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Come aprire un negozio in conto vendita

Il vantaggio di non pagare l'invenduto.

7 minuti

Uno dei principali fattori di rischio per le nuove attività commerciali, è rappresentato dall’invenduto. La merce in vendita deve essere collocata ottimamente presso i clienti al fine, non solo di incassare e poter registrare un attivo al termine dell’esercizio, ma anche di far spazio ai nuovi stock, così seguendo l’evoluzione delle tendenze e della richiesta di mercato.

Per ovviare alle giacenze eccessive si può pensare al conto vendita ovvero il sistema grazie al quale il venditore mette a disposizione il proprio spazio, mettendo in vendita beni di proprietà di terzi. Non acquistandoli, come avviene normalmente nel rapporto con i fornitori, ma trattenendo una percentuale sul prezzo solo in caso di effettiva vendita al cliente.

aprire un'attività in conto vendita

 

Cosa serve per aprire una attività in conto vendita

Possono essere venduti in conto vendita moltissimi beni, dai libri all’oggettistica, fino alla merce usata. In ogni caso sarà fondamentale una corretta predisposizione dell’attività, a partire dagli spazi. Tradizionalmente, parlando di conto vendita, si pensa ai bazar o mercatini dell’usato, nei quali è possibile trovare un po’ di tutto, spesso non in ottime condizioni. L’errore più grande che può fare un neo imprenditore è quello di abbandonarsi a questo modello e non curare la scelta e l’esposizione della merce.

Il primo passo consiste quindi nella scelta e predisposizione dei locali: dovranno essere ampi a sufficienza, dotati di scaffalature ben ordinate e possibilmente di un sistema di videosorveglianza. La metratura richiesta, va da sé, dovrà rispondere alle esigenze proprie di ogni categoria merceologica ma, specie se a gestire gli spazi saranno una o due persone, è consigliabile non strafare.

Per quanto riguarda l’allestimento, il consiglio è quello di personalizzare: vendere libri, gioielli o “di tutto un po’” non è la stessa cosa e ogni caso è a sé. Ad esempio, se volete puntare ai prodotti per l’infanzia (che si prestano particolarmente allo scopo), ricordate sempre che usato non è sinonimo di brutto, spoglio e triste: fate in modo di rendere l’ambiente accogliente e simile a quello di un normale negozio per bambini. Nessun genitore ama fare acquisti in un triste discount pieno di scatoloni buttati qua e là.

Qualunque sia il prodotto individuato, sia esso singolo o vario, è necessario dotarsi di un ottimo sistema di gestione, in grado di classificare e registrare ogni pezzo in entrata e in uscita. Il caos che spesso si nota nei succitati mercatini, oltre a scoraggiare gli acquirenti, mette seriamente a rischio la possibilità di chiudere l’anno in attivo.

Tra gli accorgimenti da non sottovalutare vi sono:

  • la corretta configurazione del contratto con il privato proprietario del bene da vendere. Tecnicamente è un contratto di mandato. Verificate sempre quali sono le norme (anche fiscali) applicabili. L’evoluzione legislativa nel nostro Paese segue ritmi serrati e spesso propone cambiamenti repentini ai quali dovrete dar seguito.
  • il sistema di avviso di vendita: è fondamentale avvisare celermente il proprietario del bene venduto, così da porre fine al contratto di mandato. Potete farlo personalmente od utilizzare un gestionale che, in automatico invii le comunicazioni, anche tramite sms.

Requisiti e iter per aprire un’attività in conto vendita

Un negozio di merce in conto vendita è in ogni caso una attività di intermediazione tra privati e come tale è disciplinata dall’art 115 del T.U.L.P.S.
La corretta configurazione dell’attività non è cosa di poco conto. L’essere un intermediario comporta che la proprietà del bene messo in vendita passa direttamente dal proprietario originario all’acquirente, senza entrare mai nella sfera giuridica del gestore del negozio con alcune importanti conseguenze:

  • il titolare dell’attività non deve alcuna garanzia sul bene venduto. Anche la garanzia europea disciplinata dal Codice del Consumatore può essere esclusa, in quanto il bene è commerciato in nome e per conto di un privato
  • il titolare non è responsabile, salvo i casi di dolo e complicità, nel caso in cui la merce si riveli poi di provenienza illecita.

