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martedì 31 gennaio 2017

La pizza, comodamente a casa propria 

Aprire una pizzeria da asporto

Leggi anche la guida completa - Come aprire una pizzeria

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aprire pizzeria da asporto

La pizza è un alimento amato da tutti, un piatto semplice, genuino, artigianale, gustoso e disponibile in tutte le variabili che l’immaginazione possa concepire. Non a caso la pizza riscuote enorme successo tra adulti e bambini non solo in Italia ma in tutto il mondo.

Non sono pochi coloro che su questo potenziale hanno costruito un’attività redditizia e di successo, e forse anche tu stai pensando di aprire la tua pizzeria e metterti in proprio.

Aprire una pizzeria non è di per sé particolarmente complicato, ma bisogna tenere in considerazione diversi elementi.


Quanto costa?

Prima di tutto i costi. Aprire una pizzeria – ristorante, con servizio al tavolo, è molto più oneroso economicamente che aprire una pizzeria al taglio o da asporto. Se per una pizzeria con sala servono almeno 100.000 euro, per aprire una pizzeria da asporto l’investimento è decisamente più ragionevole, bastano infatti circa 30.000 euro di budget.

Se è la prima volta che si entra nel mercato delle pizzerie, e soprattutto in tempi economici non favorevoli, la scelta più oculata potrebbe essere quella di aprire una pizzeria d’asporto. Consideriamo quindi questa ipotesi e vediamo tutto il necessario per avviare una pizzeria da asporto, l’iter burocratico, i requisiti, i costi e ogni aspetto da valutare per aprire un locale di successo.


Cosa serve?

Per aprire una pizzeria da asporto possono bastare anche soli 30mq di locale, comprensivi di zona di vendita, laboratorio, magazzino, bagni e spogliatoio per il personale.

Quando si tratta di un locale il cui business avviene mediante la consegna a domicilio si dispone di maggiore libertà nello scegliere l’ubicazione del locale. Infatti sono zone più che adeguate anche quelle periferiche e residenziali, ancora meglio se si tratta di vie ad alto traffico, con buona visibilità, parcheggio, nei dintorni di scuole ed uffici.

Per quanto riguarda l’allestimento vero e proprio del locale avremmo invece bisogno di diverse attrezzature:

  • Un forno elettrico o a legna, i prezzi variano dai 1.000 ai 3.000 euro, meno se si trattata di attrezzature di seconda mano.
  • Un’impastatrice dal costo medio di 1.300 1.500 euro.
  • Un paio di frigoriferi professionali dal costo complessivo di circa 2.000 3.000 euro.

Piani di lavoro adeguatamente ampi, altre attrezzature per la cucina, vari contenitori per il servizio d’asporto, arredamento (anche se minimale gioca un ruolo non di secondo piano per il cliente), mezzi per effettuare le consegne a domicilio. Questi elementi e ad altri costi derivanti da utenze, affitto, adeguamento ed allestimento dei locali comportano un investimento al mq di circa 1.000 euro.

Inoltre bisogna considerare nel preventivo anche i costi per il personale: un pizzaiolo se questo non coincide con l’imprenditore, almeno una persona che effettui le consegne, una persona che tenga la contabilità, effettui le prenotazioni e svolga altri compiti gestionali.

Altro elemento da non sottovalutare è il marketing ed i relativi costi. Redigere un piano pubblicitario è fondamentale per la buona riuscita di qualsivoglia attività, un budget adeguato da dedicargli potrebbe essere di circa il 10% dell’investimento totale. Per l’attività in questione sono mezzi adeguati i volantini, i cartelloni e la pubblicità su giornali e quotidiani locali, cui bisogna curare la grafica in modo da renderli accattivanti. Anche essere presenti sul web con un sito internet (mediante il quale effettuare anche prenotazioni online) e con account sui maggiori social è indispensabile. Non dimentichiamo poi che il passaparola di una clientela soddisfatta è la pubblicità più potente.


L'iter burocratico e i requisiti

L’iter burocratico da seguire per aprire una pizzeria da asporto non è diverso da quello per aprire una pizzeria tradizionale, con l’unica differenza che non sarà necessario disporre dei servizi igienici dedicati ai clienti.

  • Apertura Partita Iva
  • Iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane presso la Camera di Commercio
  • Regolazione posizioni INPS ed INAIL
  • Ottenimento del nulla osta sanitario da parte dell’Asl
  • Locali a norma
  • Comunicazione di inizio attività presso il Comune
  • Eventuale ottenimento dell’autorizzazione per la vendita di superalcolici
  • Autorizzazione per l’esposizione dell’insegna
  • Corso SAB
  • Corso HACCP, obbligatorio per chiunque entri in contatto con il cibo

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Madalina Girbovan
Aprireinfranchising.it

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