di dipendenti, con un investimento che può essere ammortizzato molto velocemente se si riesce a catalizzare immediatamente l’attenzione del pubblico.
Bastano un paio di fine settimana azzeccati per registrare incassi da capogiro, ma è sempre meglio volare bassi: i periodi di stanca arrivano per tutti prima o poi e si dovranno comunque sostenere quelle spese fisse che si sono accettate inizialmente. Valutate con calma sia il numero dei dipendenti che la presenza di costosi “orpelli”. Ad esempio: i mega televisori al plasma sono proprio necessari? Sono un elemento caratteristico del locale? Portano davvero più clienti? Se la risposta è no non cedete alla voglia di strafare, almeno inizialmente. C’è sempre tempo per ingrandire e abbellire il proprio locale una volta consolidati i guadagni.
Aprire un locale in franchising
E' una opportunità abbastanza nuova per il mercato italiano. Mentre ciò è possibile da molti anni per un tradizionale bar o un ristorante, sono ancora pochi i brand che consentono di aprire sotto un marchio comune un lounge bar o un club.
Si tratta per lo più di nomi stranieri, anche se spesso le società sottostanti sono Italiane: l’idea è quella di portare anche nelle nostre città le formule che più hanno avuto successo negli Stati Uniti, in Giappone o in Inghilterra.
Al di là dell’aspetto innovativo e della cura dell’arredamento (la maggior parte dei locali in franchising si caratterizza per uno stile unico che salta immediatamente agli occhi), quel che attrae maggiormente è la possibilità di avere, chiavi in mano, un locale perfettamente funzionale, pronto ad aprire i battenti, progettato da esperti di marketing e comunicazione, da gestire con l’aiuto e il sostegno di professionisti.
Molto spesso sono compresi nel pacchetto dei corsi o dei seminari, attraverso i quali il titolare del locale affiliato può apprendere le tecniche migliori di vendita e gestione, acquisire competenze e conoscere “trucchi” per i quali in genere servono anni di esperienza sul campo.
Aprire un locale in franchising può costare da 15.000 a 200.000 €, a seconda delle formule proposte e della tipologia di locale. In genere si tratta di contratti di affiliazione di durata quinquennale (o con formula 3 + 2), rinnovabili e con il diritto di esclusiva sulla zona geografica inizialmente individuata. Visita la sezione: Franchising Ristorazione.
Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it