Non sono richiesti requisiti particolari e l’iter burocratico è di per sé molto semplice e inizia con l’apertura di P.Iva con il codice 46.19.02 (procacciatore d’affari).
Successivamente sarà necessario:

  • presentare al Comune competente la Segnalazione di inizio attività;
  • ottenere dal Comune l’autorizzazione all’esposizione dell’insegna;
  • far vidimare in comune il “registro degli affari”, un libro contabile richiesto dalla legge, che riporterà tutte le operazioni dell’attività. E’ un adempimento obbligatorio, quali siano le dimensioni del negozio e la tipologia di merce trattata.

Leggi anche: Come aprire un negozio, la guida completa

 

Quanto costa aprire

Aprire una attività in conto vendita richiede un investimento inferiore rispetto ad altre similari. Viene meno la necessità di acquistare la merce dai fornitori e, seppur con le precisazioni più sopra fatte, anche arredamento e allestimento possono essere ridotti al minimo.

La spesa più importante riguarderà il locale. Se si opta per un negozio in una zona commerciale, saranno necessari circa 1.600 €/mese per 160 mq. Per un capannone in una zona industriale, mettete in preventivo 1.800-1.900 €/mese per 350-400 mq.

A ciò si dovranno aggiungere ovviamente le utenze, il personale, la dotazione informatica e il commercialista, fondamentale per assistervi nella corretta configurazione dell’attività.

Il Franchising conto vendita

Specie con riferimento ai mercatini dell’usato, si stanno facendo largo molte offerte di affiliazione in franchising. Può sembrare strano, ma si tratta davvero di un settore nel quale l’esperienza conta: come abbiamo già visto, la scelta del locale, la gestione della merce e l’organizzazione degli spazi sono, in questo più che in altri casi, fondamentali.

Il rischio è quello di trasformare il bazar in un caos e di perdere il controllo della merce in entrata e in uscita e delle vendite. Ben venga quindi la possibilità di sfruttare un know-how consolidato e un supporto dedicato. Questo è il principale punto di forza delle attività in conto vendita in franchising: l’affiliato, al quale viene garantita l’esclusiva di zona, viene aiutato in ogni passaggio e dotato di tutti gli strumenti necessari alla gestione efficace, ivi compreso in genere un software gestionale apposito.

Da non sottovalutare, inoltre, il ritorno di immagine dato da un nome ed un’insegna conosciuti. Il rischio delle attività in conto vendita è quello di sembrare in ogni caso di basso livello. Spesso si associano al disordine e, di conseguenza alla bassa qualità dei prodotti. Agire sotto l’insegna di una catena nota e sfruttarne le azioni di marketing è sicuramente un enorme vantaggio.
Quanto costa tutto questo? Come spesso accade, accedere al mercato tramite franchising ha un costo inferiore rispetto all’avvio in autonomia, siamo sui 15 – 20.000 € in media, ma davvero le offerte sono per tutti i gusti e tutte le tasche e vanno da poco meno di 10.000 € a 50-60.000€ in base alla tipologia di merce venduta e alle dimensioni del brand. All’investimento iniziale dovranno poi essere aggiunte le royalty e le altre spettanze, spesso calcolate sul fatturato.

Altra tipologia di franchising in conto vendita è quella usata molto sempre più spesso nel settore dell'abbigliamento e degli accessori moda. In questo settore il conto vendita viene offerto direttamente dalla casa madre, che rifornisce di merce il negozio dell'affiliato a inizio stagione e ritira l'inveduto a fine stagione facendosi pagare solo la merce venduta. Un bel vantaggio per l'affiliato.

Per visionare le aziende in franchising che offrono come formula commerciale la merce in conto vendita visita la categoria: Franchising Conto Vendita.

Luca Cortesi
Aprireinfranchising.it

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