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mercoledì 18 novembre 2015

Passione birra. 

Come aprire un microbirrificio

Produrre birra è qualcosa che solletica la fantasia di molti e spesso, grazie ai simpatici kit in commercio è per qualcuno un divertente passatempo. Ma se diventasse qualcosa di più, magari un vero e proprio lavoro?

Il microcosmo dei piccoli birrifici è una delle realtà più interessanti sulla piazza: passione, convivialità, lavoro, sono gli ingredienti principe di queste attività che nascono a volte quasi per gioco e poi diventano solide realtà di nicchia, grazie alla crescente attenzione dei consumatori e ad una rete di associazioni di categoria particolarmente attente.

come aprire un microbirrificio

 

Cosa serve per aprire un microbirrificio

Impianti e locali sono gli stessi richiesti per una birreria. A cambiare sono le dimensioni e a tale proposito per i microbirrifici non esiste un vero e proprio standard, eccetto che per l’impianto di cottura, in genere sui 10 hl.
Tenete presente che un microbirrificio puro, che si occupa cioè della sola produzione, per diventare una vera e propria attività lavorativa (e consentire cioè il sostentamento dei soggetti coinvolti) deve produrre dai 500 ai 1000 hl di birra ogni anno. Questo può avvenire sia con un impianto di piccole dimensioni sfruttato a ciclo continuo, con più cotte al giorno, oppure mediante impianti di dimensioni più elevate che funzionano settimanalmente.

Considerate, tuttavia, che il posto da riservare a fermentatori e maturatori non subisce modifiche: in ogni caso dipenderà dalle dimensioni della produzione finale.

Leggi anche: Come aprire un birrificio

 

Requisiti e iter per aprire un microbirrificio

I requisiti richiesti sono quanto mai ovvi: passione per questo tipo di lavoro e competenza. Se la prima è innata, la seconda si può ottenere mediante appositi corsi professionalizzanti. Ve ne sono spesso di gratuiti e molto validi.

La produzione di alimenti e bevande è soggetta a vincoli e imposizioni. Non fa eccezione la produzione di birra: per poter aprire un birrificio servirà innanzitutto una autorizzazione sanitaria, per la quale è necessario rivolgersi all’ASL competente.

Il secondo passo riguarda il nullaosta della Guardia di Finanza. Per un microbirrificio la strada non è certo semplice a causa del vuoto normativo: le disposizioni vigenti che riguardano i grandi impianti, trovano difficile applicazione nel caso in parola. Un esempio: qualità e caratteristiche della produzione devono essere sempre monitorate e garantite dall’adozione di automatismi sia nella produzione (aggiunta automatica degli ingredienti) che nel controllo (dotazione di specifici sensori). Si tratta, come è facile intuire, di imposizioni eccessive per un microbirrificio.

A dettare le regole è la legislazione regionale: informatevi compiutamente e chiedete supporto alle associazioni di categoria. La soluzione sta nel proporre all’Autorità, la soluzione che garantisca comunque il rispetto delle imposizioni.


Quanto costa aprire un microbirrificio

Con il D.M. n. 212/2010, la birra è stata riconosciuta come prodotto agricolo e, di conseguenza, i produttori possono oggi accedere ai relativi finanziamenti comunitari. Attenzione però: per poter rientrare nell’ambito della categoria cui sono riconosciuti i benefici, bisogna rispettare alcune condizioni quale, ad esempio, la produzione in proprio di una data percentuale degli ingredienti utilizzati.

Al di là di queste e altre possibili fonti di finanziamento, considerate una spesa, tra impianti, locali e macchinari, di circa 50.000 €, per una configurazione di base. Un risparmio si può ottenere rivolgendosi al mercato dell’usato. A tale proposito sono molto interessanti le pagine gestite dalle associazioni di categoria.

Leggi anche: Agevolazioni e finanziamenti per aprire un ristorante

 

Il Franchising

Per risolvere in un batter d’occhio tutti gli ostacoli tra voi e il vostro microbirrificio, potete provare con il franchising.

Questa formula permette di aprire la propria attività con molte facilitazioni, a fronte di un costo di ingresso in genere molto limitato rispetto alle aspettative. Il plus del franchising consiste nell’assistenza, che si dispiega lungo tutta la vita dell’attività.

Si parte dalla progettazione, dagli studi di fattibilità e si continua con l’assistenza burocratica e, spesso, il training del personale. Importanti agevolazioni si possono ottenere anche nel rapporto con i fornitori e nell’acquisto della strumentazione.

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Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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