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CZN Burak come lanciare il proprio ristorante imitando goffamente Sal Bae

Ristorazione e influencer: chef social tra successi e polemiche

5 minuti

Nel mondo della ristorazione social ci sono due nomi che, più di altri, hanno trasformato il modo di cucinare in uno spettacolo: Salt Bae, al secolo Nusret Gökçe, e CZN Burak, lo chef turco Burak Özdemir. Tra gesti teatrali, porzioni giganti e milioni di follower, entrambi hanno costruito imperi che sembrano nati per il video prima ancora che per il piatto. Ma imitare un modello vincente basta davvero per lanciare un ristorante di successo?

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Chi è CZN Burak e perché lo paragonano a Salt Bae

Chef che cucina carne alla griglia in una cucina da ristorante

Burak Özdemir, noto come CZN Burak, è uno chef e personaggio del web turco con oltre 52 milioni di follower su Instagram. I suoi video mostrano la preparazione di piatti della cucina turca e mediorientale in porzioni enormi, spesso con movimenti rapidi e plateali, e le preparazioni vengono in molti casi donate a chi ha bisogno. Nel 2023 ha cucinato pasti per le zone della Turchia colpite dal terremoto.

Il confronto con Salt Bae nasce dallo stile: entrambi puntano sulla personalità del fondatore, sull'effetto scenico e su un linguaggio pensato per TikTok e Instagram. Quando Burak ha iniziato a espandere il marchio fuori dalla Turchia, molti osservatori lo hanno visto come l'erede, o l'imitatore, del celebre macellaio dei meme. Resta una lettura da prendere con cautela: Burak ha un repertorio diverso, fatto di cucina tradizionale turca, ma la formula del chef-personaggio è chiaramente la stessa.

L'espansione: da Istanbul a Dubai, fino a Londra

Il primo grande passo all'estero è stato Dubai, dove il ristorante CZN Burak ha aperto nel 2021 su Mohammed bin Rashid Boulevard. Il locale è gestito da Dives Holding, società che dichiara di avere i diritti esclusivi del marchio fuori dalla Turchia e parla di dieci locali in nove paesi. Nel 2022 si era diffusa la notizia di un progetto a Londra insieme a Cristiano Ronaldo, annunciato dallo stesso chef, che avrebbe dovuto rilevare un locale turco vicino a Baker Street. Ronaldo aveva già provato la ristorazione con Zela, aperto a Covent Garden nel 2018 e chiuso dopo meno di due anni.

È il copione tipico dell'espansione basata sulla celebrità: un nome fortissimo online, un partner locale che gestisce le operazioni e una licenza del marchio che permette di aprire rapidamente in molti mercati. Funziona finché la notorietà regge, ma sposta il controllo su contratti e partner, un punto che si è rivelato delicato.

La rottura con il partner di Dubai

Nel settembre 2025 Burak ha dichiarato pubblicamente di aver interrotto ogni rapporto con il ristorante di Dubai, parlando di compensi non pagati, violazioni contrattuali e danni alla sua reputazione, e definendo la relazione "insostenibile" sul piano economico, legale e morale. Dives Holding ha risposto di essere titolare esclusiva dei diritti sul marchio fuori dalla Turchia e di voler continuare a servire i clienti e ad aprire nuovi locali, gestendo menu, marketing ed espansione.

La vicenda mostra un rischio concreto per chi vive di immagine: quando il volto del brand e chi gestisce il locale non coincidono, i clienti possono trovarsi davanti a un'esperienza che non rispecchia ciò che hanno visto online. Burak aveva inoltre già avuto una causa nel 2023 contro il padre per presunto uso improprio del suo nome, segno di quanto il controllo del marchio sia un tema centrale.

Cosa insegna Salt Bae: quando il personaggio non basta

Anche Salt Bae è un caso di studio. Il suo gruppo Nusr-Et conta circa 32 ristoranti nel mondo, ma non tutte le sedi vanno bene. Il locale di Park Avenue South a New York, aperto nel 2020, ha chiuso con un cartello che parlava di trasferimento, mentre la steakhouse di Knightsbridge a Londra ha accumulato moltissime recensioni negative su TripAdvisor, lamentando prezzi elevati, cibo e servizio non all'altezza. Anche l'apertura a Milano nel 2025 ha fatto discutere per le polemiche sui dipendenti.

Il paradosso è evidente: la visibilità riempie il locale nei primi mesi, ma la ripetizione dell'acquisto dipende da qualità, servizio e rapporto prezzo-valore. Un video virale porta curiosi, non clienti abituali.

Imitare un format virale: i rischi per chi vuole aprire

Chi sogna di lanciare un ristorante copiando lo stile di un influencer deve fare i conti con alcuni punti pratici:

  • Un pubblico già esistente: senza milioni di follower, il gesto scenico da solo non crea traffico e rischia di sembrare una caricatura.
  • Costi elevati: carne di alta qualità, porzioni abbondanti e personale formato aumentano i costi fissi e il food cost.
  • Reputazione online: le recensioni negative su un format "da social" si diffondono rapidamente e colpiscono il locale più degli elogi.
  • Identità debole: un concept copiato è facilmente sostituibile da chi offre l'originale a pochi passi.

L'alternativa: format consolidati e supporto del franchisor

Chi non ha un seguito social ma vuole entrare nella ristorazione può puntare su formule già testate, in cui marchio, formazione, fornitori e comunicazione sono forniti dal franchisor. Il modello riduce l'incertezza su menu, layout e costi di avvio, e offre un supporto operativo che nessun trend sui social può sostituire. Anche i servizi di consegna possono affiancare il locale: in questo caso conviene guardare ai franchising di Food Delivery per ampliare la clientela oltre la sala.

Che cosa resta della storia di CZN Burak

Il caso CZN Burak, con le sue luci e le sue tensioni legali, mostra che la notorietà è un acceleratore e non un modello di business. Il percorso di Burak resta interessante per la capacità di trasformare i video in una catena internazionale, ma anche per le difficoltà nel mantenere il controllo del marchio. Chi vuole fare ristorazione oggi deve combinare racconto, qualità costante e gestione solida. Per orientarti tra le opportunità del settore, consulta le offerte di franchising nella ristorazione e scegli il format più adatto al tuo budget.

Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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